Qui Fermana: stato di forma, aneddoti e curiosità

Analisi pagelle Cesena-Fermana
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AVVERSARI – La Fermana non perde in casa dal 1 novembre e nelle ultime 5 partite giocate al Recchioni ha conquistato ben 13 punti su 15!

Partiamo come sempre dalla partita d’andata, che coincise con il periodo peggiore della stagione bianconera: dopo due sconfitte consecutive, sarebbe dovuta giungere una reazione da parte del Cesena, mentre arrivò questo brodino casalingo, un pareggio amaro contro la Fermana che portò il morale sotto le scarpe e la squadra in zona playout (vedi La Fermana è ferma, il Cesena non si muove). Negative furono, in particolare, le prove di Favale e Collocolo, mentre Bortolussi portò a 6 il bottino di reti stagionali (ma ne dovevamo vedere ancora delle belle…) mentre Koffi risultò il migliore in campo, facendo forse sorgere qualche rimpianto per un giocatore di sicuro talento ora partito per altri lidi. Sembra in effetti passato un secolo ed il Cesena di oggi sembra solo un lontanissimo parente di quello di un girone fa, reduce com’è dalla gagliarda prova di Padova, dove più volte ha “rischiato” di portare a casa il bottino pieno.

Anche la Fermana (31 punti in 26 partite, ma attenzione perché in casa non perde da ben 9 partite e nelle ultime 5 giocate al Bruno Recchioni ha ottenuto addirittura 4 vittorie ed un pareggio) è reduce da un periodo positivo, visto anche il pareggio dell’ultimo turno contro il Carpi in trasferta, una partita che passa alla storia per aver visto ben 4 rigori sbagliati, 2 per parte: a Fermo, l’eroe della settimana è dunque inevitabilmente diventato il quarantaduenne portiere Paolo Ginestra, un passato anche in Romagna nelle file del Forlì nella stagione 2012/13. L’allenatore è  invece Giovanni Cornacchini, che alcuni forse ricorderanno come una promessa sostanzialmente mancata del calcio italiano a cavallo degli anni novanta, una bella punta che, dopo aver vinto cinque volte la classifica dei cannonieri di Serie C, esplose a Piacenza e arrivò addirittura al Milan, senza però lasciare il segno (non era certo facile imporsi nella rosa rossonera di quegli anni), per poi tornare a segnare in provincia, soprattutto a Perugia. Una curiosità al proposito: anche lui, come il nostro Massimo Agostini, in carriera fu soprannominato “Condor”.

Fermo (tra le ultime città italiane ad essere diventata capoluogo di provincia, staccandosi da quella storica di Ascoli Piceno) è una tipica città medievale, arroccata sul Monte Sabùlo: da visitare (quando sarà possibile) ci sono sicuramente la bella Piazza del Popolo, che contiene al suo interno il Palazzo Priori, il quale a sua volta cela la famosa Sala del Mappamondo. Per quanto riguarda l’aspetto culinario, invece, caldamente consigliati sono il coniglio in porchetta, la crescia sfogliata (simile alla nostra piadina), il cuscus di pesce ed i funghi infornati, mentre tra i vini segnaliamo l’Offida, un vino DOCG che può essere sia bianco che rosso.

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