Un grande Cesena ferma la Lazio campione d’Italia

Cesena-Lazio 1975
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BIANCONERO VINTAGE – Né vincitori, né vinti alla Fiorita: il Cesena si trasforma in un vero incubo per la Lazio campione e conquista un punto d’oro

Domenica 2 febbraio 1975, 16^ giornata di campionato, prima giornata del girone di ritorno. Per il Cesena, che gioca per la seconda volta consecutiva alla Fiorita, è l’occasione per raccogliere punti, vista la serie positiva che sta attraversando, nel campionato di Serie A. Il calendario indica che gli sfidanti di turno saranno i campioni d’Italia in carica della Lazio, i quali arrveranno in Romagna per imporre il loro gioco e, se Giorgione Chinaglia sarà in giornata, tenteranno il colpaccio per guadagnarsi i due punti per la vittoria. I bianconeri hanno però sempre disputato ottime partite contro i biancocelesti ed anche stavolta partiranno motivati, convinti di poter ottenere almeno un punto ed incrementare la classifica che dopo il derby con il Bologna (vedi Che spettacolo il derby: Cesena-Bologna finisce 2-2) segna quota 13.

Le formazioni

I biancocelesti sono guidati da Tommaso Maestrelli, che viene in Romagna con l’intenzione di fare punti e puntail bottino pieno: la sua Lazio è diventata una “grande” e non si può certo permettere di lasciare punti dovendo tenere fede al ruolo di campione in carica. Maestrelli dispone di una rosa ben collaudata ed ha nell’attacco la sua grande forza, reparto dove Chinaglia è il punto di riferimento per gli emergenti Badiani e D’Amico, ali di talento. Questa la formazione dei biancocelesti: Pulici, Ghedin, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Badiani, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico. A disposizione in panchina: Morigi, Polentes e Franzoni, che entrerà al 75′ in sostituzione di Nanni.

Dall’altra parte, Eugenio Bersellini ha i suoi grattacapi per le numerose assenze: Bertarelli, Festa e Catania non sono nomi di poco conto. Il mister bianconero però recupera Brignani ed inserisce Zuccheri, mentre decide nuovamente di dare fiducia all’attaccante Urban in coppia con Bordon. Il Cesena entra in campo con questa formazione: 1 Galli, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bordon, 10 Rognoni, 11 Urban. A disposizione in panchina 12 Boranga, 13 Zaniboni e 14 Toschi, che entrerà al 69′ in sostituzione di Urban.

La partita

Siamo all’inizio di febbraio, ma in cielo c’è uno splendido sole, la temperatura è mite ed il terreno della Fiorita è come sempre perfetto. Sugli spalti una buona affluenza di pubblico, tanto che si registra un incasso di oltre 55 milioni di lire. Arbitra il sig. Ciacci di Firenze e le squadre si presentano con le divise classiche, la Lazio con maglia celeste con bordi bianchi e pantaloncini blu, mentre il Cesena in divisa classica, maglia bianca, con bordi neri e pantaloncini neri.

Il primo quarto d’ora è stato di marca laziale, almeno fino a quando il Cesena ha preso le misure e sistemato le marcature a centrocampo. Subito al 4’ cominciano le emozioni e alla Lazio viene annullato un gol: Chinaglia si aggiusta la palla con l’aiuto della mano, dopo essere stato smarcato in area dal bel cross dalla destra di Badiani, la sua conclusione è impeccabile e finisce alle spalle del portiere bianconero Galli, che però aveva già richiesto l’attenzione dell’arbitro. Si rimane quindi sullo 0-0. Arbitro ancora protagonista quando il Cesena si vede non assegnare un rigore per il vistoso fallo di Ghedin e Badiani ai danni di Urban, rimediando solo l’ammonizione di Bordon per proteste. Poi tocca a Badiani, uno dei migliori fra i laziali, che impegna Galli. Subito dopo ci prova anche Chinaglia di testa, ma l’estremo difensore bianconero è ben appostato e para agevolmente. Il Cesena non stà però a guardare ed al 27’ ha una clamorosa palla gol con Bordon, il quale stacca bene di testa sul  delizioso cross di Orlandi,ma non inquadra lo specchio della porta con il portiere Pulici rimasto immobile. Il risultato comunque non si sblocca nonostante non mancano certo le palle gol. Nella ripresa, il portiere biancoceleste compie un vero e proprio miracolo respingendo d’istinto la bordata di Urban, poi nel finale, al 81′, Toschi che aveva appena sostituito Urban, si divora un gol calciando sull’esterno della rete, da una distanza di un metro e mezzo dalla porta: peccato, i tifosi avevano già gridato al gol…  Fischio finale e tutti a casa: risultato finale 0-0.

I commenti

Anche la Lazio campione lascia un punto alla Fiorita, una vera roccaforte per il Cesena. È un Cesena in salute, anche se non con tutti i suoi effettivi e lo stato d’animo sereno lo si percepisce anche nelle  interviste. Al microfono il presidente Dino Manuzzi: “un punto prezioso e meritato contro i campioni d’Italia, che arrotonda ulteriormente la nostra classifica. Poteva andare meglio, ma accontentiamoci!”. La parola passa quindi a mister Eugenio Bersellini: “sono contento dei miei calciatori, sempre all’altezza degli impegni che devono affrontare. Chi doveva oggi uscire vittorioso era il Cesena, ma non abbiamo avuto quel pizzico di abilità e fortuna che meritavamo”. Dei calciatori bianconeri si fa avanti Urban: “Pulici ha fatto un vero miracolo sul mio tiro: avevo chiuso gli occhi ed un attimo dopo pensavo di vedere la palla in rete, ma è stata solo un’illusione. Poi non parliamo del rigore che non mi hanno concesso, mi hanno sbilanciato al momento giusto e non ho potuto tirare. Peccato”.

Insomma, un Cesena che ha tutti i diritti di recriminare per questo pareggio, certamente accettato più volentieri dalla Lazio. Una cosa è certa, oggi alla Fiorita la “grande” sembrava il Cesena, anche se la Lazio aveva lo scudetto stampato sul petto. Rimane la grande prova dei bianconeri che meritano la permanenza in Serie A, visto che con buone prestazioni i romagnoli sono al di fuori dalla lotta salvezza. Fino alla fine forza Cesena!


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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