Nessun miracolo, contro la Sampdoria il Cesena perde ancora

Sampdoria-Cesena (3)
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BIANCONERO VINTAGE – Contro la Sampdoria, la prima esperienza in panchina del nuovo tecnico dei bianconeri Rosati ha avuto un epilogo amaro

Domenica 21 novembre 1976 si gioca la 6^ giornata del campionato di Serie A 1976/77. Dopo il pareggio nel derby emiliano-romagnolo contro il Bologna, il Cesena affida la panchina al nuovo allenatore Tom Rosati, che deve preparare la squadra per affrontare la difficile trasferta a Marassi contro la Sampdoria. Due sergenti per una vittoria: questo titolo annuncia la partita! Il nuovo mister, Tom Rosati, ed il grande ex, Eugenio Bersellini, cercano punti tranquillità: la partita di Genova si presenta difficile per entrambe le compagini. Il Presidente Dino Manuzzi, con la consueta chiarezza, si è rivolto a Rosati, davanti alla squadra, facendogli capire che ha carta bianca e può fare quello che vuole e se e vede che qualcuno non fila dritto e non esegue i suoi ordini, ha il diritto di cacciarlo a casa…

Giampiero Ceccarelli e Marcello Lippi

Le formazioni

Sulla panchina dei doriani siede l’ex Eugenio Bersellini che naviga in acque poco tranquille ed ha la sua squadra priva di elementi importanti: mancano l’ex Orlandi e l’ex interista Bedin, ma è presente l’altro ex Savoldi II, che ama giocare dando spettacolo come fosse un artista  al circo! Il mister dovrà andare all’assalto per conservare il suo posto e sarà costretto a mettere sulla difensiva la sua vecchia squadra. Questa la formazione della Sampdoria scelta per l’incontro: Cacciatori, Arnuzzo, Ferroni, Callioni, Zecchini, Lippi, Tuttino, Bresciani, Savoldi II, Saltutti. A disposizione Di Vincenzo, Re e De Giorgis, che entrerà al 72′ al posto di Saltutti.

Il nuovo mister dei romagnoli Tom Rosati avverte l’importanza dell’incontro, conta i presenti ed annuncia la coppia d’attacco Bonci-Mariani, una novità assoluta. A Ceccarelli affida il compito di fermare la spinta del forte Valente e senza la genialità di Frustalupi affida un ruolo importante al giovane Valentini. Rosati, ora come ora (e non gli si può dare torto), vuole risultato, poi il gioco. I sostenitori dei bianconeri si aspettano il risultato, non solo per la classifica, ma anche perché gli incontri futuri non si presentano come i più facili: Juventus in casa e  Napoli al San Paolo. Il Cesena entra in campo al Marassi con questa formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Beatrice, 4 Bittolo, 5 Oddi, 6 Cera, 7 Vernacchia, 8 Valentini, 9 Bonci, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione: 12 Bardin, 13 De Ponti, che entrerà al 70′ al posto di Vernacchia e 14 Lombardo.

La partita

Giornata caratterizzata da un forte vento di tramontana che investe il campo in senso longitudinale. Il terreno è comunque in buone condizioni. Arbitra il sig. Bergamo di Livorno. Le squadre scendono in campo con le seguenti divise: la Sampdoria in maglia blu, cerchiata a righe orizzontali in ordine di colore bianco, rosso, nero e bianco, abbinata a pantaloncini bianchi; il Cesena con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri.

Il primo tempo è condizionato dal forte vento che purtroppo è a sfavore del Cesena. Pochi gli episodi da raccontare. Al 14’ il primo gol della Sampdoria: lancio dal piede vellutato di Savoldi II, un passaggio lungo preciso per Saltutti, che crossa in area bianconera; la palla, influenzata dal forte vento, cambia traettoria ed Oddi a stento riesce a colpirla; risulta una respinta di testa molto corta, che diventa un assist per l’accorrente Valente che al volo di sinistro tira in porta; col vento, il tiro diventa una cannonata ed anche un tiro imparabile per Boranga. Al 33’il secondo gol scaturisce da un mancato contrasto di Valentini poco oltre la metà campo con Callioni, che lo salta rapidamente in progressione e si trova a tu per tu con il portiere bianconero: Boranga accenna l’uscita e Callioni lo supera con un diagonale rasoterra di sinistro con la palla nuovamente in fondo al sacco! Sampdoria 2-0 Cesena . Il Cesena tenta la reazione, ma assomiglia a quello delle prime partite di campionato, incapace di esprimersi ad un livello appena decente, imballato nella manovra con gli attaccanti spuntati in fase offensiva. Tuttavia, al 43’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo,  Bonci segna in mischia il gol che ha dimezza l’iniziale vantaggio dei blucerchiati, con una staffilata di sinistro in diagonale da pochi metri. Si val riposo con il Cesena in svantaggio, ma rinfrancato dal gol.

Nella ripresa però, il Cesena soffre il vantaggio del vento che aveva in qualche modo aiutato la Sampdoria nel primo tempo. Si cerca la manovra avvolgente e si gioca solo nella metà campo della Sampdoria, però non si contano i passaggi sbagliati ed i tiri che finiscono lontani dallo specchio della porta. Bonci segna anche il gol del pareggio, ma l’arbitro Bergamo ben appostato si accorge del tocco di mano dello stesso attaccante ed inesorabilmente annulla. Mariani si divora un gol già fatto e nel dopo partita dichiara che  al momento della conclusione il vento gli ha spostato la palla di quel tanto da non poterla piazzare come sua intenzione. Insomma, si sperava nel miracolo, ma il miracolo non c’è stato! Il Cesena ha perso giocando male, molto male. Il Cesena ed è sempre più solo in fondo alla classifica con appena due punti, a pari merito con il Genoa.

Il commento

Alla fine della partita, la battuta di mister Rosati: “Dobbiamo fare un bel bagno di umiltà! Quando non si possono più gustare le aragoste, bisogna mangiare le canocchie!”. Il duo Ferrario-Neri aveva offerto elementi positivi ed aveva fatto sperare nel rilancio ed in effetti qualcosa era cambiato nella squadra: il buon pareggio conquistato a San Siro contro l’Inter e quello casalingo con il Bologna avevano fatto pensare che il gioco si era ritrovato, anche se i meccanismi non erano ancora perfetti. Con Tom Rosati, almeno per quello che si è visto oggi, la situazione è tornata indietro almeno di un mese. Certo, non si poteva pretendere che la squadra  fosse al punto giusto nel breve giro di una settimana, il tecnico deve conoscere i giocatori, capire le loro caratteristiche, cercare di imporre il gioco che ha in mente, ma è altrettanto giusto specificare che, nello spazio di 7 giorni la squadra non può aver dimenticato quel poco di buono che aveva fatto vedere con Ferrario e Neri.

Il presidente Dino Manuzzi è visibilmente amareggiato e dichiara: “Risultato bugiardo! Quest’anno non ci dice bene! Piena fiducia all’operato del nuovo allenatore Tom Rosati. Non abbiamo disputato un bel primo tempo, potevamo fermare la Sampdoria a metà campo e non siamo stati capaci di farlo. Certo, anche il vento ha avuto la sua importanza sulle reti subite, ma abbiamo preso due gol da due evitabili. Nel secondo tempo, rinfrancati della rete di Bonci, siamo venuti fuori ed abbiamo chiuso gli uomini di Bersellini nella loro area: avremmo potuto segnare almeno quattro volte, ma non siamo stati capaci di essere risolutivi. Eccoci qui a piangere sul latte versato”. Per la prossima partita aggiunge: “Non sarà facile domenica per Trapattoni vincere a Cesena! Se sulla carta partiamo battuti, l’ultima parola spetta al campo. In campo ci saremo anche noi!”.

Dino Manuzzi e Tom Rosati

Andrea Santi, scrittore e blogger, nonché “memoria storica” di Cesena Mio, continua ad emozionarci con il racconto della stagione bianconera 1976/77. Chi si fosse perso i precedenti racconti, visiti la sezione Bianconero Vintage.

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