Episodi inconsueti e divertenti nella pur deludente trasferta di Pontedera

Trasferta Pontedera (2)
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TIFOSI – Pontedera, una trasferta inedita e per certi versi affascinante per i tifosi, visto che l’ultimo precedente risaliva a 54 anni fa

Seconda trasferta nel giro di appena cinque giorni per il Cesena, che dopo la partita giocata nella vicina Imola si apprestava a viaggiare verso la Toscana, destinazione Pontedera. Partiamo da casa alle 10 di una gelida e ventosa domenica mattina, in modo da arrivare a destinazione per l’ora di pranzo e sederci comodamente a tavola in un ristorante dove avevamo prenotato. Il viaggio fila via liscio e senza alcuna sosta, dopo due ore e mezza, arriviamoalle porte di questo locale che dista solo pochi chilometri dallo stadio dove si sarebbe disputata la partita.

Ordiniamo antipasti a base di formaggi e salumi toscani, poi un primo condito da un superlativo ragù di cinghiale, il tutto accompagnato dall’immancabile vino della casa, per un pranzo davvero coi fiocchi. Dopo il caffè, salutiamo Riccardo Melgrati, con il quale siamo in amicizia dai tempi in cui militava con la nostra maglia, venuto a farci un saluto al ristorante in quanto infortunato e quindi spettatore dalla tribuna del match. Sono ormai le 14 ed è ora di dirigerci verso lo stadio, dove arriviamo transitando davanti la tribuna locale e fermandoci in un parcheggio nel quale chiediamo indicazioni per il settore ospiti ai carabinieri, i quali, tuttavia, non riescono ad aiutarci, cosicché sono gli steward ad indirizzarci verso il parcheggio giusto. Scesi dalla macchina, vediamo le bandiere dei nostri ultras sventolare all’impazzata per effetto di un vento piuttosto forte e udiamo anche i cori che già riecheggiano in tutto lo Stadio Ettore Mannucci.

Lo stadio di Pontedera in realtà si presenta più come un campo sportivo: costruito negli anni ‘60, è composto dalla tribuna principale coperta, da una gradinata e da due tribunette in prefabbricato che rappresentano il settore ospiti, per una capienza totale di 2.700 spettatori. I tornelli da queste parti non esistono ancora, così i controlli all’entrata sono fatti alla vecchia maniera, strappando il lato del biglietto.

Entro e salgo in cima alla prima tribunetta, dove sono assiepati gli ultras, mentre nell’altra sono presenti il resto dei tifosi giunti dalla Romagna. Subito noto con sorpresa che a lanciare i cori e a cantare insieme al resto della truppa è  niente po-po di meno che il co-presidente John Aiello. In seguito apprendo che lo stesso, durante il riscaldamento delle squadre, ha raggiunto i tifosi bianconeri scavalcando la recinzione che delimita il terreno di gioco e che ha pure offerto ai presenti un buon numero di birre al bar.

Dopo pochi minuti dal fischio d’inizio, il co-presidente torna nel suo posto in tribuna e si continua ovviamente a sostenere la squadra, che già dalle prime battute dimostra di trovare non poche difficoltà contro i padroni di casa, i quali già al 13’ minuto si portano in vantaggio. Una doccia fredda per i 133 cuori bianconeri presenti, che si trovano a dover assistere ad una gara in salita fin da subito e con condizioni meteo avverse, dato il vento incessante che a tratti è talmente forte da spezzare le aste delle bandiere poste in cima al settore. Nell’arco della prima frazione di gioco, i nostri hanno una buona occasione per trovare il pari, ma il portiere di casa si oppone egregiamente, mentre dall’altro lato si rischia in più frangenti di capitolare e subire il secondo gol, che per fortuna non arriva e così i primi 45 minuti si concludono con la nostra squadra sotto solo per 1-0.

Nell’intervallo, c’è chi fa il bis al bar (questa volta pagando di tasca propria…) e chi chiacchiera del più e del meno, cercando di non pensare a quanto visto in campo nel primo tempo, perché altrimenti si rischia l’avvilimento. Purtroppo, la seconda metà di gara è sulla falsa riga della prima, almeno per quanto riguarda il Cesena, che non riesce a rendersi mai pericoloso in area avversaria per cercare il gol del pareggio tanto invocato dai tifosi e che anzi finisce per soccombere al Pontedera, che raddoppia a meno di dieci minuti dal termine. A questo punto la sconfitta appare inevitabile, ma nonostante ciò, gli ultras della Curva Mare continuano a cantare al motto di “divertiamoci comunque”, mentre il gruppetto di tifosi locali presenti in un angolo della gradinata iniziare a pregustare una prestigiosa vittoria. Il fischio finale è accolto come una liberazione dai presenti nel settore ospiti, è la fine di un supplizio durato 90 minuti e che ha rappresentato probabilmente la peggior prestazione stagionale del nostro Cesena! Una partita nella quale nulla è girato per il verso giusto, con una squadra priva di idee di gioco e priva di energie in seguito al tour de force del mese di febbraio e debilitata dai numerosi infortuni

Ciononostante, la squadra che si avvicina al settore ospiti è dai più applaudita e un paio di calciatori decidono di regalare la propria maglia; uno di questi tuttavia è respinto da qualche tifoso che lo esorta a desistere dal compiere un gesto non ritenuto opportuno dopo una sconfitta del genere: lui in un primo momento ci ripensa, dirigendosi verso gli spogliatoi, per poi tornare sui propri passi e lanciare la casacca ad una giovane ragazza salita in cima alla recinzione.

Io abbandono in fretta il settore ospiti, raggiungendo la nostra auto nel parcheggio, dove saluto un tifoso che mi chiede di essere “cattivo” nel mio consueto racconto sulla trasferta, proprio in risposta ad una prestazione così negativa sfoderata dal Cavalluccio. L’amore di noi cesenati verso la nostra squadra è smisurato e non c’è sconfitta che lo possa scalfire, nemmeno prendere due gol a Pontedera senza praticamente mai tirare in porta; però c’è da dire che siamo tornati a casa col morale ai minimi storici e assistere a prestazioni del genere non ripaga i sacrifici che facciamo tutti i giorni della settimana, a tutti gli orari possibili e immaginabili per seguire la nostra squadra in ogni dove (vedi anche “Uno fa i salti mortali, ma poi il Cesena gli dà queste soddisfazioni”)Speriamo di aver toccato il fondo e da ora in avanti non dover più assistere a simili partite, perché cominciare la settimana dopo aver incassato un duro colpo come questo è piuttosto difficile…

Il meglio e il peggio della trasferta di Pontedera

  • Il meglio: il miglior episodio della domenica trascorsa a Pontedera è stato senza dubbio vedere il co-presidente Aiello cantare “chi non salta è un bolognese” in mezzo agli ultras bianconeri, i quali hanno visto accolta la loro richiesta scandita dal coro: “pagaci, pagaci, pagaci da bere… Presidente pagaci da bere!”.
  • Il peggio: i carabinieri in servizio allo stadio che non avevano idea di dove fosse il parcheggio a noi riservato e per poco non ci facevano fermare in mezzo si tifosi locali. Roba da matti, manco fossimo fuori da uno stadio enorme di Serie A.

Con l’arrabbiatura post sconfitta, che a distanza di qualche giorno non è ancora del tutto passata, si cerca di guardare avanti, al rush finale del campionato, dove si spera che i bianconeri ritrovino la retta via dopo un mese di febbraio passato sulle montagne russe, con prestazioni convincenti e belle vittorie alternate a vere e proprie partite da incubo con sconfitte dolorose. Il prossimo impegno sarà domenica in casa contro il Teramo, per poi andare a Pistoia il sabato successivo e subito dopo a Pescara martedì 15 marzo, per quello che sarà l’ultimo turno infrasettimanale del campionato. C’è un terzo posto da difendere a tutti i costi perché troppo importante in ottica playoff e noi tifosi non faremo mancare il nostro supporto, ma ci aspettiamo ben altre prestazioni da parte della nostra squadra! Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

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