“Fabrizio Castori, uno di noi !”

Fabrizio Castori in Cesena-Cremonese
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TIFOSI – La promozione in Serie A di Fabrizio Castori sulla panchina della Salernitana ha ravvivato i tanti ricordi dei tifosi bianconeri

Qualche giorno fa, un certo Fabrizio Castori da San Severino Marche ha portato in Serie A la Salernitana dopo 23 anni; questa è solo l’ultima delle imprese di un allenatore che ha affrontato tutte le categorie del calcio italiano e di certo si è fatto la gavetta, a differenza di quegli allenatori che siedono su panchine prestigiose solo per la fama che hanno maturato da giocatori. Il buon Fabrizio, infatti, si è sempre guadagnato tutto sul campo, a suon di grinta, furore agonistico e l’idea di un calcio da giocare sempre in verticale, pratico e concreto. In queste ore nella città campana è, giustamente, portato in trionfo, ma è bene ricordare come al suo ritorno sulla panchina granata (nel 2008/09 era stato esonerato e poi richiamato) avvenuto lo scorso anno, i tifosi lo accolsero in malo modo con anche striscioni tutt’altro che di bentornato.

A Cesena invece, quando fu ufficializzato il suo ritorno nel 2017, fu accolto quasi come un Papa. Proprio così: se ben ricordate, il 1 ottobre era prevista la visita di Papa Francesco a Cesena e già dalla sera prima, quando il nome del sostituito di Camplone stava circolando, i tifosi del Cavalluccio accolsero la notizia come un segno divino. Il ritorno del trainer marchigiano per cercare di compiere il miracolo, salvando una squadra letteralmente allo sbando! Prese piede quindi il coro: “Salvaci tuuu, mister Castori alèèè”, che proseguì per tutto il campionato e fu di buon auspicio perché l’impresa riuscì alla grande e l’ultima partita di campionato in casa con la Cremonese sancì la salvezza matematica, in uno stadio che al novantesimo cantò Romagna Mia talmente forte che ancora mi sembra di sentirlo. Quell’anno, si può dire che Castori vinse il secondo campionato a Cesena, dopo quello esaltante della stagione 2003/04. E pensare che aveva anche rinnovato per altri due anni, ma poi il sopraggiungere del fallimento societario mandò in fumo tutto, dividendo Fabrizio dalla sua Cesena… Peccato, chissà come sarebbe andata se il rapporto fosse proseguito.

A proposito del campionato 2003/04, fu quello da cui partì la storia d’amore tra l’allenatore marchigiano e la città bagnata dal Savio, con la vittoria indimenticabile nella finale playoff e la Coppa Italia di Serie C, conquistate al primo colpo. La rissa di Lumezzane, col mister uno dei principali protagonisti, è storia, così come è storico il suo ritorno in panchina dopo la squalifica in quel Cesena-Mantova serale con coreografia e cori di bentornato da parte della Curva Mare. La stagione 2005/06 è stata altresì una delle più belle e indimenticabili degli ultimi anni a Cesena, con un gioco spumeggiante e una promozione in Serie A sfuggita non certo per demerito nostro. L’esperienza durata cinque anni di fila sulla panchina bianconera si interruppe nel 2008, quando neppure il buon Fabrizio riuscì ad evitare la retrocessione in Serie C di una squadra tra le più scarse di sempre, con in panchina anche Vavassori, che si alternò appunto con Castori.  Prima del già citato ritorno nel 2017, ci furono occasioni nelle quali il Cesena incontrò da avversario il suo amato mister e in particolare mi piace ricordare la serata a San Marino nell’estate 2011, quando in Coppa Italia affrontammo l’Ascoli e oltre che nei novanta minuti, i tifosi ebbero occasione di salutare il loro idolo anche nel dopo partita, quando lo stesso Castori fece fermare il pullman della squadra per scendere ed abbracciare la gente che lo acclamava.

Ecco, Fabrizio Castori è questo: un tipo sanguigno, passionale, che dà tutto se stesso per ottenere sempre il massimo anche se ha poco o nulla a disposizione. Per tutte queste ragioni è praticamente il prospetto di un romagnolo Doc e il legame con Cesena e i tifosi del Cavalluccio non poteva che diventare viscerale ed autentico, tanto da spingerlo a prendere casa proprio in città.  È senza dubbio uno degli allenatori più amati della nostra storia. Sarà magari per quelle frasi diventate celebri che infiammarono la piazza in quel lontano 2004, due su tutte: “Ci mangeranno il cuore ma non ci toglieranno la Serie B” e “Provocazione chiama reazione”.

Per quanto mi riguarda, è il mister del primo Cesena che ho seguito allo stadio e già per questo mi è entrato nel cuore e spero che un giorno ritorni ancora una volta a sedersi su quella panchina, per scrivere altre pagine di storia e magari portare il suo amato Cavalluccio in Serie A. Ho avuto anche la possibilità di conoscerlo di persona nella stagione 2017/18 e ho potuto appurare che si tratta davvero di un grande uomo prima che un grande allenatore e mi ricorderò sempre la sua gioia nel vedere un fotomontaggio fatto da me e un amico con la sagoma di Tardelli (idolo di Fabrizio) che esulta dopo il gol a Spagna 82 con il volto di Castorone. Concludo augurando al nostro amico un campionato di Serie A da protagonista dall’inizio alla fine (non come a Carpi dove fu ingiustamente esonerato) e ancora tante soddisfazioni, perché se le merita davvero!

PS. Nel suo staff oltre al figlio Marco, ci sono anche il fedele scudiero Riccardo Bocchini e pure Manolo Pestrin, due che quando giocavano si facevano promotori del credo del mister e in campo non si risparmiavano dando tutto per la maglia. Anche a loro auguri sinceri di tante altre battaglie da vincere, al fianco del loro comandante di San Severino Marche.

Cesena non vi dimenticherà mai! Castori uno di noi!


Immagine tratta dal sito calciocesena.com

One Comment on ““Fabrizio Castori, uno di noi !””

  1. Il cesena che perse ai playoff con il torino era una squadra spettacolare, la piu bella che io ricordi…due anni dopo impazzi e ci fece retrocedere impuntandosi su giocatori come mezavilla..croce e delizia…ma un grandissimo uomo, e questo è quello che conta..spero che con la salernitana si riesca a prendere quella salvezza che con il carpi gli è stata scippata… Grande Mister!

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