Il Cesena fa il miracolo e batte il Foggia !

Cesena-Foggia (2)
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BIANCONERO VINTAGE – Un Cesena imbottito di giovani batte il Foggia, rivale in fondo alla classifica, riaccendendo le speranze di salvezza

Domenica 16 gennaio 1977 si gioca la 13^ giornata del campionato di Serie A. Dopo la pesante sconfitta subita contro il Genoa, il Cesena si appresta ad un’altra trasferta difficile, quella del Pino Zaccaria contro il Foggia. Una di quelle partite che si possono definire spareggio da dentro o fuori” Per i mister bianconeri Ferrario e Neri ancora un esame molto impegnativo: devono solo vincere e muovere assolutamente la classifica. Ma la speranza è l’ultima a morire…

Le formazioni

Situazione particolare da segnalare è che il Foggia, come il Cesena, è affidato ad una coppia di allenatori, i mister Balestri e Puricelli. E le analogie continuano, in quanto entrambe le squadre lottano per la salvezza, anche se il Foggia ha il doppio dei punti (8 contro 4). I “satanelli” rossoneri, così come il Cesena, hanno un organico misto fra campioni e giovani, nel quale spiccano i nomi di Domenghini, ex azzurro detto “il messicano”, Del Neri il regista e Scala il lottatore di centrocampo. Il Foggia ha però diversi giocatori in infermeria, fra cui il capitano Pirazzini ed il sempre valido Bruschini e questo può indubbiamente avvantaggiare il Cesena. Questa la formazione rossonera che scende in campo al Pino Zaccheria: Nemo, De Giovanni, Colla, Gentile, Sali, Scala, Ripa, Salvioni, Domenghini, Del Neri, Bordon. A disposizione: Bertoni, Bergamaschi e Ulivieri, che entrerà al 67’ al posto di Salvioni.

Il Cesena è in un mare di guai, con il morale molto basso dopo la sconfitta di Genova e con la rosa piena di infortunati: Cera, Batistoni, Frustalupi, Bonci, Lombardo e Mariani. Mister Ferrario però non si dispera, recupera Ceccarelli e Zaniboni e porta Bittolo in panchina: dal vivaio Primavera va a pescare i sostituti: Benedetti, utilizzato anche contro il Genoa, e Piangerelli, prossimo all’esordio. È dunque un Cesena pieno di giovani, speriamo di “giovani leoni”. Questa la formazione: 1 Boranga, 2 Benedetti, 3 Ceccarelli, 4 Piangerelli, 5 Oddi, 6 Zaniboni, 7 Beatrice, 8 Valentini, 9 Macchi, 10 Rognoni, 11 De Ponti. A disposizione: 12 Bardin, che entrerà al 51′ al posto di Boranga, 13 Bittolo, che entrerà al 42′ al posto di Macchi, e 14 Vernacchia.

La partita

Giornata con cielo coperto e leggero vento, terreno allentato dalla pioggia caduta durante la notte. Arbitra il sig. Terpin di Trieste. Le squadre scendono in campo con le seguenti divise: il Foggia con maglia a righe sottili verticali rosse e nere, abbinata a pantaloncini bianchi; il Cesena in maglia bianca con bordi neri, abbinata a pantaloncini neri.

Il Cesena dà subito l’impressione di poter realizzare, finalmente qualcosa di positivo dallo Zaccheria. I bianconeri prendono coscienza del fatto e sviluppano nella parte centrale del primo tempo, due o tre belle azioni che sono il preludio ad un dominio che diventerà sempre più assoluto durante tutto l’incontro. Ci prova De Ponti al 16’ e poi al 20’ ad impensierire il portiere dei satanelli Nemo, per poi permettersi il lusso di fallire al 23’ un ottimo suggerimento di Oddi dalla fascia sinistra dell’area di rigore foggiana, a seguito di una punizione battuta a sorpresa da Rognoni. Anche Valentini si mette in evidenza e prova la via della rete ripetutamente, da tutte le posizioni, ma Nemo riesce a sventare tutti i pericoli. Al 39’ arriva finalmente la prima rete, quella che riapre al Cesena la porta della speranza! Cross di Ceccarelli dalla sinistra, riceve il centravanti Macchi che effettua un tiro secco, ma centrale; Nemo però respinge corto ed il più veloce è De Ponti, piazzato in area, che non ci pensa sopra e senza alcun indugio con una staffilata scaglia la palla in rete. Per i bianconeri è come toccare il paradiso con un dito, sentono che la partita è nelle loro mani.

I bianconeri accorgono che gli avversari si danno una gran da fare, ma non sono mai pericolosi dalle parti del portiere Boranga. Solo la sfortuna ostacola i romagnoli ed infatti, dopo qualche minuto, si infortuna Macchi. È un’infortunio banale, la gamba sinistra tesa in maniera sbagliata per evitare un fallo laterale, così il centravanti, fra i migliori del primo tempo, accusa uno stiramento e viene sostituito da Bittolo, che non ha nemmeno il tempo di scaldarsi, anche se l’arbitro fischia dopo pochissimo la fine del primo tempo. Nella ripresa è logico aspettarsi la reazione foggiana, ma è ancora il Cesena di Piangerelli, Valentini e Beatrice a tenere il centrocampo ed i satanelli non trovano varchi e non sono mai pericolosi. Però, ecco un’altra tegola per il Cesena: un altro infortunio al 51’, questa volta del portiere: Boranga si procura un trauma cranico sbattendo la testa contro il palo destro della porta nel tentativo di anticipare l’accorrente Salvioni, che stava colpendo di testa a pochi passi dalla linea bianca. Purtroppo Boranga usce dal campo in barella, sostituito da Bardin, che entra sicuro di poter contare, oltre che sulle sue capacità, anche su quelle dei compagni davanti a lui. Deve infatti intervenire pochissimo, pur rispondendo da far suo sull’insidiosa punizione di Del Neri. Piangerelli è autore di un esordio coi fiocchi e risulta tra i migliori della partita: al 58’ se ne và sulla fascia laterale di destra e crossa un pallone perfetto per De Ponti, che si catapulta ed insacca di testa.

Ora ai pugliesi servirebbe una vera e propria impresa per recuperare, ma comunque ci provano. A questo punto si esalta la difesa dei romagnoli: Benedetti annulla Bordon, Oddi spegne Domenghini, Ceccarelli e Zaniboni sono una diga invalicabile. Così mister Puricelli al 67’ si gioca la carta Ulivieri, che prende il posto di Salvioni, ma il duo Neri-Ferrario cambia tutte le marcature a centrocampo ed il Foggia si spegne. Triplice fischio e grande vittoria del Cesena dei “giovani leoni”. Sono due punti di una speranza che si riaccende, soprattutto per merito dei suoi “primavera”.

Il commento

Un Cesena che aveva quasi ricevuto l’estrema unzione sul campo del Genoa ha fatto capire di avere dei giovani validi e di essere ancora in corsa per la salvezza. Negli spogliatoi tanta soddisfazione e la visita del Presidente Dino Manuzzi che ha voluto abbracciare tutti i giocatori, uno ad uno. Dopo tante disavventure, sarebbe stato lecito vedere il Presidente sorridere, invece la sua gioia ai microfoni è contenuta. Visibilmente emozionato dichiara: “Abbiamo vinto questa partita, ma purtroppo la classifica resta impietosa, anche se meno pesante. Il che vuol dire che la speranza quest’oggi ha ripreso consistenza. Credo ancora alla salvezza, anche se è ormai solo questione di matematica, ma quella è ancora dalla nostra parte… La squadra dei giovani ha dato una lezione agli anziani, oggi non presenti. Comunque non dobbiamo illudere nessuno e nemmeno noi stessi di aver trovato la formula magica: non potremo andare avanti con questa formazione, gli anziani sono indispensabili e già contro la Lazio avremmo bisogno di loro”. Sempre giusto e saggio il Presidente bianconero…

Bisogna dire che, anche se non è certamente il caso di fare fuochi d’artificio, questa vittoria porta il Cesena a quota 6 punti, ad una sola lunghezza dal Bologna ed a due dallo stesso Foggia. Ma è altrettanto vero che questi due punti non fanno primavera… Il campionato è ancora lungo ed ancora tutto da giocare fino in fondo. A questo punto, il Cesena deve, vuoi per un ritrovato entusiasmo, vuoi che i tifosi se lo aspettano, fare risultato pieno in casa nella prossima partita, anche se l’ospite di turno si chiama Lazio. Il successo come meta, altrimenti saremo ancora punto e a capo. Fino alla fine, forza Cesena!


Andrea Santi, scrittore e blogger, nonché “memoria storica” di Cesena Mio, continua ad emozionarci con il racconto della stagione bianconera 1976/77. Chi si fosse perso i precedenti racconti, visiti la sezione Bianconero Vintage.

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