Il Giaguaro e il Cavalluccio: intervista a Matteo Signani

Matteo Signani
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INTERVISTA – Il pugile savignanese Matteo Signani, campione europeo in carica dei pesi medi, è da sempre un grandissimo tifoso del Cesena

Matteo Signani (nato a Savignano sul Rubicone il 5 giugno 1979) ha vinto sette volte il campionato italiano di boxe, è Campione Intercontinentale WBA, Campione Latino IBF e Campione Europeo dal 11 ottobre 2019, titolo recentemente difeso a Caen con una vittoria per KO. Il suo record oggi è di 30-5-3. E forse non tutti sanno che… Signani è anche un grande tifoso del Cesena.

Ciao Matteo, innanzitutto congratulazioni per la tua recente vittoria e per tutta la tua grande carriera sportiva. Com’è la giornata tipo di un campione europeo di puglilato? 
“La mia Giornata da Campione d’Europa è molto semplice, sveglia presto , molto molto presto, un po’ di colazione e poi via in palestra, per la prima sessione di allenamento. Finito quello, subito in ufficio alla Capitaneria di porto di Rimini a prestare servizio. Poi, finite le mie ore di servizio, mangio qualcosa e via ancora in palestra per la seconda sessione di allenamento. La sera torno a casa dalla mia famiglia, dai miei cani (Lady Oscar, Tyson e Clara), una gattina (Micia), oltre a 7 tartarughe e 13 bengalini: insomma, una piccola fattoria. Finito di sistemare, un pò di relax e poi a dormire”.

Perché ti chiamano il Giaguaro?
“Quando ero piccolo, durante alcuni combattimenti, c’era un uomo fortissimo che vinceva sempre tutto. Poi sono arrivato io, l’ho battuto e mi hanno chiamato il Giaguaro”.

Hai giocato a calcio, oppure la boxe è l’unico sport che hai mai praticato?
“Da piccolo ho fatto molti anni di nuoto, poi ho provato anche a giocare a calcio, ma ero un brocco, non era proprio il mio sport. Poi per caso, da bambino all’età di 13 anni, molto vivace qual’ero, mi mandarono a fare pugilato per sfogare le mie energie in palestra e da lì iniziò la mia carriera… Non mi vedo affatto come calciatore, ma se lo fossi, sarei il numero 10, quello che fà la differenza in campo”.

Quali sono i tuoi primi ricordi del Cesena Calcio? Andavi allo stadio?
“Ho iniziato ad andare a vedere il Cesena quando avevo 12 anni, mi portavano gli amici più grandi: era un’emozione fortissima, ero innamorato non del calcio, ma della squadra, del Cesena! Cesena Cesena sei nel mio cuor…”.

Quali sono i tuoi idoli e quale invece il tuo giocatore preferito?
“Come pugili Oscar De La Hoya e Marvin ‘Marvelus’ Hagler. Il mio calciatore preferito è Diego Armando Maradona”.

Come vedi oggi il Cesena? Cosa credi che gli manchi?
“Diciamo che dopo il fallimento lo vedo molto bene, ha ripreso alla grande, è una bella squadra forte e piena di valori positivi. Deve stare lì a testa bassa, allenarsi e vincere più che può. Mancano semplicemente un pò di milioni di euro…”.

Da tifoso, preferiresti un club “internazionale” o uno incentrato sui romagnoli, come ad esempio l’Athletic Bilbao in Spagna, che mette sotto contratto solo giocatori baschi?
“Io amo il Cesena e mi piacerebbe ci fossero solo calciatori romagnoli, ma non credo sarebbe possibile. L’importante è che vinca e che ogni anno cresca sempre di più, fino ad arrivare in Serie A, il posto dove merita di stare”.

Che previsioni fai per questa stagione?
“Io sono sempre positivo, vai con la promozione! Sempre!”

Tu hai qualche legame con il club bianconero?
“Io personalmente no, ma il mio cognato Fabrizio Zoffoli, allena nel settore giovanile: so che vanno forte e sono molto bravi, mi fà molto piacere, perché è dai giovani che crescono i veri campioni”.

Qual è il match dei tuoi sogni al Dino Manuzzi?
“Cesena Barcellona 4 -0”.

Quali sono le qualità di un pugile che potrebbero servire ad un calciatore?
“La grinta, la volontà, la determinazione. Purtroppo a volte un calciatore si dimentica che bisogna soffrire per vincere e questo è pericoloso per tutta la squadra, quindi dico non mollate mai! Spesso i soldi tolgono i veri valori fondamentali che servono per rendere grande una persona, a prescindere che sia un calciatore, un pugile o un ciclista: la determinazione e la voglia di soffrire fanno la differenza e spesso ti fanno vincere le partite! I calciatori, non tutti ma molti, sono un po’ troppo fragili! Reagite cacchio! Dovete lasciare il cuore sul campo in ogni partita che giocate!”.

Chiudiamo con un messaggio di Signani ai fan…
“Saluto tutti gli appassionati di sport, dal pugilato al calcio, dalla pallavolo al tennis, perchè ogni sport, se veramente fatto come si deve e con il cuore, è duro! Ma alla fine posso garantirvi con assoluta certezza che le soddisfazioni che ti regala sono impagabili e indelebili nel tempo. Se sei bravo e ti impegni, sono certo che arriverai in alto, come si dice, mira alla luna  e male che vada arriverai alle stelle. Io, Matteo Signani, alias il Giaguaro, Campione d’Europa dei pesi medi di pugilato, ogni volta che entro in palestra sono emozionato come un bambino che entra per la prima volta in una sala giochi, sono felice, mi diverto e metto sempre il cuore in tutto quello che faccio! Il mio motto è sangue, sudore, gloria!”.


Immagine tratta dal sito www.tapology.com

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