Inchiesta sul focolaio: ricercato un ex allenatore

Cesena dichiarato focolaio
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ULTIM’ORA DAL DIVANO – Si ricercano le cause del focolaio nel Cesena: le indagini parallele di Procura e ASL (ma state sereni, è solo satira)

Come mai, si chiede il tifoso medio (e forse perfino quello mignolo) del Cesena, con tutte le cautele, le attenzioni, le mascherine, i saponcini, le distanze, come mai? Eh? Perché siamo qui a girarci le dita, come mai i nostri giocatori sono a casa in quarantena a girarsi le dita ed è tutto un gran giramento generale, che se si potessero utilizzare i maroni come pale eoliche farebbe un bel tot di kilowatt? Cos’è veramente successo e cos’è questa storia del focolaio lo ha voluto appurare anche il vostro Divano, con una inchiesta clamorosa della quale vi forniamo una sintesi in esclusiva assoluta.

L’UNTORE ESAUTORATO
L’ipotesi più accreditata è quella di un untore che, con una mascherina tutta inzuppata di starnuti virali, avrebbe fatto il giro degli spogliatoi a Villa Silvia strisciando tutto lo strisciabile. Gli investigatori della Procura, su impulso di una denuncia anonima, avrebbero esaminato le registrazioni del circuito video, ma non si sarebbero evidenziate anomalie, niente estranei o personaggi sospetti, tranne uno, un ex allenatore del Cavalluccio, del quale non possiamo però rivelare l’identità per almeno due motivi:
1) il nome è coperto dal segreto istruttorio;
2) la faccia è coperta dalla mascherina e quindi non è possibile identificare con certezza il soggetto.

Il quale soggetto, evidentemente, dovrebbe avere motivi di rancore nei confronti della nostra squadra, ma onestamente crediamo che nemmeno quel pataca di… potrebbe arrivare a tanto. L’inchiesta prosegue e a questo punto i 44 immunologi consulenti (in fila per tre col resto di uno) della Procura e i loro 88 assistenti hanno consigliato di prelevare un campione di DNA come hanno visto fare nei telefilms. Il problema è prenderlo, il soggetto, perché, benché pluriesonerato, è astuto (questo è certo, avendo depredato varie squadre senza portare risultati) e sfuggente. Vedremo come andrà a finire…

FOCOLAIO NEGLI SPOGLIATOI E CROCE ROSSA
Un altro filone di indagine riguarda la dichiarazione di “focolaio”. Come mai l’ASL ha potuto parlare addirittura di un focolaio nella squadra del Cesena? Fonti bene informate ci hanno detto che potrebbe essersi verificato un errore di comunicazione… Proprio così. Al termine della partita Cesena-Virtus Verona (vedi La Troia veronese non cade, il Cavallo è ai box), il morale delle nostre truppe era decisamente sotto i tacchetti degli scarpini e lo spogliatoio sembrava una riunione di alcolisti anonimi depressi. A questo punto mister Viali, pensando di fare la cosa giusta, ha alzato la voce: “Non voglio vedere quelle facce da funerale! Abbiamo perso una partita, non il campionato. Coraggio, si è interrotta la serie positiva, prima o poi doveva succedere. Non siate così avviliti. Positivi, positivi, ragazzi! Ripetete con me: positivi, positivi”. Piano piano si è levato un coro, prima sommesso, poi sempre più forte. “Positivi! Positivi! Positivi! Siamo tutti positivi, eh eh! Siamo tutti positivi eh eh!. Il coro è stato sentito dall’esterno dagli operatori della Croce Rossa, i quali hanno pensato fosse loro dovere avvertire le autorità sanitarie e queste hanno stabilito, grazie alle testimonianze, che nel Cesena sono tutti positivi e che quindi si tratta di un focolaio.

L’IMPORTANTE
Beh, non è sicuro sicuro che le cose siano andate proprio così, ma di sicuro è come se ci fosse cascato in testa il Dino Manuzzi senza essere entrati. Chissà quando usciremo da questo tunnel di incertezza, se riprenderemo e quando il cammino in campionato, in quali condizioni saranno i nostri giocatori quando non saranno più positivi. L’importante, ovviamente, è che i ragazzi e i dipendenti del Cesena stiano bene e si rimettano presto. Io nel frattempo guardo le partite del su Eleven Sports. Ma il Cesena non si vede, voi direte. Appunto, come al solito. Qua sulla piattaforma non c’è una gran differenza fra campionato e quarantena, guardo lo schermo fisso e passo il tempo aspettando che le immagini si sblocchino. La partita me la immagino.

Forza, bimbi. Non c’è molto da ridere, io ho provato a strapparvi un mezzo sorriso, sarei veramente contento se ci fossi riuscito. Almeno ci ho provato. Non ditelo alla Croce Rossa. Usiamo la testa e stiamo attenti, che vogliamo ripartire tutti quanti! Con affetto.


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.calciocesena.com

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