I Galli del Matelica mettono a ferro e fuoco il Manuzzi

Cesena-Matelica Playoff
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OPINIONI DI UN DIVANO – Dopo una partita all’arrembaggio, i Galli del Matelica vincono la loro Champions contro i “polli” del Cesena

Prologo in diretta dal Divano centrale
Come dicevamo poche settimane fa, il Matelica è l’ennesima riprova che in questo campionato nessuno salirà in Serie B per grazia ricevuta o per il monte stipendi, né tantomeno per il nome che porta. Ne sa qualcosa il Padova, che nella regular season affrontò da capolista predestinata gli irriducibili “galli” e rimediò una sconfitta decisiva, costata ai veneti la promozione diretta. Speriamo di non approfondire il concetto anche noi… I terribili eredi di Asterix si presentano al Dino Manuzzi con animo leggero e pugnace, come sempre. Nulla da perdere, gloria da conquistare. Dalla nostra parte, la Viali band ha un po’ il complesso della Fiorita, dove ha rimediato una quantità industriale di rovesci, ma ha il morale alle stelle e una carica nucleare. Cosa prevarrà? La tradizione avversa o l’entusiasmo? Forse ci aspetta il solito 2-2 fantasmagorico?

L’orario del tè
Sarà anche buono per gli inglesi, ma non è proprio il massimo per gli appassionati di calcio, che in tanti si vedono negare anche la visione in streaming della partita più importante dell’anno. Dispiace… Il Divano è in ferie a tempo “indeterminato” (data l’età) e ha il privilegio di potersi piazzare puntualmente davanti allo schermo, sia pure con una certa inquietudine. Ragazzi, sono partite da dentro o fuori, mica quella muffa del campionato.

Comincia
Vivacità da tutte e due le parti, ma dalla nostra c’è uno Zecca che ricorda Ercole Baldini, soprannominato “il treno di Forlì” per le sue grandi doti di cronoman. Professionista dal 1957 al 1964, nel triennio tra il 1956 e il 1958 si aggiudicò il record dell’ora, un Grand Prix des Nations (cioè il campionato del mondo a cronometro), un campionato italiano su pista, due campionati italiani su strada, un campionato del mondo su pista, un campionato mondiale su strada, un titolo olimpico in linea ed un Giro d’Italia.

Il treno di Piacenza
Zecca, il “treno di Piacenza”, si infila un paio di volte in area di rigore avversaria terrorizzando gli irriducibili galli marchigiani, ma non riusciamo a concretizzare per un pelo. Sembra che vedremo una partita con i fuochi d’artificio. Oppure invece una frittata, se solo San Nardone non rimediasse a un cappellone di Gonelli rubando la palla dai piedi di Leonetti il Tremendo. Bortolussi mi sembra cotto come una zucchina lessata. Dai, forse è solo un’impressione. La coesistenza con Caturano lo costringe forse in una posizione anomala? Lo scontro con i suoi concittadini lo blocca un po’? Boh. Ma non mi sembra in gran spolvero.

Brividi…
…ma il palo della Curva Mare è “uno di noi” e respinge il tentativo marchigiano di farci la festa. I bianconeri sembrano un po’ intimiditi, ma ci pensa ancora il treno di Piacenza a ribaltare l’inerzia. Crossa per Caturano dopo una sgroppata atomica, ma la difesa gallica si salva in una foglia di rosmarino. A seguire uno schema sciagurato su corner si conclude con un crossaccio dalla trequarti di Favale. A seguire rilancione pericolosissimo dei marchigiani con rischio di rosso per noi.  A seguire colpo di cranio di Magri, stavolta il palo non può farci niente ed è zero a uno. Me-ri-ta-tis-si-mo. Adesso, ovviamente dobbiamo confrontarci con una difesa schierata e con una squadra che può punirci in contropiede. Un affarone. Infatti, dopo un paio di minuti si rischia di nuovo. Disastroso contraccolpo dei nostri. Galli contro galline… Bortolussi la mette dentro, ma non vale per fuorigioco. Di Gennaro suona la carica. Sgroppa e galoppa il tabaccaio e fornisce un bel pallone sulla destra al treno di Piacenza, che però spreca.

Il Matelica evita il rosso ed il gol
Abbattuto ed ammaccato Caturano a due metri dalla porta, servito da Zecca. Rigore giallo (poteva essere anche rigore rosso). Se non altro, non tirerà lui il rigore… sono fiducioso. E infatti… Il nostro galletto di Matelica, Bortolussi, sul dischetto. Ma il portiere ci mette i piedi e salva. 6 rigori su 12 sprecati, forse è quello decisivo? Intervallo di grande malumore. A questo punto dovevamo essere sul pari e in undici contro dieci. Invece.

Scende il sipario con cigolii sinistri
Durante l’interminabile intervallo, ho il tempo di pensare che sarebbe stato il gol 17 di Bortolussi… Non voglio dire niente, registro il dato statistico. Ricomincia con un Matelica che spinge come nel primo tempo. Evidentemente pensano che se si chiudono in difesa sono fritti, viste le performance pregresse. Forse non hanno tutti i torti e infatti un siluro di Calcagni trafigge il toro cesenate. Una mazzata. 0-2. Gli attacchi dei bianconeri hanno la stessa grinta di un criceto nella gabbia delle tigri. Caturano di testa evita di tirare in porta, Di Gennaro lo imita di piede inviando un tironzolo rimbalzino che non fa il sollecito al portiere. Viali cambia tutto quello che può, tanto ormai… anche se non si capisce perchè Ciofi debba uscire. Russini è vivo e pimpante e ti rendi subito conto di come siano mezzi morti gli altri. Basterà?

La Grande Depressione, poi…
Grandissima delusione per le prestazioni, soprattutto, di quelli che dovevano infondere fiducia e spargere esperienza,  Caturano, Ardizzone e purtroppo anche Di Gennaro non danno finora alcun contributo concreto all’ipotesi di rimonta. Anche Russini era un bluff, faceva solo finta di essere vivo. Manca, però, ancora mezz’ora. Il Cesena ha una confusione in testa, alla quale nessuno shampoo può porre rimedio. Invece DiGe, con il suo gol, mi fa pentire di quello che ho appena scritto. Meglio così. Siamo ancora al mondo, 1-2.

Quindici minuti
Tic toc tic toc… Se è vero che ogni partita è una storia a sé, io spero ancora che questo scontro col Matelica finisca come tutti gli altri, con un grasso due a due, Entra un bel terzino al posto di Zecca, cerco di capire. Otto minuti. Esce  Russini (o il suo fantasma?) entra un altro attaccante, Sorrentino. Quattro minuti. Favale completa una prestazione capolavoro con un bel rosso diretto. Adesso non ci crede più nessuno e invece, se non fosse per un salvataggio disperato del portiere Vitali e del terzino sulla linea di porta, saremmo sul due a due, qualificati.

L’unica consolazione
di questa annata è stata questa: non aver dovuto sopportare la vista di una squadra che al Dino Manuzzi spesso e volentieri ha fatto veramente soffrire. Poi magari domani mi dispiacerà averlo scritto, magari non è perfettamente vero, ma adesso è così. Mi ero ripromesso di raccontarvi una partita vista dal Divano, forse l’ultima, chissà. Magari vi ho annoiato, magari no, ma ho sempre provato a divertirvi un po’. Un abbraccio e sempre forza Cesena. Finisce qui (almeno per quest’anno). Un abbraccio.

Epilogo? Due a due
Mi corre l’obbligo di informarvi che mentre stavo spegnendo il computer, il Cesena, in dieci, ha pareggiato al Novantacinquesimo. Il bello della diretta, Due a due. Alla prossima.

Epilogo bis: due a tre
Mi corre l’ulteriore obbligo di comunicarvi che il Matelica, nei trenta secondi successivi, ha segnato un’altra volta, dopo un evidente fallo ai limiti della nostra area. Sì, però… come si fa, dai? Non posso dire altro, perchè sarebbero solo parolacce…


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.calciocesena.com

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