Ecco dicembre, il mese della verità per le ambizioni del Cesena

Analisi pagelle Santarcangelo-Cesena
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OPERAZIONE IANUS – Forza Cesena, nulla è perduto. A patto che ciascuno faccia la sua parte, ricordando chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare…

Due delusioni, una in fila all’altra… L’inaspettata sconfitta di Pineto ed il deprimente pareggio casalingo contro il Campobasso nella partita che invece dove essere quella del pronto riscatto. Insomma, peggio di così, per il tifoso del Cesena non poteva andare la terza decade del già di per sé triste mese di novembre. Sulla carta, a detta di qualcuno, il penultimo mese dell’anno doveva essere quello della definitiva consacrazione, quello che avrebbe dovuto dire di che pasta è fatto questo RC Cesena o, se preferite, Cesena FC. E invece si sta rivelando il mese più difficile e sofferto. Quello nel quale le delusioni rischiano di sopprimere l’entusiasmo (forse non del tutto giustificato) nato dopo le belle prestazioni di settembre ed ottobre. Probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo: forse non era giusto esaltarsi prima, ma non è nemmeno il caso di deprimersi così tanto adesso.

Ancorché nato su un telaio già esistente, sia a livello societario che tecnico, bisogna ammettere che l’attuale Cesena è una realtà nuova, ancora in fase di rodaggio. Si è infatti proceduto ad innesti successivi, in ogni settore. L’avviata società sportiva Romagna Centro ha accolto nuove professionalità nell’ambito della dirigenza ed il parco giocatori è stato profondamente rinnovato, pur senza azzerare il pregresso. Circostanze che determinano evidenti difficoltà, almeno in avvio, visto che il rischio di “rigetto” in ogni trapianto è sempre dietro l’angolo. Ad esempio, dal punto di vista tecnico, non è così scontato che mettere un Biondini proveniente dalla Serie A accanto ad un under ex Romagna Centro come Campagna o Gori sia operazione di immediato successo. E’ vero, il primo può trasmettere esperienza e tranquillità al secondo, ma è anche vero che le basi di partenza sono così diverse che è necessario del tempo per completare l’osmosi. Tempo che però il Cesena non ha. O più precisamente, che non ha perché nel Girone F di Serie D c’è la lepre Matelica, una squadra capace di conquistare l’esagerato bottino di 36 punti su 42 disponibili, una media punti che metterebbe la squadra marchigiana al primo posto in qualsiasi altro girone della quarta serie.

Inoltre, la dea bendata non è stata certamente amica dei bianconeri, a partire dall’infortunio di Ricciardo, col senno di poi, il giocatore più insostituibile dell’intera rosa. E potrei continuare con gli episodi delle singole partite, ad esempio l’immeritata sconfitta di Matelica, maturata al 93′ sull’unica azione offensiva di tutta la partita, oppure il dominio espresso contro il Campobasso che però ha portato in dote un solo punto, o ancora le clamorose occasioni fallite a Pineto sullo 0-0.

Ma recriminare contro la sfortuna è da perdenti ed invece tutti noi vogliamo che il Cesena abbia una mentalità vincente. A prescindere dalla denominazione ufficile, siamo pur sempre quelli che hanno disputato 13 campionati di Serie A ed una edizione di Coppa UEFA… Ed anche se siamo stati costretti a ripartire dalla Serie D, lo stiamo facendo con grande dignità, in maniera esemplare per tutte le altre piazze. Questo non porta punti, certo, ce ne stiamo accorgendo, però avere alle spalle una città che vive di calcio, che porta domenicalmente diecimila persone allo stadio è una grande opportunità che non va sprecata, oltre che una grande responsabilità che va onorata.

Allora, affinché il trapianto abbia successo ed il Romagna Centro diventi davvero il Cesena, ecco in arrivo un dicembre decisivo sotto diversi punti di vista. Come noto, nei dilettanti il mese di dicembre è quello del mercato di riparazione: se davvero questa società vuole ambire al salto di categoria ed al conseguente ritorno tra i professionisti, gli investimenti vanno fatti adesso, senza lesinare e senza rimandarli oltre, quindi mano al portafoglio e dentro giocatori di qualità che possano farci cambiare passo. In questo, vogliamo una mentalità vincente, da squadra che sa quel che vuole, che offre una prospettiva di successo, talvolta più convincente di qualche euro in più. Sul campo invece, dare tutto quel che si ha per ridurre le distanze dalla vetta, approfittando di una calendario che prevede 3 partite in casa e 2 in trasferta ed il solo San Nicolò come avversario di alta classifica: forza ragazzi, un bel filotto di vittorie ed anche il Matelica non sembrerà più così irraggiungibile.

Sono convinto che, se ciascuno farà la sua parte in questo mese di dicembre, a gennaio tireremo le somme e capiremo di che pasta siamo fatti e a cosa possiamo ambire. Io ci credo…

2 Comments on “Ecco dicembre, il mese della verità per le ambizioni del Cesena”

  1. Ci manca il centrocampo. Vi siete accorti che Cappellini è una mezzala top? Troppe partite con il tabaccaio in panca e ragazzini scarsi a cantrocampo. Svegliaaaa

  2. E ci mancherebbe che non ci crediamo, siamo a novembre…e che diamine! Vietato andare in depressione, forza!!!!!!!

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