Molti indizi fanno una prova ed infatti… il Cesena ha perso

Gubbio-Cesena
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CRONACHE DEL SETTORE O – Questa sconfitta del Cesena a Gubbio fa un male boia: dai, chi pensava ad una sberla del genere?

Ecco, lo sapevo, dopo tutta sta felicità che ci hanno lasciato le ultime partite del Cesena, culminata con l’ingresso degli americani in società (a dire il vero, mi sono sembrati romagnolamericani, la esse li ha traditi…) che ci stava spianando la strada per un sereno Natale, è arrivata questa sconfitta a Gubbio che fa un male boia, come una scoppola in pieno viso.

Eh ma si vedeva da un po’ che le cose stavano cambiando, prima andavamo in trasferta, stavamo un po’ sulle nostre, facevamo la parte della verginella timida e poi zack, un tiro e un gol, controllo senza patemi e ci portavamo a casa la vittoria. In casa facevamo gli sboroni col petto in fuori come un rumagnòl spudè, dai e dai, ma la porta non la vedevamo e ci castigavano come polli. Ora al Dino Manuzzi è tutto cambiato, abbiamo lasciato da parte e rumagnòl spudè e giochiamo di fino, niente vanga, ma fioretto e vinciamo ogni volta, mentre in terra straniera è l’inverso, facciamo la voce grossa, ruotiamo in aria il “bòjutsu” come un lottatore di aikidò, accompagnato da un po’ di urlacci intimidatori ai quali il portiere avversario non abbocca e poi, sudati e stanchi, ci prendono il bastone e ce lo rompono nella schiena! E così è successo ieri a Gubbio.

Dai, chi pensava ad una sberla del genere? Sì, c’erano dei segnali, l’infermeria affollata, la distrazione per l’arrivo dei romagnolamericani, la partita d’andata che fu 0-0 in cui pensammo tutti che il Gubbio fosse stato costruito per fare un buon campionato, la maglia nera come la chiama Mingo, da “beccamorti” (vedi: Vestito da trasferta, il Cesena finalmente vince in casa) che portava fortuna e che in trasferta non si vede più. Insomma, molti indizi fanno una prova e così è stato, abbiamo perso…

Noi del Settore O e tutti gli appassionati che ieri hanno visto il Cesena, senza parlare poi di quegli eroi che erano andati nella città dei ceri con tutt’altri presupposti, abbiamo avuto una giornata veramente triste. Vabbè. Niente è perduto. Il terzo posto è salvo, aumenta il distacco dalle prime, ma è ancora congruo il divario sull’Entella quarta. Si torna all’Orogel Stadium l’8 gennaio contro la Lucchese. Nel frattempo stacchiamo la spina, concediamoci un Natale sereno con le nostre famiglie, facciamo il pieno di cappelletti e lasciamo che i nostri ragazzi ricarichino le batterie, dimentichino Gubbio e si preparino per rientrare in campo carichi e motivati, integri e sereni.

La famiglia bianconera si è ampliata, sono arrivati gli zii con tanti regali, qui da noi troveranno terreno fertile per fare bene. E poi, ma avete notato come Robert Lewis assomigli a Dino Manuzzi? È impressionante. E John Aiello? Edmeo Lugaresi sputato. Come no… Vabbè, forse non tanto, però mi piace pensarlo. Mi piace pensare che da lassù qualcuno li abbia mandati e che siano arrivati proprio a Natale per rendere omaggio ad un Cesena appena “rinato” … come i Re Magi … Robertmelchiorre che porta l’oro, Johngaspare l’incenso e… ma …il terzo è … sì, è lui, Baldassarrecondoragostini che porta la “birra”. Evvai col brindisi, tanta salute e vittorie a tutti noi, e Buon Natale.


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

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