“Il gol non voleva arrivare, il Cesena però ha dimostrato il suo valore”

Gol di Munari in Cesena-Sangiustese
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CRONACHE DEL SETTORE O – Grande prova del Cesena, che stavolta non vince, ma raddrizza una partita molto difficile con un gol in extremis

Sabato 26 gennaio, alle ore 15 del pomeriggio all’Orogel Stadium, la prova del nove ci attende: 9 vittorie consecutive sarebbe un primato assoluto ma c’è una brutta gatta da pelare: la Sangiustese! I numeri non mentono, se questa squadra ha perso solo due partite fino a qui vuol dire che è un gruppo di tosti, sebbene abbia fino ad ora giocato una partita in più in trasferta (11 per la Sangiustese, 10 per il Cesena) e solo una volta sia tornata a casa perdente, allora vuol dire che saprà renderci la vita dura. Ma dall’alto dei dieci punti sul Matelica e 15 sugli stessi sangiustesi, andiamo allo stadio come si va al mare una domenica primaverile: sereni.

Inizia la partita, il Cesena tiene costantemente il pallino del gioco, già al 9’ c’è una grande occasione per i padroni di casa con il Conte ma il portiere avversario Chiodini dice no con una paratona. La cronaca dice solo Cesena. Ogni due/tre minuti c’è un’occasione più o meno limpida, nonostante ciò l’atteggiamento è guardingo. Al 23’ prodezza ancora di Chiodini su Ricciardo dopo una bellissimo scambio corale. Occhio però, la dormita è sempre in agguato e infatti al 25’ si rischia grosso su tiro di Cheddira ma Chicco in porta è all’erta. Alessandro e Valeri intanto, in coppia sulla fascia sinistra ne combinano di tutti i colori, veramente scatenati. Ma ecco la frittata: dopo diversi calci d’angolo, l’ennesimo viene battuto forse con sufficienza dai nostri: perfetta manovra di contropiede con la locomotiva Cheddira che scatta dalla linea di centrocampo in posizione regolare sulla destra e dopo aver messo a sedere Agliardi fa 0 a 1. Vabbè dai “hakuna matata”, tempo ce n’è! Sarebbe bello andare negli spogliatoi col pareggio ma non è proprio giornata e infatti il primo tempo finisce senza poter esultare.

Fine primo tempo. Il settore “O” è unanimemente d’accordo che nel secondo tempo ribalteremo la situazione. E’ tempo di leggende, Agatino Cuttone un altro capitano di tante battaglie premiato nell’intervallo ci riporta con i ricordi a San Benedetto del Tronto, a quell’8 luglio 1987 giunse all’apice della popolarità con il gol che significò serie A, l’immagine della sua grinta ci dona la consapevolezza della rimonta.

Secondo tempo, la musica non cambia. Cesena in attacco e Sangiustese che non passa la metà campo. C’è chi si arrabbia, chi impreca, chi se la prende con l’arbitro e chi con l’altissimo…GR9 che oggi fra quei marcantoni della difesa marchigiana non sembra onnipotente come al solito e la giocata che ti aspetti non arriva. Valeri si danna, uno dei migliori, poi sostituito da Rutjens, Ciofi un po’ grigio colpisce la traversa al 7’, entra il Davideilgagio2 Munari, entra Tonelli, Angelini cambia a ripetizione, entrano anche Capellini e De Angelis che fa il suo esordio. Pali, angoli, palle in mezzo e tempo perso per banalità ma i sangiustesi conoscono il mestiere, chi si butta a terra, chi cerca la rissa, Chiodini ha l’adrenalina che gli sfiata dalla valvola di sicurezza tanta ne produce. Sette minuti di recupero, sembrano tanti ma c’è chi vorrebbe ricominciare da capo e ci sarebbe anche il motivo, almeno due dei sette vengono “strusciati” e le occasioni continuano ad impattare o sul portiere o su un difensore o terminano sopra alla traversa. Ci guardiamo increduli ma non rassegnati e infatti all’ultimo respiro arriva la liberazione, lo realizza un 2000 che ci è già piaciuto moltissimo e che ora è il nostro eroe Davide Munari da Asiago. E’ grande gioia, come dopo aver vinto. E come una gita al mare in primavera, eravamo sereni ma non avevamo previsto le lunghe file del rientro a farci arrabbiare ma siamo arrivati, non siamo riusciti a fare 9 ma è come se l’avessimo fatto. Raccogliamo qualche commento dai compagni di settore che credo rispecchino come un campione tutto lo stadio:

Ernesto – “Partita difficile, quando la palla non vuole entrare non entra. Un piccolo rimprovero al mister, i cambi quando qualcuno non è in giornata bisogna farli subito“.

Robi – “Forse il miglior Cesena stagionale, per intensità, voglia e occasioni create, purtroppo non per occasioni realizzate ma svarione del gol di Cheddira a parte grande prova dei bianconeri“.

Riccardo – “Il gol non voleva arrivare ma la squadra ha dimostrato tutto il suo valore. Occasioni a non finire da una squadra che dimostra ancora una volta che in questo campionato è solo di passaggio“.

Michele – “Il copione consueto delle partite casalinghe: le squadre ospiti si chiudono a riccio e giocano solo in contropiede mentre il Cesena mantiene l’iniziativa con più o meno occasioni, oggi tante ma la palla non voleva entrare e ci sta, non sempre si può segnare facile. La Sangiustese ha messo a frutto la maggiore fisicità dei suoi uomini a cui i bianconeri non hanno saputo controbattere finchè, con i cambi la situazione si è un po’ equilibrata. Anch’io ho una domanda per Angelini: vorrei sapere perché non viene impiegato Marfella che è un difensore di fascia mentre viene preferito in quel ruolo Noce che è un difensore centrale?

Ma… come diceva il saggio nel celebre fumetto di Bonvi: tutto è bene ciò che finisce bene. Non si è vinto ma con forza e determinazione si è raddrizzata una situazione difficile con i rossoblu maceratesi e ora con una partita in meno da disputare la serie C è più vicina.


Foto di Francesco Di Leonforte tratta da twitter.com/fotodileo

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About Marco Pollini

Marco (Gaio Jack) Pollini, ex tassista Cesenate, da diversi anni operatore all’accoglienza (albergatore) a Cervia. Marito e padre di tre ragazze, appena può, fin dalla tenera età frequenta i gradoni dello stadio “la Fiorita” per l’altro suo amore: il Cesena. Con l’aspirazione mai sopita di scrivere, ha fatto tesoro del motto stampato sul muro della caserma dove ha svolto il servizio militare che recitava: “l’impossibile non esiste” e così oggi alla sua non più giovane età collabora con “Cesena Mio” raccontando qualche aneddoto dagli spalti del Manuzzi dal mitico settore “O”.

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