Parola al “diez” Danilo Alessandro: “In campo vado per divertirmi, siamo soddisfatti ma la strada è ancora lunga”

gol Alessandro contro Francavilla Cesena
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INTERVISTA – Ad una settimana dall’inizio del girone di ritorno, Danilo Alessandro fa il punto della situazione sui primi mesi del Cesena FC

L’andata del girone F di serie D ha vissuto un ribaltone totalmente inaspettato nel corso dell’ultimo mese. Dapprima il Matelica ha seminato il terrore su tutti i campi da gioco riuscendo ad issarsi in vetta a +7 su un Cesena nel frattempo falcidiato da infortuni e squalifiche, poi la squadra allenata da Angelini ha inanellato cinque vittorie consecutive che hanno permesso, complice un brusco ritorno sulla terra dei marchigiani, di conquistare la prima posizione e di laurearsi campione d’inverno. In attesa che ricominci il campionato, abbiamo intervistato uno degli assoluti protagonisti di questa prima cavalcata, Danilo Alessandro, che in 19 partite ha messo a segno 7 gol e dispensato addirittura 12 assist.

Ciao Danilo, cosa ti aspettavi dal girone d’andata?
Mi aspettavo di stare dove attualmente siamo: vedevo che la società settimana dopo settimana costruiva una squadra importante per una piazza come Cesena. Onestamente una squadra come la nostra non può fare un campionato anonimo, nemmeno da secondo o terzo posto. E’ da luglio che sappiamo di dover vincere il campionato, quello che abbiamo fatto fino ad ora è una cosa importante: abbiamo recuperato sette punti in cinque partite al Matelica e adesso ci troviamo addirittura a più quattro, ma il campionato è ancora lungo. Siamo contenti di aver scavalcato i marchigiani, ma non dobbiamo commettere l’errore di sentirci arrivati“.

Il momento più buio di questi primi mesi è coinciso con il pareggio interno contro il Campobasso. Come ha vissuto lo spogliatoio le giornate successive?
Dentro lo spogliatoio c’è sempre stato equilibrio, il Matelica continuava a vincere e sette punti sembravano impossibili da recuperare, ma noi sapevamo che il gruppo avrebbe fatto la differenza. Noi momenti bui dentro lo spogliatoio non li abbiamo mai vissuti, siamo consapevoli del fatto che il campionato si vinca a maggio. Il Matelica ha vinto gare che non avrebbe meritato di vincere, per cui eravamo certi che prima o poi la fortuna avrebbe girato anche dalla nostra parte”.

Parlando della sfida con il Campobasso, come hai reagito ai fischi di tutto lo stadio nonostante la buona prestazione?
Sono del parere che chi paga il biglietto o l’abbonamento è libero di poter contestare la squadra. I fischi col Campobasso ci potevano stare perché comunque non eravamo riusciti a vincere contro l’allora fanalino di coda, però secondo me sono stati esagerati perché a livello di gioco avevamo fatto una gara perfetta ma non eravamo stati bravi a concretizzare. Ne ho viste di partite nel corso della mia carriera e quella contro il Campobasso è stata probabilmente quella più inconcepibile: con tutte le occasioni che abbiamo creato è stato pazzesco non riuscire a trovare il gol della vittoria. Sono dell’idea comunque che sia stato giusto ricevere e prendere quei fischi, quando abbiamo sposato questo progetto eravamo consapevoli che a Cesena ci sarebbero potute essere pressioni in caso di mancato risultato, soprattutto in serie D. Quella sera ero comunque incazzato perché non si sarebbe dovuta pareggiare una gara così con tutte quelle palle gol create ma non finalizzate“.

Come giudichi la categoria arbitrale dilettante? Magari qualche tifoso si sarebbe aspettato un occhio di riguardo in più, non certamente certi atteggiamenti soprattutto al Manuzzi…
In effetti si pensava che a Cesena l’arbitro potesse essere condizionato dalla curva, ma per ora sembra il contrario. Ci sono stati rigori netti che non ci hanno fischiato, è davvero dura giudicare il loro operato. Al Manuzzi gli arbitri fino ad ora hanno dimostrato di volersi ergere a protagonisti prendendo decisioni davvero incomprensibili. Oltre al discorso dei direttori di gara bisogna anche considerare l’atteggiamento degli avversari: tutti pensavano che lo stadio del Cesena avrebbe potuto incutere timore alle squadre ospiti ma ogni volta che vengono qui gli avversari si trasformano. In settimana analizziamo i loro errori eppure contro di noi sembrano altri giocatori“.

Nel girone d’andata hai realizzato 7 gol e 12 assist: sei soddisfatto?
Avrei potuto
 fare qualche gol in più ma non guardo le gioie personali, sono venuto qua per un obiettivo che ha in testa tutta la squadra, ovvero quello di riportare il Cesena tra i professionisti. Penso comunque di aver fatto un buon girone d’andata, è il primo anno che faccio così tanti assist e spero di continuare su questa strada“.

Veniamo alle note leggermente più dolenti. A Cesena troppo spesso si è innamorati esclusivamente di sergenti di ferro e combattenti, con il risultato di storcere il naso nei confronti di giocatori più estrosi. Cosa ne pensi? In campo si ha il sentore di ciò?
In campo mi accorgo di questa cosa e leggo anche che la gente si lamenta che tengo troppo la palla. Quando tengo palla è perché stiamo vincendo e voglio perdere tempo; in altre situazioni invece provo a mandare il compagno in porta, non cerco mai la giocata fine a se stessa. Quando poi sto bene in un gruppo vado in campo per divertirmi, mi piace provare la giocata. A Cesena un combattente è forse visto meglio, una scivolata è maggiormente applaudita di una giocata, comunque mi prendo le critiche e continuo a prenderle, l’importante è arrivare primi a fine anno. Anche Angelini, inconcepibilmente, viene criticato per questo, ma è il suo tipo di carattere, a me trasmette tanto anche se non urla. Non giudico un allenatore perché non urla in panchina, per me una persona se parla tranquillamente riesce ad essere maggiormente ficcante. Ho intuito che qualcuno vuole destabilizzarci e vuol trovare il pelo nell’uovo, ma non ci riuscirà nessuno. Nemmeno quando siamo stati a meno sette abbiamo avuto delle frizioni tra di noi, pensiamo a lavorare al meglio in tutti gli allenamenti, arriviamo al campo un’ora prima e andiamo via due ore dopo il termine della seduta, questo per far capire quanto abbiamo legato all’interno dello spogliatoio“.

Tra pochi giorni inizierà il girone di ritorno. Come dovrà affrontarlo il Cesena?
Dal 6 gennaio dovremo stare attenti, adesso viene il bello: ogni anno abbiamo visto che il ritorno è tutto un altro campionato. Adesso che siamo primi ci aspetteranno col coltello tra i denti, dobbiamo cercare di fare punti in ogni partita. Non dobbiamo pensare che il Matelica abbia mollato, l’ultimo campionato l’ha perso lo scorso anno all’ultima giornata. Fino a quando la matematica non ci dirà che abbiamo vinto il girone continueremo a lavorare: abbiamo recuperato diversi punti in poche partite, non dobbiamo permettere che succeda lo stesso ai nostri danni“.

Passando un attimo alla questione social, come trovi le Cesena Stories?
Le Cesena Stories sono una novità, abbiamo la possibilità di rivivere la settimana ridendo e scherzando, è una cosa che sembra piacere. Siamo gli stessi sia in caso di sconfitta che in caso di vittoria, anche quando abbiamo affrontato dei momenti difficili non ci siamo mai sottratti perché sarebbe stata una grossa mancanza di rispetto nei confronti di chi mette il cuore in queste iniziative“.

Per concludere, che regalo vorresti fare in previsione del 2019?
Prima di tutto conquistare la promozione, poi rimanere a Cesena anche per la prossima stagione nella speranza di centrare il doppio salto di categoria“.

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About Nicholas Brasini

Nicholas Brasini, tifoso sfegatato dei bianconeri, studia Ingegneria e Scienze Informatiche a Cesena e nel tempo libero collabora con il “Corriere Romagna”, seguendo gli allenamenti a Villa Silvia del Cavalluccio. Folgorato da quella maglia a partire dal 2007, anno della retrocessione in Serie C, avrebbe potuto dedicarsi ad altro, ma ha continuato a credere in questi colori ed oggi si gode il suo Cesena dagli spalti della Curva Mare.

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2 Comments on “Parola al “diez” Danilo Alessandro: “In campo vado per divertirmi, siamo soddisfatti ma la strada è ancora lunga””

  1. La bellezza di parlare con un ragazzo che non abbia paura di dire quello che pensa..prima o poi tutto viene fuori 🙂

  2. “Ho intuito che qualcuno vuole destabilizzarci, ma non ci riuscirà nessuno”
    fischieranno le orecchie a tutto pado.. a no l hanno esonerato, un altra volta…
    Bravo Alessandro, fate un contratto a vita a questo ragazzo.
    i destabilizzatori invece sarebbe ora di esonerarli.

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