Che peccato, il derby con il Ravenna a porte chiuse…

Ravenna-Cesena 2019
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TIFOSI – Quello con il Ravenna è un derby molto sentito: peccato però che, data la situazione sanitaria, lo si giocherà senza tifoserie

La giornata numero 11 del campionato di Serie C – Girone B propone per domenica prossima alle ore 17,30 la sfida Cesena-Ravenna. Dall’inizio del campionato era stata concessa la deroga che consentiva l’accesso a 1.000 persone all’interno degli impianti sportivi e personalmente avevo acconto di buon grado la cosa, in quanto senza calcio giocato non ci so proprio stare, e per questo ero entrato al Dino Manuzzi in occasione delle gare contro Triestina, FeralpiSalò e Fano, ed ero riuscito pure ad andare in trasferta a Gubbio.

Come già scritto in precedenza nell’ultimo mio articolo (vedi Il tifoso del Cesena ai tempi del coronavirus), chiaramente assistere ad una partita in uno stadio praticamente vuoto, sempre seduti e con la mascherina, era piuttosto surreale e si aveva l’impressione che fosse una situazione destinata a non durare molto. Difatti, con uno degli ultimi DPCM di qualche settimana fa, questa deroga è saltata e ora le partite di calcio di tutte le categorie si giocano a porte chiuse. Mi sono così visto precludere la possibilità di assistere quantomeno ai match casalinghi, che ci hanno visto affrontare nella stessa settimana Padova e Fermana.
Se in occasione della trasferta a Carpi avevo seguito la diretta di Teleromagna e contro il Padova nel monday night c’era la diretta su RaiSport, per le gare contro la Fermana e in ultimo la Vis Pesaro, ho seguito i bianconeri tramite PC e smartphone, approfittando dello streaming gratuito offerto da ElevenSport per “rimediare” ai disservizi delle prime giornate di campionato.

Per la gara di domenica farò altrettanto, dato che ad oggi risulta difficoltoso pure trovare un bar che sia aperto e che trasmetta la partita. Tutto ciò è triste e avvilente per un tifoso di calcio: non poter entrare allo stadio ed essere costretti a guardare la partita a casa in solitudine. La situazione nazionale a livello sanitario attualmente è molto seria per colpa di questo maledetto virus e ci sono diverse cose più importanti di una partita di calcio, ma è anche vero che, per gli amanti di questo sport, quei 90 minuti sono fondamentali per staccare la spina da tutto il resto. Inevitabilmente, l’avvicinamento alla partita in tempi di Covid-19 non è neanche lontanamente paragonabile a quanto sarebbe stato in una situazione di normalità, con l’adrenalina e la voglia di andare allo stadio che si manifestavano già nei giorni precedenti. Tutto viene affievolito dalla situazione che ci circonda e pure un derby col Ravenna rischia di essere considerato come una partita qualsiasi. Sarà il primo derby della nostra storia giocato a porte chiuse e speriamo sia anche l’ultimo!

Già lo scorso campionato si sarebbe dovuto giocare senza tifosi, sempre per colpa di questo virus, ma poi la conclusione anticipata del calcio di Serie C evitò che ciò accadesse. Sempre lo scorso anno tuttavia abbiamo giocato due volte a Ravenna: nel giro di poche settimane ci siamo affrontati prima in campionato (finì 1–1) e poi in Coppa Italia di Serie C vincendo 4-2. Ricordo benissimo il clima che si respirava quel giorno, con sfottò e striscioni goliardici a rimarcare una rivalità storica.

Prima dello scorso campionato, l’ultima volta che avevamo affrontato i cugini giallorossi era stato il 19 gennaio 2009, una serata fredda, ma un Dino Manuzzi infuocato al termine dei 90 minuti, frutto di una vittoria leggendaria per 3-2: io ero in curva con mio babbo e ancora oggi mi vengono i brividi a ripensare a quella partita. Curiosamente, un anno esatto prima, il 19 gennaio 2008, le due squadre si affrontarono in Serie B e finì 1-1 al Dino Manuzzi e anche in questo caso ero presente: fu il mio primo derby contro i ravennati, perché nelle sfide di metà / fine anni ’90 non andavo allo stadio, essendo solo un bambino di pochi anni.

Niente da fare, le emozioni, che siano positive o negative, questa volta le vivremo a distanza attraverso uno schermo, esulteremo o ci dispereremo in solitudine, e sarà tutto tremendamente triste. Gli stadi senza tifosi non sono stadi, il calcio senza tifosi non è calcio, ma in attesa di tempi migliori non ci resta che continuare a tifare per la squadra della nostra città, anche a distanza. Teniamo duro quindi, questo incubo prima o poi finirà e potremo finalmente tornare su quei gradoni, per gioire o piangere tutti assieme.

Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

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