Al 93′ tutti increduli, ma felici: il Legnago è ko

Legnago Salus - Cesena
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CRONACHE DEL SETTORE O – A Legnago, sotto al diluvio, il Cesena ci infiamma nel modo più godereccio: proprio all’ultimo respiro del match

Come sempre siamo pronti per seguire (a distanza) la nostra squadra, oggi impegnata contro il Legnago, sperando di non incappare anche stavolta in imprevisti tecnici, né in molestatori umani (vedi Individuata la disturbatrice di Macerata). La pioggia cade incessantemente per tutto il match e sicuramente non rimpiangiamo di non essere presenti, per il resto sembra tutto nella norma, se si eccettua il fatto che ci dobbiamo privare di lunghi tratti di partita, dato che i giocatori scompaiono letteralmente dietro le tre enormi panchine adibite al ricovero dello staff tecnico, delle riserve e del terzo uomo.

Il primo tempo vola via senza sussulti, i nostri non sembrano avere nei piedi la chiave della vittoria di questa inedita sfida, il gioco non entusiasma, tanti passaggi sbagliati e pochi tiri a rete. La pennichella fa capolino davanti allo schermo, eppure i più fini di naso sentono che qualcosa nell’aria si muove, una leggera predominanza di campo, una leggerissima supremazia territoriale (tanto ormai non esiste più il fattore campo) un’impercettibile vantaggio nel possesso palla, una trascurabile differenza nei tiri “verso” la porta avversaria. Insomma, i tempi sono quasi maturi. La nostra difesa non sarà granitica, ma tiene botta agli sterili attacchi albicelesti, il centrocampo lavora sodo, ma niente più di un solido rimpiattino, l’attacco sbatte, ma ribatte colpo su colpo, si storce la bocca ma è la Serie C, cosa pretendiamo? I nostri occhi ancora sono illuminati da bisoliani ricordi, i lungodegenti castorizzati mugulano anche se non ne comprendiamo il motivo, forse l’accostamento di Bertolussi a Ibra ci ha fatto alzare le aspettative, ma siamo sempre manovalanza del calcio, non poeti. Dai però, crediamoci, un colpo può sempre arrivare, la fortuna aiuta gli audaci…

Entra Petermann, non può certo essere lui a regalarci il sogno, infatti spara fiacco un tiro che poteva essere ancora giocato. Sarà Capellini il re magio? No, in pochi minuti la pioggia gli affloscia i capelli e senza la fluente chioma al vento non è lui, sarà Capanni? Macché, è una meteora, non ha ancora fatto granché, no è impossibile. I quattro cambi però hanno effetto, la pressione aumenta sempre di più: al 26′ Ardizzone colpisce la traversa, al 30′ Nanni colpisce di testa di poco a lato, al 38′ ci prova Petermann, al 45′ ancora Ardizzone spara addosso al portiere. Purtroppo è quasi finita, vabbè, accontentiamoci. Ma al 3′ di recupero su 4 concessi, il bimbo milanista riceve una palla sul centro sinistra, dal suo piede parte un tiro potente che riesce a tenere raso terra, a fil di palo, e succede quello che non ti aspetti più, gooooooool. A Cesena siamo quasi tutti increduli, ma felici. Eppure dovremmo aver capito l’antifona, più si avvicina la fine della partita, più il Cesena cresce. Non è una novità, prima di oggi a Legnago, ultimamente l’abbiamo visto anche in quel di Macerata contro il Matelica (due gol nel recupero) e al Dino Manuzzi contro il Modena, che per poco ci scappava il gol del vantaggio agli sgoccioli finali.

Anche gli appisolati dalla pennichella pomeridiana si svegliano dal torpore e guardano la classifica: il Cesena è sesto? Mah, mancano ancora molte partite per concludere la giornata, ma non è affatto male. Intanto il Matelica, il Carpi e la Triestina sono dietro e anche questo non è per nulla male, il banchetto comincia a prendere sapori forti, avanti col Mantova!


Foto di Marco Rossi tratta dal sito www.calciocesena.com

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