Un grande Cesena strappa il pari in casa dell’Inter

Inter-Cesena 0-0 75:76
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BIANCONERO VINTAGE –  Esordio da brivido per il Cesena nel campionato 1975/76: un ottimo pareggio 0-0 a San Siro contro l’Inter di Chiappella

Domenica 5 ottobre 1975, 1a giornata di campionato. Per il rinnovato e motivato Cesena, guidato dal nuovo mister Pippo Marchioro, inizia una nuova avventura bianconera, ma la strada si presenta subito in salita. Alla scala del calcio il Cesena deve affrontare un’Inter motivata a ben figurare davanti al proprio pubblico.

Le formazioni

Il mister dei nerazzurri, Giuseppe Chiappella, contro il Cesena ha deciso di schierare la coppia d’attacco Boninsegna-Libera che giocheranno insieme fin dall’inizio. Il Cesena ha lasciato un brutto ricordo a San Siro, infatti l’anno scorso la squadra romagnola giocò uno scherzetto niente male all’Inter di Suarez battendola per 1-0 (vedi Miracolo a San Siro: Cesena batte Inter 1-0 !). Lo ammette lo stesso mister dei nerazzurri: “Il Cesena di Cera è alle porte: una squadra che non è disposta per niente a fare da materasso. Speriamo di prendere di petto il Cesena, che è una signora squadra, ed andare subito in gol. I romagnoli giocano un buon calcio e se gli lasciano prendere la mano diventa problematico passare”. Questa la formazione dell’Inter che scenderà in campo: Vieri, Fedele, Oriali, Bertini, Giubertoni, Facchetti, Pavone, Marini, Boninsegna, Massola, Libera. A disposizione Bordon, Bini, Galbiati (che entrerà al 22′ del secondo tempo in sostituzione di Oriali).

Dall’altra parte, il Cesena è senza Bertarelli. Il mister Pippo Marchioro ha convocato 18 giocatori compreso lo stesso centravanti, il quale però difficilmente dovrebbe essere in campo per il noto infortunio. Sa di contare su di un gruppo di giocatori motivati e sceglie questa formazione: 1 Boranga, 2  Ceccarelli, 3 Oddi,  4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Urban, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione 12 Venturelli, 13 Zuccheri, e con il 14 De Ponti.

La partita

Mariani palla gol sprecata Inter-Cesena

Giornata di sole ed il terreno di gioco è in perfette condizioni. Arbitra il sig. Agnolin di Bassano del Grappa. Le squadre entrano in campo con le divise classiche: l’Inter con la maglia a righe verticali nere ed azzurre e pantaloncini neri; il Cesena con maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri. Accompagnato da un gruppo folkloristico romagnolo che ha divertito il pubblico prima della partita, il Cesena è sceso a San Siro, imponendo lo 0 a 0 all’Inter.  L’Inter come ovvio ha premuto più a lungo e proprio nelle prime battute ha avuto qualche occasione, seppure non limpide, ma poteva anche sfruttarle meglio. A parte un’evidente trattenuta di Oddi ai danni di Libera all’Inter non resta molto altro. Con uomini in area di rigore come Boninsegna e Libera il gioco dei nerazzurri si è basato su continui cross in mezzo, ma si è creta solo confusione. Il resto è rappresentato da tre o quattro paratissime di Boranga che rende merito al Cesena di disporre di un portiere capace di parare con enorme sicurezza tutto il parabile e anche qualcosa di più. Il Cesena giocando giudiziosamente abbottonato e coperto non rinunciava a portare palla e pericoli nel mezzo delle retrovie nemiche. Infatti poco dopo è per Mariani la più grossa occasione del primo tempo. Lanciato da Rognoni dalla sinistra, l’ala dei cesenati, con un tocco da campione, in piena area, si smarca mandando fuori giri Fedele, e con il portiere Vieri in uscita alla disperata che sembrava già fuori causa, tenta di piatto destro di piazzarla nell’angolo più lontano, ma la palla sfiora il palo e finisce sul fondo. Solo una grossa occasione perduta, la più bella delle palle gol fallite di un soffio. Nella ripresa succede poco altro, se non una pericolosa incursione dell’Inter, con cross di Libera con deviazione di testa di Pavone: si urla al gol, ma Boranga è pronto a dirgli di no con un intervento a pugni chiusi, da applausi. Risultato quindi 0 a 0 e per il giovane allenatore del Cesena un soddisfacente esordio con pareggio in serie A.

Il commento

I bianconeri hanno dimostrato compattezza e solidità in tutti i reparti, Boranga e Danova su tutti, ed anche se nel primo tempo hanno concesso all’Inter qualche opportunità per andare in gol, hanno saputo amministrare lo 0-0 con estrema saggezza mettendo presto le briglie al collo dell’avversario fin dai primi minuti. Danova appariva fin dall’inizio un perfetto castigatore di Boninsegna volenteroso ma fisicamente spento; Oddi stroncava sul nascere le sortite di Libera, tuttavia abbastanza presente per le possibilità di concludere in gol; Ceccarelli non aveva fastidi da un Pavone inconcludente; mentre Cera veniva fuori con il risaputo mestiere che si può chiamare “classe” per sbrogliare e suggerire abilmente a centrocampo. Ha dato enormi frutti l’oscuro lavoro di Bittolo, insieme al solito e puntualissimo Festa con il compito di seguire dappertutto Mazzola; Frustalupi soverchiato sul piano atletico da Marini che appariva di gran lunga il migliore fra gli nerazzurri, sapeva sempre perfettamente dove e quando mettere lo zampino; infine Mariani vivacissimo uomo ovunque della manovra offensiva è stato autenticamente martirizzato dal primo all’ultimo intervento da Fedele: un arbitro serio e all’altezza del proprio compito avrebbe preso i necessari provvedimenti

In questi suoi 3 anni di serie A non è davvero la prima volta che il Cesena raccoglie alla scala del calcio punti e consensi, visto che Luciano Manuzzi subito dopo pare soddisfatto moderatamente euforico. Lo stesso vice presidente commenta così la gara: “Ognuno è libero di pensare come crede, ma ritengo ingiuste le critiche ai nostri ragazzi solo perché a tratti hanno cercato di smorzare i toni della contesa. Si sono forse dimenticati questi giudici troppo severi che si giocava a San Siro e che è il compito principale di aprire le ostilità aspettava al padrone di casa. I più concordano comunque nell’accreditare al Cesena la parte più cospicua del gioco e delle occasioni della gara d’esordio”. Un Cesena quindi che fa ben sperare per il futuro con una condotta di gara dove non sono stati riscontrati sfasature o cedimenti. Anzi certe prestazioni individuali vedi Danova e Boranga sono state davvero sorprendenti. Il risultato è di tutto rispetto, al via di campionato, un punto racimolato contro un avversario tanto quotato, riempe d’orgoglio subito l’animo dei tifosi e fa nascere le migliori speranze e sprona Marchioro ed i suoi ad insistere su un cammino costante e ricco di soddisfazioni.


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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