Da “Il Cesena di Edmeo”: Giovanni Mei

Giovanni Mei
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BIANCONERO VINTAGE – Torna la rubrica dedicata ai campioni del passato bianconero: oggi è il turno di Giovanni Mei, forte difensore centrale degli anni ’80

In questo breve articolo mi fa piacere presentare Giovanni Mei: con i sui 188 cm da me soprannominato “il gigante con la faccia da bambino”, un difensore centrale anche utilizzato come terzino. Ha fatto parte della rosa del Cesena dal 1980 al 1984, giocando in totale 116 partite con la casacca bianconera. Come perno della difesa ha così disputato due campionati di Serie A e due di Serie B. Mi ha sempre colpito la sua serietà: ha dato sempre il massimo in campo, un vero calciatore bianconero sempre apprezzato dalla tifoseria. Per ricordare al meglio questo atleta, per me speciale, ecco una pagina del mio ultimo libro “Romagna Bianconera, il Cesena di Edmeo”, che descrive Mei da protagonista.

[…]«Posso dirti che…» ero immerso nei miei pensieri quando fui interrotto da queste parole, garbate e rispettose del difensore cesenate Mei, “il gigante con la faccia da bambino” e risposi:  «Sì, dimmi pure!» «Niente, solo che davanti a te sul libro vedo brillare lo scudetto dell’Ascoli!!». «Ah già, una bella sfida con la squadra allenata da Carlo Mazzone!». «Mazzone fosse stato la sola difficoltà da superare invece quando nel tunnel degli spogliatoi vidi gli avversari sfilarmi vicino: Brini, Mandorlini, Boldini, Menichini, Gasparini, Nicolini, Novellino, De Vecchi, Monelli, Greco e Muraro, capii che per vincere ci voleva un grande Cesena! Il mister ci fece disputare la partita con la squadra tipo, con l’unica variante di Rossi al posto di Garlini indisponibile.  La partita, contrariamente a quanto avevamo previsto, era sotto il nostro controllo tanto che al 29° minuto Buriani suggellò la nostra supremazia con una bella rete. Sugli sviluppi di una punizione battuta sulla sinistra del nostro attacco da Genzano, la palla fu respinta di testa dalla difesa e cadde al limite dell’area: arrivò Buriani che non stette a perdere nemmeno un secondo, con un gesto tecnico da grande campione, colpì la palla al volo e indirizzò la palla verso la porta avversaria. Il portiere Brini, un tantino in ritardo, sorpreso dalla velocità di esecuzione cercò di opporsi in tutti i modi, ma la palla oltrepassò la linea bianca!

Passarono pochi minuti e purtroppo subimmo il pareggio: era il 37° minuto e nel tabellino della partita fu indicata autorete di Mei! Ma vorrei finalmente, grazie a questa occasione, togliere ufficialmente questa macchia sulla mia prestazione. Ricapitolando, l’Ascoli sviluppò l’azione sulla nostra sinistra e dal relativo cross, ci portammo incontro alla palla appaiati io e Muraro, la veloce ala marchigiana. Fra noi ci fu contatto e la palla sicuramente colpita con la coscia sinistra da Muraro, schizzò verso la porta e si infilò imparabilmente alla destra di Recchi. Ora, può anche darsi un leggero tocco da parte mia ci sia stato, vista la vicinanza, ero praticamente a fianco dell’avversario, ma la palla dopo il contatto con Muraro non cambiò la sua traiettoria! Quindi non fu autogol!!! Nella sostanza non cambiò nulla, però sai… Vincevi in trasferta, con una squadra fortissima e torni a casa con un pareggio e tutti sanno che Mei ha fatto autorete… I tifosi pensano che… sei stato un pollo!!!! Personalmente mi diede molto fastidio! Comunque seconda trasferta consecutiva, due campi molto difficili, due pareggi e uno + uno punti in classifica. Visto il campionato a sedici squadre, la classifica si presentava in due blocchi: il blocco di sinistra delle prime otto, definito lotta per lo scudetto e blocco di destra, definito lotta per la salvezza. Il Cesena con il suo 8° posto rimaneva nel blocco di sinistra, direi meritatamente, e guardavamo con soddisfazione e ottimismo la fine del girone di andata, anche se mancava l’ultima partita, finalmente in casa, contro il Napoli.» L’intervento di Mei fu davvero molto interessante, soprattutto mi dimostrò il suo attaccamento alla maglia e che ci teneva a fare bella figura e riteneva importanti i giudizi dei sostenitori.[…]

Mei è stato l’esempio dell’umiltà e della voglia di lottare con la maglia del Cesena. Senza mai strafare, senza manie da protagonista ha sempre compiuto il suo compito in silenzio e molto impegno. A volte non occorre avere avuto i riflettori puntati per essere ricordato come un campione, basta dire: Giovanni Mei ha onorato la maglia del Cesena!


Per leggere la precedente puntata dedicata al cesenate doc Daniele Arrigoni, clicca qui
Immagine tratta dal sito picckilic.it

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