“Per una Lega pro-tifosi, biglietti sempre a 10€ !”

Entella-Cesena tifosi
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TIFOSI – Il Cesena cade sul campo della Virtus Entella, ma i 134 tifosi bianconeri applaudono la squadra al termine della gara

L’ottava trasferta stagionale del Cesena era una trasferta dal sapore di Serie B, in quanto si tornava a Chiavari dove il Cavalluccio aveva sempre giocato negli ultimi tre campionati trascorsi in cadetteria, con l’ultimo precedente datato 4 novembre 2017 (vedi Virtus Entella: stato di forma, aneddoti e curiosità). In quei tre incontri disputati in terra ligure ero sempre stato presente, perciò sapevo benissimo che mi sarebbe toccato un viaggio bello lungo (3 ore e mezza all’andata e altrettante al ritorno), il più lungo della stagione se si esclude Olbia che in aereo si raggiunge in minor tempo, ma nonostante questo ero pronto a intraprendere l’ennesima avventura a sostegno della mia fede bianconera.

Come accaduto per la trasferta a Grosseto, salgo su un pullmino che parte dalla Romagna alle 10 di una soleggiata domenica mattina e con una breve sosta arriva a destinazione poco dopo le 13.30. Durante il viaggio il meteo è estremamente variabile, in quanto incontriamo pioggia mista a neve e pure una leggera grandine, ma nulla in confronto a chi, a differenza nostra, percorre la tratta Parma-La Spezia, dove questo tipo di precipitazioni veniamo a sapere essere più consistenti. Fortunatamente arriviamo tutti senza particolari problemi nel parcheggio del settore ospiti dello stadio Comunale di Chiavari, compreso il pullman degli ultras, mentre il cielo sopra le nostre teste è limpido e il sole la fa da padrone, per un clima decisamente gradevole. Sono tra i primi a entrare e ritrovo questo impianto come l’avevo lasciato quattro anni orsono, con l’unica modifica rilevante dovuta all’aggiunta dei seggiolini anche nelle due curve, che si presentano così colorate e con la scritta V.Entella in quella locale, mentre in quella opposta campeggia il nome di uno sponsor.

Nel complesso è uno stadio carino, con tribuna e gradinata (composta da 6-7 file e quindi molto bassa) coperte, mentre le curve sono in metallo e poggiano sulla preesistente pista d’atletica non più utilizzata, per una capienza totale di 5500 posti. Pian piano entrano tutti i 134 cuori bianconeri che avevano acquistato il tagliando e si posizionano per la maggior parte centralmente nel settore a loro dedicato, appendendo striscioni e pezze come di consueto, mentre la squadra è intenta ad effettuare il riscaldamento. Velocemente si fanno le 14.30 e la partita ha inizio; notiamo immediatamente che di fatto giochiamo in casa, in quanto di fronte a noi la curva è praticamente vuota, con solo un gruppetto di tifosi (numericamente inferiore a noi) che si posiziona al centro del settore dietro lo striscione Gradinata Sud. In totale ci saranno a occhio un migliaio scarso di spettatori e tra questi c’è anche chi decide ben presto di seguire l’incontro a petto nudo, mentre si intonano cori contro i bolognesi, non incontrati lungo il tragitto mattutino (il Bologna giocava alle 15 a La Spezia).

Nel settore ospiti si canta senza tregua e questa volta, a differenza di quanto successo a Pesaro, sulle note del coro “e dai Cesena facci un goal” purtroppo non sono i bianconeri a segnare ma i padroni di casa; pazienza, si incassa il colpo e si va avanti. Tra l’altro il goal lo vediamo a malapena perché abbiamo costantemente il sole contro e nessuno ovviamente ha pensato di portarsi dietro gli occhiali da sole in una giornata di fine novembre. Tuttavia un altro goal lo vediamo molto bene: è quello del pareggio realizzato proprio sotto al nostro settore sul finire del primo tempo. In questo modo la prima frazione di gioco si conclude sul risultato di 1-1 e noi tifosi guardiamo con ottimismo ai successivi 45 minuti, cantando anche per buona parte dell’intervallo. A inizio ripresa i ragazzi della Curva Mare srotolano uno striscione che recita: “Per una lega pro-tifosi… biglietti sempre a 10€!!”, facendo riferimento al costo del tagliando per assistere a questa partita, finalmente a un prezzo popolare per una partita di Serie C, a differenza di quanto accaduto a Pesaro e Reggio Emilia ad esempio, dove si pagavano dai 15 ai 17€ per entrare.

Successivamente lo striscione viene attaccato in cima al nostro settore e si riprende a sostenere la squadra, la quale però non offre una prestazione in linea con quelle alle quali siamo abituati e nel giro di un quarto d’ora soccombe subendo due reti che di fatto chiudono la partita. Lo sparuto pubblico di fede bianco-celeste esulta e con loro anche quella decina di persone sparse sui balconi dei palazzi a ridosso dello stadio che si gustano la partita gratis. Il morale di noi cesenati al contrario è sotto i piedi, ma si cerca comunque di continuare a cantare e divertirsi tra abbracci e cori goliardici rispolverati dopo decine di anni. Così facendo il termine della partita si avvicina più in fretta e al triplice fischio la squadra è comunque chiamata sotto la curva a ricevere gli applausi, non una ma ben due volte, come se si fosse vinto! Dopo una breve attesa si aprono i cancelli dello stadio e possiamo intraprendere il ritorno verso casa, questa volta decisamente amaro dopo una sconfitta per 3 -1.

Proprio così, perché non eravamo più abituati a tornare da una trasferta con un risultato negativo e in più ci dovevamo sobbarcare un viaggio di 3 ore abbondanti; tra l’altro a Chiavari su quattro partite giocate abbiamo perso tre volte e pareggiato una, perciò un campo piuttosto ostico per noi bianconeri! Al nostro ritorno a Cesena ho anche dovuto, con una certa incredulità, togliere il ghiaccio dal parabrezza dell’auto, frutto di una breve precipitazione a carattere nevoso che aveva colpito la nostra città in serata, giusto per concludere una giornata che non entrerà di certo nell’album dei miei migliori ricordi targati Cavalluccio.

Di seguito il meglio e il peggio della trasferta:

  • il meglio: come già detto in precedenza il prezzo del biglietto, adeguato al campionato in cui ci troviamo e al periodo storico che stiamo affrontando.
  • il peggio: onestamente dopo l’esodo di Reggio Emilia e la brillante vittoria casalinga contro la Fermana mi aspettavo un seguito maggiore dalla Romagna, invece eravamo solo 134, un po’ pochini effettivamente. Le motivazioni sono molteplici certo, in più il Covid ha influito e sta influendo, ma è anche vero che sono anni che in trasferta non facciamo registrare numeri importanti e siamo sempre le solite facce, esclusi ovviamente i viaggi “comodi”. Ecco, si può e si deve fare di più per il Cesena in giro per lo stivale.

Archiviata questa dolorosa trasferta, che interrompe una serie di nove risultati utili consecutivi e comunque non intacca il cammino che la nostra squadra sta facendo, ovvero al di là di ogni più rosea aspettativa, guardiamo all’orizzonte e vediamo l’impegno tra le mura amiche contro l’Aquila Montevarchi e la successiva trasferta in casa della Carrarese, due squadre che torniamo ad affrontare dopo diversi anni.

Fiduciosi che questo di Chiavari sia solo stato un incidente di percorso, siamo pronti a sostenere la nostra squadra per queste prossime partite!

Forza Cesena, dove sarai io sarò! 


 

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