Tra cielo e terra con Don Filippo Cappelli, il sacerdote-tifoso

Don Filippo Cappelli
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TIFOSI – E’ un personaggio fuori dagli schemi Don Filippo: 5 lauree, appassionato di cinema, giornalismo e sport. Un grande tifoso del Cesena

E’ sempre bello incontrare tifosi bianconeri con storie ed aneddoti interessanti da raccontare e lo è ancor di più quando i messaggi che questi lanciano sono positivi. A volte la passione che traspare dalle parole è tanto forte da coinvolgere totalmente chi legge. E’ il caso di don Filippo Cappelli, un personaggio con una cultura vastissima ed una grande passione per lo sport, soprattutto motociclismo e calcio, per il quale il Cesena ha un posto di assoluto riguardo nel suo cuore. Oggi don Filippo va ad arricchire la nostra “collezione” di tifosi (vedi www.cesenamio.it/category/tifo):

Chi è Filippo Capelli? Dove è nato, cosa fa e cosa sogna?
“Sono nato a Cesena il 24 marzo 1976. Sono un motociclista, un appassionato di calcio, di cinema, di fumetti e dei libri di Borges e Kafka. Ma soprattutto sono un sacerdote, ordinato il 28 giugno 2014, dopo essermi laureato in Teologia. Precedentemente avevo già conseguito 4 lauree: Dams, Filosofia, Cinematografia e Psicologia e lavoravo come giornalista presso diverse riviste e quotidiani, in particolari nei settori dedicati al calcio e al cinema.”

In che modo un sacerdote affronta la passione per il calcio?
“La passione per il calcio è una passione gioiosa e credo che sia il modo con cui Dio guarda l’uomo. Tutte le cose buone e belle innalzano il nostro spirito e la gioia, che non è la felicità tout court, partecipa dell’amore divino di Dio verso l’uomo. A cui anch’io, con il mio amore umano, cerco fragilmente di corrispondere.”

Ricorda quando è nato il suo amore per il Cesena?
“Certo! Ero molto piccolo, si trattava di una partita di Coppa Italia giocata allo Stadio Dino Manuzzi. Quello fu un anno difficile, dopo la tranquilla salvezza in Serie A della stagione precedente, ed il Cesena finì retrocesso in Serie B a causa di un girone di ritorno pessimo, in cui vinse una sola volta. Ma in Coppa Italia le cose andarono un poco meglio ed il Cesena uscì agli ottavi di finale dopo la sconfitta 2-0 rimediata contro il Napoli. La partita d’andata fu vinta invece 1-0 dal Cesena. Ecco, quella fu la mia prima partita. I colori, i cori, un’alchimia bellissima ed entusiasmante… Quel giorno mi ammalai di tifo. E senza nessun rimpianto.”

Giocatori, allenatori… Invocano tutti l’aiuto di Dio. Pensi che Dio abbia una squadra preferita?
“Credo che Dio non abbia una sola squadra preferita, ma sia il più grande estimatore del bel calcio. Diciamo che più che tifoso, è un arbitro imparziale e misericordioso 😀 .”

Facciamo un gioco: se potesse far firmare un santo come difensore del Cesena, San Pietro sarebbe il migliore ? E invece il miglior attaccante? Come allenatore, magari lo Spirito Santo che mette tutti al loro posto…
“Oh, sono d’accordissimo! Credo che una squadra con San Pietro come portiere o estremo difensore e San Paolo in attacco, abituato com’è a infervorarsi per la fede, sarebbe certamente una formazione che punterebbe allo scudetto! Centromediano penserei a San Giovanni: con tutte le sue aspirazioni e i voli pindarici che troviamo nel suo vangelo, sarebbe perfetto a trovare gli schemi giusti per aiutare la squadra. L’allenatore? Certamente lo Spirito Santo: a volte c’è da faticare, ma quando entra in scena lui tutto cambia in meglio d’un tratto. Inoltre ha le ali, e le ali, in campo, servono eccome 😀 .”

Come vede don Filippo il futuro del Cesena FC?
“Come tifoso e cesenate, vorrei dire splendido. Ma credo che per tornare agli antichi fasti, se mai accadrà, servirà ben più di qualche anno. Inoltre, con l’addio di personaggi storici come capitan De Feudis, che hanno dato il sangue per questa squadra e con tutto l’amore possibile, si è chiusa un’era. Poi attualmente non si hanno molti fondi per proporre una squadra che possa competere a una promozione immediata. Sempre forza Cesena, quindi. Ma ancora con calma e prudenza.”

Sei anche un grande appassionato di film: in “Il violinista sul tetto” si dice che per qualsiasi cosa al mondo c’è una preghiera. Quale ci suggerisci di invocare per la salute e la fortuna del Cesena?
C’è una bellissima preghiera che recitavo sempre quando giocavo a calcio. Eccola:

Signore !
E’ bello per me
correre con i miei amici,
nella gioia e nella fatica,
nella vittoria e nella sconfitta.
Là, sul campo,
ci metto tutto me stesso
perché per me
giocare è un po’ come vivere
e vivere è un po’ come giocare.
E se penso alla mia vita
come a quel campo di gara
allora, Signore,
aiutami a viverla
con lo stesso entusiasmo
con lo stesso impegno
con la stessa voglia di vincere
e di diventare grande.
Sei tu la mia guida
e il mio maestro.
Insegnami a giocare la mia partita,
indicami il mio ruolo in campo
incoraggiamo a lottare
e dare sempre il meglio di me stesso.
E quando sarò tentato di arrendermi
e di non combattere più,
ti prego abbandona la panchina
ed entra in campo con me !
Con te vicino
ricomincio a giocare.

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