Non bastano 700 cuori bianconeri per evitare la sconfitta a Pesaro

Tifosi in Vis Pesaro-Cesena
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SOLO PER TE – Il Cesena inaugura il decennio con una sconfitta, cedendo 1-0 sul campo della Vis Pesaro davanti ai 700 tifosi bianconeri giunti nelle Marche

Il 2019 del Cesena si era concluso lo scorso 15 dicembre in quel di Vicenza, con l’importante vittoria contro l’Arzignano, in quanto lo sciopero del quale avevo accennato nel mio precedente articolo (vedi Contro l’Arzignano, tifosi bianconeri padroni dello stadio) è stato in seguito confermato e così il match contro il Carpi (prima giornata di ritorno) previsto per il 21 dicembre è stato spostato al 22 gennaio. In questo modo il nuovo anno si apre con il viaggio a Pesaro, una trasferta vicina ma pressoché inedita per tutti, considerando che i precedenti risalivano agli anni ’60. Trovo posto in macchina assieme ad un gruppo di amici con il quale era qualche tempo che non condividevo trasferte, in quanto i miei fedeli compagni di avventura in quest’occasione non sono presenti.  Partiamo sulle 15.30 e arriviamo nella città marchigiana in meno di un’ora, parcheggiamo nei pressi dello stadio e prima di avvicinarci all’ingresso mangiamo qualcosa e scambiamo qualche chiacchiera con altri tifosi bianconeri.

Una volta dentro all’impianto veniamo divisi tra settore ospiti (uno spicchio di tribuna laterale) e tribuna locale, dove sono stati concessi ulteriori 150 biglietti dopo che gli iniziali 500 erano stati polverizzati in poche ore di prevendita. In totale quindi arriviamo a circa 700 unità (includendo gli accrediti societari) e offriamo un bel colpo d’occhio. Gli attimi che precedono il calcio d’inizio sono accompagnati dalle canzoni “Romagna Capitale” (con annessa sciarpata) e “Gol gol gol Cesena”, mentre gli ultras di casa, in gradinata di fronte a noi, fanno una coreografia per i 40 anni di storia del proprio gruppo.  Il Tonino Benelli di Pesaro è uno stadio abbastanza piccolo, senza curve e dove negli ultimi anni sono state apportate modifiche come la quasi totale eliminazione del velodromo (è rimasto il rettilineo nello spazio tra la tribuna e le panchine e un pezzo di curva che è stato verniciato con i colori locali) e la costruzione di una gradinata in metallo per accogliere i tifosi di casa, posizionata a ridosso del campo, davanti alla vecchia gradinata in cemento, evidentemente non più agibile.

I primi minuti della partita sono giocati a ritmi non troppo elevati da entrambe le squadre, che, come previsto, risentono della lunga sosta imposta da sciopero e festività. La prima occasione per i bianconeri è al quarto d’ora e subito ci troviamo la porta sbarrata dal loro portiere, ultimo acquisto del mercato di riparazione; dopodiché, a metà frazione, sulla solita amnesia difensiva, un nostro difensore commette fallo nell’area piccola e l’arbitro fischia, giustamente, rigore. Lo stesso attaccante che se l’è procurato lo realizza e la Vis Pesaro passa così in vantaggio. La nostra reazione non è irresistibile e andiamo vicini al pareggio solo in chiusura di frazione, ma anche in questo caso il loro portiere si oppone alla grande e perciò il primo tempo si conclude con i biancorossi in vantaggio. La ripresa è condotta ancora peggio da parte dei nostri, in quanto si gioca costantemente nella metà campo avversaria, ma si palesano i soliti limiti nel concludere l’azione, facendo troppi passaggi in orizzontale che non portano a nulla. Così facendo aumenta la rabbia in campo (ammonizioni per calciatori e allenatore) e la delusione sugli spalti, con i tifosi del cavalluccio che si aspettavano ben altra prestazione e invece devono ingoiare il primo boccone amaro del 2020, già alla prima uscita. Al termine dell’incontro i bianconeri, accompagnati dal mister, provano ad avvicinarsi al nostro settore, ma vengono respinti a suon di fischi e abbandonano il campo a testa bassa, mentre i calciatori della Vis esultano assieme ai propri tifosi. Il deflusso dallo stadio è immediato e, piuttosto amareggiati, facciamo rientro a casa nella prima serata.

Anno nuovo, Cesena vecchio quindi. Non è ammissibile perdere una partita come questa, per lunghi tratti dominata sul piano della supremazia territoriale e nella quale la Vis Pesaro ha fatto due tiri in porta, il primo sul rigore da noi regalato e il secondo in contropiede ormai a tempo scaduto. Non abbiamo dato continuità alla convincente prestazione offerta contro l’Arzignano e continuiamo a commettere i soliti errori di disattenzione, che, uniti alla sterilità offensiva, non ci consentono di raccogliere frutti.
Rimane l’amarezza di aver di fatto regalato sei punti tra andata e ritorno ad una squadra largamente alla nostra portata e la consapevolezza, partita dopo partita, che sarà un campionato anonimo da metà classifica, anche se rischiare di essere risucchiati nella zona retrocessione non è difficile offrendo prestazioni del genere.

Di seguito il meglio e il peggio della trasferta:

Il meglio: il viaggio in macchina con il gruppo di amici, con risate a crepapelle ricordando aneddoti di viaggi al seguito della nostra squadra negli anni passati. Mi sono davvero divertito e almeno nel ritorno non abbiamo pensato troppo alla partita che avevamo appena visto.
Il peggio: il bar del settore ospiti dello stadio di Pesaro; praticamente una cambusa interrata, dalla quale uscivano cibo e bevande attraverso una minuscola finestrella posta a pochi centrimetri d’altezza dal suolo e per il ritiro delle quali bisognava di fatto accovacciarsi. Come se non bastasse una birra costava 5€, roba da pazzi!

Sperando di dimenticare in fretta questa sconfitta, ci prepariamo al prossimo doppio impegno casalinga, contro la Virtus Verona sabato e contro il Carpi mercoledì prossimo. Dopodiché ci aspetta la trasferta a Trieste domenica 26, la più lunga del girone in termini strada da percorrere; speriamo di doverla affrontare con alle spalle qualche buon risultato e qualche acquisto sul calciomercato, per rimpolpare una rosa che ha visto partire due elementi finiti ai margini e che certamente non rimpiangeremo da queste parti. Noi tifosi ci saremo, faremo i chilometri e supereremo gli ostacoli, ma ci aspettiamo qualcosa in più dagli undici in campo! Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

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