Gubbio: ultima trasferta del 2021, la prima del Cesena a stelle e strisce

Gubbio-Cesena
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TIFOSI – Sull’onda dell’entusiasmo arrivato da oltreoceano, i tifosi hanno affrontato la trasferta di Gubbio in un mercoledì prenatalizio

Quella di Gubbio si presentava come una partita storica, ancora prima di essere disputata, in quanto in settimana la maggioranza della società Cesena FC era passata ufficialmente in mano americana, nelle figure dei due co-presidenti Robert Lewis e John Aiello. Una svolta epocale per la nostra amata squadra, aria nuova che si iniziava a respirare già nell’ultima partita casalinga contro il Siena, quando non solo Mr Lewis era seduto in tribuna nelle vesti di spettatore molto interessato, ma sugli spalti si notarono bandiere, berrette, sciarpe e altri gadget coi colori americani, segno inequivocabile che il vento da queste parti stava per cambiare davvero.

Giornata di ferie dal lavoro e partenza in tarda mattinata per me ed i miei amici, che decidiamo in percorrere l’autostrada fino a Fano, per poi proseguire verso quella che è stata la città di Don Matteo, evitando quindi l’E45 che ormai è tutto un cantiere. Viaggio piuttosto tranquillo e in un’ora e mezza arriviamo alle porte di Gubbio, dove notiamo un ristorante che attrae la nostra attenzione e il nostro appetito. Guardiamo l’orologio, siamo in netto anticipo rispetto all’orario d’inizio della gara fissato per le 14:30 e di conseguenza valutiamo che vale la pena di sedersi al tavolo per mangiare qualcosa di buono. Tra funghi, tartufo e cinghiale, il tempo passa che è uno spettacolo, dopodiché ci rimettiamo in marcia verso lo stadio, distante soltanto una decina di chilometri.

Arrivati a destinazione, ritiriamo i nostri accrediti e parcheggiamo nei pressi dell’entrata dello Stadio Pietro Barbetti, un impianto costruito negli anni ‘70 e dal 2006 intitolato allo storico presidente rossoblù, che si presenta di forma ovale con la pista d’atletica ormai in disuso ed una capienza di 5.000 spettatori. La tribuna e la gradinata sono coperte, mentre la curva ospite, realizzata in metallo, è stata aggiunta successivamente durante i lavori di adeguamento di dieci anni fa, quando il Gubbio, neopromosso in Serie B, inaugurò lo stadio rinnovato proprio contro il Cesena in un’amichevole giocata ad inizio agosto. Questo è un impianto che ormai conosciamo bene, avendolo frequentato negli ultimi tre campionati, compreso appunto quello scorso nel quale la sfida si giocò ad ottobre, quando allo stadio potevano accedere solo 1.000 persone ed io assieme ad altri tre amici riuscii ad entrare grazie agli accrediti, dato che la trasferta era vietata ai residenti in Emilia-Romagna. Quella fu l’unica mia trasferta dello scorso campionato e coincise con una vittoria, come del resto fu l’anno prima, perciò ci presentavamo con all’attivo due successi, motivo che ci faceva ben sperare, mentre i tifosi eugubini, che sedevano vicino a noi in tribuna, avendoci subito riconosciuto, ci chiedevano pietà esclamando: “non vorrete mica vincere anche quest’anno?”.

I minuti che precedono l’inizio del match sono più emozionanti del solito, visto che ad un certo punto vediamo entrare uno dei due americani, Robert Lewis, assieme al figlio e al condor Massimo Agostini (amico che ha favorito il suo approdo a Cesena, nonché nuovo membro del CDA bianconero), raggiunge il centro della tribuna dove oltre a noi erano presenti altri dirigenti e soci della nostra squadra. Salutiamo quindi Robert che si siede proprio sotto di noi, mentre poco dopo lo raggiunge anche John Aiello con famiglia al seguito, perciò diamo il benvenuto anche a lui stringendogli la mano. Nel settore ospiti non ci sono ancora tutti i 190 (un buon numero, considerato il giorno e l’orario) che hanno acquistato il biglietto, mancano infatti gli ultras che non tarderanno ad arrivare, ma si inizia già a cantare.

È tutto pronto per l’inizio della partita, che subito nei primi minuti si presenta avvincente e giocata a viso aperto da entrambe le squadre; tuttavia, è il Cesena a rendersi maggiormente pericoloso, confezionando due nitide occasioni da rete che però non vengono sfruttate. Tutto il primo tempo è di marca bianconera, con diverse opportunità per sbloccare il risultato e addirittura chiudere la frazione avanti di tre o quattro gol, frazione che incredibilmente termina invece sullo 0-0, con i tifosi del Gubbio che ringraziano tutti i santi in paradiso e quelli bianconeri che sono disperati per non aver esultato nemmeno una volta, a fronte di tutte quelle chance capitate sui piedi dei propri calciatori.

Nell’intervallo i due nuovi presidenti vanno al bar a bere qualcosa di caldo, perché fa piuttosto freddo e inoltre soffia un venticello gelido che muove in continuazione le bandiere presenti nel settore ospiti. Inizia il secondo tempo e dopo una manciata di minuti succede quello che non t’aspetti, ovvero il vantaggio del Gubbio, che fa esplodere di gioia le poche decine di persone presenti in tribuna e gradinata, dove defilato c’è anche un gruppetto di tifosi che intona qualche coro di incitamento.

Per noi cesenati è una doccia gelata, ma nonostante ciò, in curva si continua a cantare e dopo soli otto minuti si festeggia il gol del pareggio, assolutamente meritato. Sui nostri volti torna il sorriso e si guarda con più ottimismo al proseguo del match, puntando decisamente alla vittoria, che sarebbe un ottimo modo per iniziare le imminenti feste natalizie nel migliore dei modi. Gli ultras bianconeri espongono uno striscione che recita “siamo sempre disoccupati”, un sequel di “siamo tutti disoccupati” mostrato per Olympia Agnonese-Cesena, giocata sul neutro di Termoli un pomeriggio lavorativo a gennaio 2019. L’esposizione dello striscione è seguita da cori a tema, come “odio eterno al calcio moderno”, in riferimento alla collocazione temporale assurda di questa partita, alla faccia dei tifosi che vogliono seguire la propria squadra.

Tifosi belli carichi quindi, ma lo stesso non si può dire dei giocatori con la maglia bianconera, che accusando la stanchezza dovuta ad un girone d’andata condotto sempre ad alti ritmi e agli impegni ravvicinati, finiscono presto nelle grinfie dei padroni di casa. Si materializza così il 2-1 per il Gubbio e sul finire della partita anche un uno-due micidiale che pone la parola fine alla contesa, regalando i tre punti al Gubbio che di fatto ha meritato la vittoria, capitalizzando le occasioni avute, a differenza dei bianconeri spreconi come non mai. Il pubblico di casa festeggia manco avesse vinto una finale, mentre noi presenti in tribuna ci nascondiamo dalla vergogna e i nostri calciatori vanno sotto la curva per chiedere scusa di una sconfitta quasi umiliante per 4-1 (vedi Molti indizi fanno una prova ed infatti… il Cesena ha perso). Una sconfitta esagerata nel risultato, ma meritata, perché se si gettano al vento innumerevoli occasioni per segnare poi l’avversario prende coraggio e si sente invulnerabile, mentre tu ti senti impotente e alla fine finisci per prenderle. Peccato, perché una sconfitta del genere non se l’aspettava nessuno e il fatto che sia arrivata il 22 dicembre prima delle feste e della sosta del campionato è un duro colpo da assorbire per noi tifosi malati di Cavalluccio.

Amareggiati e increduli per quello che abbiamo appena visto, guadagniamo velocemente l’uscita, mentre sul monte dietro lo stadio cominciano ad accendersi le luci che illuminano l’albero di Natale più grande del mondo. Durante il viaggio di ritorno la voglia di parlare e scherzare tra i componenti dell’auto è ai minimi storici: ci vorranno giorni infatti per lasciarsi alle spalle questa batosta subita in terra umbra.

Il meglio e il peggio della trasferta

  • il meglio: senza ombra di dubbio i tifosi bianconeri, che in un giorno lavorativo si sono sorbiti 3 ore di viaggio, 2 ore di freddo con vento gelido che soffiava ininterrottamente e 4 gol.
  • il peggio: far giocare la prima giornata di ritorno il 22 dicembre e alcune partite tra cui questa alle 14,30 è l’ennesima dimostrazione di disinteresse verso i tifosi e la loro passione.

Si conclude quindi questo 2021 per il nostro Cesena, che si era aperto nel peggiore dei modi con il covid che era entrato e aveva fatto danni nel nostro spogliatoio, e si chiude altrettanto male con questa dolorosa sconfitta. Nel mezzo, altri momenti difficili e da incubo vero e proprio come la gara playoff col Matelica, ma anche tanti momenti esaltanti e di pura gioia per noi tifosi, che da qualche mese siamo potuti finalmente ritornare allo stadio dopo l’essenza forzata causa pandemia. Quest’ultima partita tuttavia non scalfisce quanto di buono fatto dalla nostra squadra fino a qui, in un campionato che ci vede attualmente al terzo posto, una posizione che nessuno si sarebbe immaginato ad inizio settembre. Inoltre, ora che in società sono arrivate forze fresche c’è solo da essere ottimisti: le prime impressioni suscitate dai nuovi arrivati sono infatti positive e l’auspicio di noi tifosi è che queste persone facciano il bene della nostra squadra, perché alla fine è quello che a noi interessa, a prescindere dal loro paese di provenienza.

Lasciamoci alle spalle al più presto questa brutta sconfitta, riposandoci durante le festività e ricaricando le pile in vista del girone di ritorno, perché il Cesena avrà ancora bisogno di noi, avrà sempre bisogno di noi. Auguri per un sereno Natale e un nuovo anno ricco di gioie e soddisfazioni a tutti quelli che come me hanno il Cavalluccio nel cuore. Forza Cesena! Dove sarai, io sarò!


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

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