Quelli che… “tanto è un girone facile…”. Oh yeah!

Matelica Coppa Italia
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OPINIONI DI UN DIVANO – Non c’era solo il Matelica a rappresentare il Girone F nelle semifinali di Coppa Italia Dilettanti. Punti di forza e debolezza dei marchigiani

“In qualunque altro girone, con questi punti avremmo già il campionato in tasca.”

Non solo Matelica

Questa frase è stata pronunciata dal signor Tiozzo, allenatore del Matelica, ed è perfettamente sovrapponibile a quanto pensiamo anche noi tifosi del beneamato Cavalluccio. In effetti, il Cesena è cascato nel girone abruzzese, molisano e marchigiano di Serie D, che sembrava a molti una mezza passeggiata. Non c’era il Modena, non c’era Reggio, che fortuna! Poi, ad un certo punto, a conferma di queste opinioni, i nostri sono volati a +10 dalla seconda e le terze sono scomparse addirittura dai radar. Alzi la mano chi non ha pensato, quel giorno, che, Matelica a parte, le altre squadre erano delle vere pippe. Eppure, guarda un po’ chi arriva alle semifinali nazionali di Coppa Italia Dilettanti… Il Matelica ovviamente, ma anche il Giulianova! Il Matelica, poi, ha battuto ieri 2-1 il fortissimo Mantova (andata 1-1), mentre il Giulianova, dopo aver pareggiato 1-1 all’andata, ha ieri sera perso di misura 3-2 sul campo del Messina ed ha quindi fallito di poco la finale.

Parola-chiave: serenità

Diciamolo pure, non siamo stati fortunati. L’umore a Matelica è alle stelle, ma personalmente quello che mi preoccupa di più è che la squadra è condotta con intelligenza. Mister Tiozzo continua a predicare umiltà e domenica scorsa ha vinto a Forlì con solo 14 giocatori di prima squadra disponibili. Poi ha giocato in Coppa mettendo in campo i migliori che aveva. “Alla Jesina penseremo dopo” ha comunicato in sostanza ai giocatori con le sue scelte. Una partita alla volta e vincerle tutte, questo è l’obiettivo, ma con serenità. Alla vigilia dell’incontro con il Mantova, il DS Micciola ha dichiarato: “Ci aspetta una gara difficile contro una squadra forte. Andremo in campo con fiducia, serenità e la giusta motivazione”.

Cosa farà il Matelica?

Non c’è niente da dire, abbiamo come avversari un ottimo allenatore, una dirigenza intelligente ed una bella squadra. L’incognita più pesante per il Matelica è probabilmente rappresentata da infortuni, squalifiche e stanchezza per le partite supplementari di Coppa. Un’altra difficoltà, nel caso di un malaugurato riaggancio del Cesena (mi tocco gli zebedei, fatelo anche voi), potrebbe essere la paura di vincere, l’obbligo di non sbagliare dopo averci rincorso invano per mesi e mesi. Forse il pareggio interno col Santarcangelo potrebbe essere stato un segnale in questa direzione. Però…

Niente verifiche, solo vincere

Beh, a me non va proprio l’idea di verificare se queste ipotesi sono campate per aria o meno, noi dobbiamo puntare al risultato pieno nelle cinque finali che ci aspettano. E poi, già una volta la Jesina ha procurato ai nostri avversari una durissima battuta d’arresto nel girone d’andata, chissà…. Vediamo come va il ritorno e intanto manteniamo almeno quei due piccoli enormi punti di vantaggio che ci rimangono in saccoccia. Con le unghie e coi denti. Con umiltà e grande determinazione. Recuperiamo immediatamente l’autostima smarrita con una vittoria scacciafantasmi. Gol ingiustamente annullati, rigori sbagliati, reti mangiate, espulsioni isteriche: adesso basta! Adesso si vince. Solo vincere! Le chiacchiere stanno a zero.


Immagine dalla pagina www.facebook.com/ssmatelica

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About Alberto Neri

Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato "deportato" a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.

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