Di Matteo: “A Cesena grandi momenti. Sabato occhio ad Alessandro”

DI MATTEO ISERNIA
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INTERVISTA – Tra le fila dell’Isernia gioca l’ex Marco Di Matteo: l’attaccante casertano faceva parte del gruppo che nel 2010 conquistò il magico salto in serie A

Il 30 maggio 2010 nella magica giornata di Piacenza che riconsegnò la serie A al Cesena dopo 19 anni di assenza c’era anche Marco Di Matteo. L’attuale attaccante dell’Isernia faceva parte degli eroi bianconeri autori di quella indelebile cavalcata verso il paradiso e nel suo piccolo ha così preso parte ad una pagina di storia del Cavalluccio. In quel campionato agli ordini di Bisoli, il 31enne centravanti approdato in Romagna a fine gennaio, raccolse un paio di apparizioni in panchina contro Crotone e Brescia e debuttò al Manuzzi il 2 aprile 2010 subentrando al posto di un ‘certo’ Parolo al minuto 81 del big match con l’Ancona. Tifoso del Napoli (martedì è stato al San Paolo a seguire la sfida col Psg), Di Matteo ci racconta le sue sensazioni verso questa gara da ex.

Ciao Marco, nel 2010 in Romagna hai vissuto 4 mesi che hanno regalato alla città una promozione storica…
“Ho giocato poco, ma conservo ricordi bellissimi di Cesena sia calcisticamente che come città, società, pubblico. Ero giovane e facevo parte di un gruppo fortissimo formato da calciatori importanti tipo Giaccherini, Do Prado, Antonioli, Parolo, Bucchi, Schelotto”.

Con chi dei big hai legato di più?
“Con Giaccherini. Spesso con Emanuele andavamo a mangiare assieme al ristorante Rugantino ed avevamo instaurato un ottimo rapporto”.

C’era qualcuno al quale ti ispiravi?
“Bucchi mi aveva preso sotto la sua ala protettrice, era prodigo di consigli nei miei confronti. Ricordo che mi regalò anche un paio di scarpini da gioco. In allenamento cercavo di osservarlo il più possibile per rubargli i segreti del mestiere”.

Come è nata la trattativa per approdare in bianconero?
“Fu una trattativa lampo; giocavo nel Giulianova, mi contattò la società nelle ultimissime ore del calciomercato di gennaio per comunicarmi il mio passaggio al Cesena nell’ambito di uno scambio tra i due club”.

Riviviamo due flash di quell’avventura cesenate partendo dal tuo debutto casalingo contro l’Ancona…
“Stavamo perdendo la super sfida d’alta classifica ed il mister mi gettò nella mischia nel finale per cercare di pareggiare. Purtroppo non riuscimmo nel nostro intento perchè Mastronunzio raddoppiò nel recupero. Giocavamo al Manuzzi ed a ogni azione d’attacco il boato del pubblico ci accompagnava spingendoci a dare quel qualcosa in più”.

Proseguiamo con il giorno della promozione ottenuta al Garilli di Piacenza…
“Ricordo come fosse ora quei minuti finali della partita con l’orecchio incollato alla radiolina per attendere il triplice fischio di Padova – Brescia; vinsero i biancoscudati consegnandoci, grazie al nostro successo, un’indimenticabile promozione in A. Che trionfo, che festa assieme ai nostri tantissimi tifosi!”.

All’epoca Antonioli difendeva i pali, De Feudis ringhiava in mediana ed Angelini era il vice di mister Bisoli. Sabato li ritroverai da avversari…
“Si tratta di tre bellissime persone, che mi accolsero nel migliore dei modi nonostante fossi l’ultimo arrivato. Ricordo che Angelini durante gli allenamenti mi dava tanti consigli su dove migliorare”.

L’Isernia come proverà a mettere in difficoltà il Cavalluccio?
“I romagnoli immagino cercheranno di imporre il loro gioco, noi dovremo stare attenti, compatti per poi ripartire negli spazi che ci lasceranno”.

Entrambe volete riscattare l’ultimo passo falso…
“A Pineto abbiamo perso nonostante una discreta prestazione. Col Cesena sappiamo sarà dura, i valori tra le due formazioni sono differenti, ma non partiamo battuti. Faremo la nostra partita provando a strappare il risultato. Se vogliamo raggiungere l’obiettivo salvezza dobbiamo fare punti, specialmente sfruttarndo il fattore casalingo”.

Chi temi tra le fila bianconere?
“Da attaccante dico Agliardi, perché in questa categoria fa la differenza ed è difficile fargli gol. Poi, in assenza di Ricciardo, dovremo tenere d’occhio Alessandro: penso sia l’elemento in grado di garantire imprevedibilità e fantasia al reparto offensivo. Può risolvere le gara con una giocata, un’invenzione”.

Da ex vorrai lasciare il segno?
“Rispetto il pubblico bianconero, ma ovviamente da attaccante sabato la mia speranza è quella di segnare e fare una grande gara. Ero partito bene tra Coppa Italia e campionato, un infortunio mi ha costretto a saltare tre incontri e sono rientrato domenica scorsa, ora mi sento bene e voglio proseguire”.


Foto tratta da www.isnews.it

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