Un grande Cesena fa tremare la Juventus

Juventus-Cesena (1)
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BIANCONERO VINTAGE – A Torino, un Cesena in inedito completo granata da vita ad un pareggio spettacolare contro la capolista Juventus (3-3)

Domenica 30 novembre 1975, si gioca la 7^ giornata del campionato di Serie A. Il Cesena in trasferta deve affrontare la prima della classe, la Juventus. Dopo la vittoria casalinga contro il Perugia, questa partita è piena di significati, un vero test per capire la forza della squadra romagnola.

Le formazioni

Mister Carlo Parola ha una squadra piena di campioni. Non serve spiegare la bravura di Zoff, la classe di Scirea o di Causio, o descrivere la pericolosità dell’attacco Anastasi-Bettega, ma il tecnico bianconero comunque teme questo Cesena, che viene accolto a Torino come la vera e propria rivelazione del campionato. Questa la formazione della Juventus che scende in campo al Comunale: Zoff, Gentile, Cuccureddu, Furino, Spinosi, Scirea, Causio, Gori, Anastasi, Capello, Bettega, A disposizione Carraro, Tardelli e Damiani. Mister Pippo Marchioro, non ha a disposizione Festa e Mariani e conferma la formazione vincente dell’ultimo incontro casalingo. Questa la formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Urban. A disposizione 12 Bardin, che entrerà al 50’ in sostituzione di Boranga, 13 Petrini S., che entrerà al 17’ in sostituzione di Bertarelli, e 14 De Ponti.

La partita

Pomeriggio caldo con cielo coperto. Ha piovuto fino a poco prima dell’inizio della partita ed il terreno di gioco è leggermente scivoloso. Arbitra il sig. Gussoni di Varese. Le squadre entrano in campo con queste divise: il Cesena in color granata maglia e calzettoni, abbinata a pantaloncini bianchi; la Juventus in maglia bianconera a strisce verticali sottili e pantaloncini di colore bianco. L’ingresso in campo, per un attimo, sembra quello del classico derby torinese. Sarà una partita molto bella, con un Cesena superlativo che sviluppa un gioco stupendo, eccezionale per il movimento a tutto campo e che concede poco spazio alla Juventus.

La partita si apre con un grande equilibrio, rotto subito da un affondo juventino. Al 9′ infatti, il portiere romagnolo Boranga compie un gesto da vero campione e con un grande colpi di reni devia oltre la traversa un pericoloso colpo di testa di Anastasi, servito da un perfetto cross di Capello. Al 15’ risponde però il Cesena, con la stessa dinamica: cross di Frustalupi ed incornata di Bertarelli sul quale il portiere Zoff risponde con un grande intervento, stendendosi sulla sua destra ed arrivando a deviare in calcio d’angolo. Nella circostanza il centravanti rimane a terra con le mani sul viso ed è costretto a dare forfait per una forte contusione allo zigomo: Marchioro decide così di dare una grande occasione al giovane attaccante Sauro Petrini, romagnolo doc. Dopo questi due episodi, il Cesena cresce ed impone la sua danza alla Juventus, che non riesce ad interrompere questa manovra sapiente: tutti i romagnoli scattano, si scambiano di posizione e si infilano bei varchi della difesa bianconera che fatica a chiudere. Ed al 21’ arriva il gol. Sulla fascia sinistra del campo Bittolo interrompe un’azione juventina ed è prontissimo a servire sullo scatto Urban, l’ala sinistra parte rapidissima ed entra in area tallonata da Gentile, si libera dell’avversario con un abilissimo palleggio, facendogli anche passare il pallone sopra la testa, ma poi mentre si appresta a calciare di sinistro, il terzino juventino gli aggancia il piede destro facendolo cadere a terra. L’arbitro, circondato dalle immancabili proteste dei Campioni d’Italia, indica il dischetto del rigore: batte con la consueta freddezza Frustalupi ed il pallone finisce alle spalle di Zoff. Cesena in vantaggio!

A questo punto la manovra del Cesena assume contorni ancora più chiari: un gioco di pulizia eccezionale, la palla che viaggia da questo a quello senza che nessun juventino riesca ad interrompere l’abile manovra. Cera e Frustalupi sono perfetti; Zuccheri distrugge Causio; Oddi impressiona per la sua potenza in fase difensiva e per la straordinaria facilità con cui esce dalla propria area; Danova giganteggia con molta sicurezza su Anastasi; Ceccarelli gareggia di forza con Bettega. Un Cesena così ben impostato non può altro che raccogliere ed infatti arriva anche il secondo gol. Al 41’ ecco il gol più bello, il più spettacolare dell’incontro, e non soltanto per l’esecuzione finale di Urban, ma soprattutto per l’abilità con cui è stato creato: il Cesena, con un possesso palla come quello dei famosi olandesi di Cruijff, fa sì che per un paio di minuti la Juventus non veda la palla! Poi, dopo questo lungo fraseggio, la palla arriva sui piedi di Frustalupi, che invita allo scatto Ceccarelli: il forte terzino compie una ventina di metri di corsa palla al piede e poi effettua un cross preciso verso l’area, dove puntuale come un rapace arriva il piccolo Urban che colpisce al volo di prima intenzione e fa secco l’incolpevole Zoff. Meraviglioso! Juventus-Cesena  0-2! Il pubblico torinese si sgela e comincia ad applaudire questo grande Cesena.

Alla ripresa del gioco, nella ripresa, la Juventus parte all’attacco, mostrando una determinazione ed una volontà di recupero che non avevano avuto nel corso del primo tempo. Così, in solo 8 minuti, i padroni di casa riescono a passare due volte e a rimettere in discussione il risultato. Il Cesena appare deconcentrato e sembra un pugile alle corde, quasi sorpreso dalla forza degli avversari. Al 49’ la Juventus accorcia: Capello, dopo aver raccolto un pallone non intercettato dalla difesa romagnola, spara un diagonale imprendibile per Boranga. Al 50’, il portiere sventa su Furino, ma durante l’intervento si procura una contusione alla spalla sinistra ed è costretto a rientrare anzitempo negli spogliatoi, prontamente sostituito da Bardin. Il subentrato non fa nemmeno in tempo a toccare la palla che al 53’ Bettega con uno stupendo colpo di testa gli infila la palla sotto la traversa. Equilibrio perfetto, 2-2!

Purtroppo, il Cesena ha accusato un paio di sbandamenti e gli juventini hanno colto l’occasione per riequilibrare il risultato con una straordinaria determinazione, come solo le grandi squadre  riescono a fare. I ragazzi di Marchioro vivono con rabbia questi due colpi, ma sono in giornata e reagiscono prontamente. Al 65’ il Cesena passa nuovamente in vantaggio: a seguito di un’azione di calcio d’angolo, la palla arriva a Petrini che senza esitare compie due passi e dal vertice dell’area di rigore lascia partire un tiro a parabola che beffa Zoff, leggermente fuori dai pali. A questo punto la Juventus fa ricorso a tutta la sua forza e si getta a capofitto per cercare nuovamente la parità. Si susseguono le mischie nell’area del Cesena, con i romagnoli che cercano di alleggerire la pressione con qualche azione di contropiede, ma diventa sempre più difficile resistere a questo assalto ed al 81′ arriva il pareggio. Il terzino Gentile, in una delle tante mischie in area cesenate, infila Bardin in modo imprendibile, sfruttando l’unico corridoio che gli si apre davanti. Nei minuti finali, i Campioni d’Italia continuano ad attaccare, sperando di sorprendere gli avversari, ma creano solo tanta confusione ed in due occasioni reclamano un calcio rigore: nel primo caso per presunto un mani di Ceccarelli (il terzino stoppa il pallone con il ginocchio, poi la palla gli ribalza sul braccio, ma giustamente non è rigore); nel secondo caso, all’ultimo minuto, Gori viene sgambettato al limite e sullo slancio rotola dentro l’area di rigore, ma nemmeno in questa circostanza il direttore di gara (giustamente) ravvisa gli estremi per la massima punizione. Triplice fischio finale e game over.

Sugli spalti succede di tutto. Secondo i tifosi juventini, l’arbitro è colpevole di non aver concesso almeno un rigore ai Campioni d’Italia ed esce al grido di “buffone, buffone”. Nel parapiglia, i calciatori del Cesena hanno dovuto attendere per alcuni minutil’intervento delle forze dell’ordine prima di poter andare negli spogliatoi. Dalla gradinata piove di ogni, compresi razzi e mortaretti. E tutto questo solo perché la squadra romagnola e si è permessa di imporre ai padroni di casa un clamoroso 3-3! Ma la realtà è ben diversa: nel primo tempo il Cesena conduceva per 2-0 ed in campo c’era una sola squadra, quindi è il Cesena che ha perso un punto e la Juventus lo ha largamente guadagnato.

Il commento

Spogliatoi bollenti… La Juventus se la prende con l’arbitro. Le parole di Capello: “è stato un gran bel match, ma con grossi errori arbitrali che hanno falsato il risultato”. Sentiamo le parole di Gori: “abbiamo chiesto almeno due rigori, ne poteva concedere uno, visto che per il fallo di Gentile su Urban non ha avuto dubbi”. Gentile spiega: “io non ho assolutamente speronato Urban. Giuro che non l’ho toccato. Gli ho soltanto tolto il pallone e lui, essendo rimasto senza palla e senza appoggio, è finito lungo e steso. Ma io non c’entro assolutamente. Comunque sono felice per il mio primo gol. Peccato, potevamo vincere“. Infine, mister Parola tesse giustamente elogi per il Cesena: “il Cesena non è più una semplice provinciale, è una grande squadra! Diciamo piuttosto che ci sono certe giornate in cui il pareggio si può anche accettare e quel giorno è oggi”.

Ai microfoni la sponda cesenate. Bertarelli con un vistoso cerotto allo zigomo: “è stato un contrasto: mi sono trovato tra Spinosi e Scirea ed preso una gran botta! Mi dispiace, mi sentivo in forma e son dovuto uscire dopo neanche un quarto d’ora. Peccato, anche perché nell’occasione dell’infortunio ho sfiorato il gol”. Ecco come ha visto Pippo Marchioro questo match: “il Cesena ha giocato alla grande! Sì, i miei ragazzi sono stati veramente bravi! Questa formazione ha fatto tremare la Juvenus e non eravamo neanche al gran completo!”. Ritornando al ritiro prepartita, il Presidente Dino Manuzzi diceva: “Mi piacerebbe fare un punto contro la Juventus ed uno contro il Bologna! Non voglio dare al mio amico Conti, il Presidente dei bolognesi, la soddisfazione di venire a vincere a Cesena, proprio a casa mia! Aggiungo che se battiamo la Juventus sono disposto a dare un premio di 1.000.000 di lire”. Poi, dopo un attimo di silenzio, aggiungeva sorridendo: “sapete una cosa? Quando perdo una partita mi dico: mi dispiace che la squadra non ce l’abbia fatta, poi mi metto una mano sul petto dove c’è il portafoglio e penso che ho risparmiato dei bei soldini…”.

L’eco di questa grande impresa è già storia: il Cesena ha fatto tremare la Juventus! Ma non c’è nemmeno il tempo di gustare il tutto con un poco di tranquillità perché ci sono da accogliere i cugini rivali, il derby col Bologna da affrontare con grinta e ritmo. Ma una cosa è certa, in Romagna sanno tutti di avere una bella squadra, decisa e capace di regalare ampie soddisfazioni ai suoi sostenitori. E questa volta non ci accontenteremo del pareggio! Quindi, Forza Cesena!


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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