Fake news: a Perugia volevano essere figli di Troia…

Il cavallo di Troia
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LE STORIE DI WOLF – Romolo e Remo avevano uno zio che fondò Perugia (o almeno così fu scritto per 25 fiorini): si trattava del fratello di Enea, l’eroe di Troia. Tutta la storia in esclusiva…

Scommetto che pochi sanno che anche Perugia ha il suo bel fondatore mitico. Alzi la mano chi non conosce la storia di Romolo e Remo, i due gemelli allattati dalla lupa, dei quali uno fondò Roma, l’altro ci lasciò invece le penne… Beh, i due personaggi erano figli di Enea, il valoroso eroe di Troia fuggito dalla sua città in fiamme, eccetera, eccetera…  Non vi faccio alzare la mano, stavolta. Ma sono sicuro che quasi nessuno sa che Enea aveva un fratello. Che colpo, eh? Siete scioccati. Va bene, forse non ce l’aveva, ma a Perugia se lo sono inventato. Sentite la storia.

Era il 1293. Roma ed altre città avevano il loro bel passato mitico, le loro leggende. Perugia niente. I potenti della città non se la potevano prendere e decisero così di costruirsela da soli la loro leggenda. Allora chiamarono uno di Verona, un tale Bonifacio, che era specializzato in fake news ed aveva una certa notorietà e gli commissionarono la faccenda. La soluzione fu semplice… Roma fu fondata da Enea (forse)? Il pennivendolo si inventò che Enea aveva un fratello. Un fratello che si spinse fino a Colle Landone e fondò Perugia. Bonifacio decise che costui si chiamava Euliste. L’imperatore Augusto aveva commissionato a Virgilio l’Eneide? Ebbene, Bonifacio scrisse l’Eulistea. Tutto a posto. Guarda caso, Bonifacio da Verona “scoprì” che i committenti dell’opera (ovvero quelli che pagarono i 25 fiorini d’oro) discendevano proprio dal mitico fondatore, proveniente dritto dritto da Troia…

Alè. Poi dicono di Facebook e delle balle fuori controllo… Non è proprio una novità, direi. Come Roma e Perugia, anche Cesena non ha origini nobili e luminose. Quattro capanne di fango e paglia vicino a un fiume; il nostro è più corto, ma insomma quello è stato l’inizio per tutti, altro che storie. Ma almeno noi abbiamo avuto la decenza di non comprare uno scribacchino per riempire di balle il mondo. Forse la tentazione c’è, non so, magari al Sindaco pro-tempore piacerebbe discendere da Gramsci e al Presidente-Cacciatore da Guglielmo Tell, ma finora si sono trattenuti e non hanno commissionato un’opera letteraria per glorificarsi. I maligni potrebbero dire che lo fanno in altri modi, ma non in questo.

Insomma, carissimi amici, ricordatevi che noi magari non vinceremo la Champions, magari ci arrabattiamo in un mare di me… (debiti), ma nessuno potrà mai dirci che siamo “figli di Troia”. E’ niente?


Immagine tratta dal sito www.focusjunior.it

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