Ciao Peter e ciao Pan, non volevamo trattenervi…

Saluto a Peter Pan Rodriguez
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LO SPUNTO – Alejandro “Peter Pan” Rodriguez ha salutato il Cesena per approdare al Chievo. Di seguito il saluto personale del Divano di Cesena Mio

Ho molti e significativi difetti, ma non quello di essere ipocrita. Con la partenza di “Peter Pan” Rodriguez si è chiuso un piccolo capitolo della piccola grande storia del Cesena, non fosse altro per gli anni trascorsi insieme, fra esaltazione e depressioni. Non scomoderò dunque argomenti triti come il prezzemolo e non scriverò “sono sempre i migliori che se ne vanno” oppure “ci manchi già da morire” e nemmeno “lascia un vuoto incolmabile“, semplicemente perchè non lo penso. Non mi associo però nemmeno al coro greco di quanti vedevano in lui non già l’eterno ragazzo, ma l’eterno vagabondo, perchè non penso neanche questo.

Oddio, proprio uno che si ammazza di fatica il nostro Alejandro non lo è mai stato, ma secondo me ha fatto sempre tutto quello che si sentiva di fare e, a modo suo, ha dato il massimo per il Cesena. Non so chi è Alejandro Rodriguez, se è uno spietato opportunista dell’area di rigore (ed effettivamente la sua media gol è stata sempre molto alta) o quello che quando la palla non entra, esce dal gioco. Come tutti gli attaccanti del mondo Peter si mangia i suoi bei gol ed altrettanti li inventa. Non so quali siano le sue potenzialità, ma francamente penso che non lo sappia neanche lui.

Ritengo che la nuova chance in serie A gli serva proprio a questo: a capire fin dove può arrivare e a definire i propri limiti. Nella rubrica scherzosa del Divano mi è capitato più volte nel mirino, ma non quanto avrei potuto. Non l’ho voluto perchè sarebbe diventato un inutile e stupido accanimento che non meritava. Mi piace ricordarlo con i suoi gol e i suoi dopo-gol, con quell’arroganza sfacciata che gli abbiamo perdonato volentieri ogni volta che ci ha fatto gioire con i suoi gol. E voglio rispondere alla sua gentile battuta “Volevo andare via da Cesena” riportata dai media, con altrettanta sincerità “Ok, ma personalmente non avevo nessuna intenzione di trattenerti”. Mi piace concludere con un augurio, sincero come il resto. Caro Alejandro, ti auguro di “sfondare” finalmente in serie A e di trovarti un giorno a sghignazzare ripensando a quel deficiente di Cesena che ti prendeva bonariamente in giro.

Di cuore, in bocca al lupo e grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato.


Immagine tratta dal sito radiobruno.it

5 Comments on “Ciao Peter e ciao Pan, non volevamo trattenervi…”

  1. finalmente ci siamo liberati. una piazza ( anche e forse soprattutto perché istigata dai suoi mediocrissimi giornalisti) che ama rodriguez e odia ciano si commenta da sola. va bene prediligere l impegno piuttosto che il talento, ma addidittura preferire la svogliatezza pur di odiare il talento fa veramente pena.

  2. Mah…il segno lo ha lasciato eccome. L ‘unico vero attaccante che abbiamo avuto negli ultimi anni. Micidiale…senza i suoi goal ,pesantissimi e tantissimi se rapportati a quanto ha giocato, (vorrei vedere quanti ne avrebbe segnati Ciano a parità di minuti giocati) non saremo probabilmente andati in serie a, e avremo avuto molte piu difficolta a salvarci quest’anno.
    A me mancherà, (tanto almeno quanto invece non mi mancherà Ciano)

  3. Uno dei tanti che non ha lasciato alcun segno. Mi chiedo come faccia a giocare sempre in A o in B. Nettamente sopravvalutato

  4. Il suo impegno è lineare. Ma quella iinea è al di sotto della sufficienza per i campionati che ha affrontato. Lo vedrei bene come imbianchino o come guardia giurata. Forse come portiere fancazzista d’albergo. E questo solo perchè il moschettiere alla Dartagnan o la spalla casinista di Robin Hood non li può di certo fare. Lui è convinto di poter fare il calciatore. Proprio nel mondo dei sogni si trova. Spero non si svegli mai, ma ho già dei brutti presentimenti sul suo futuro, quando il calcio per ragioni oggettive o anagrafiche lo vorrà espellere. Auguri Alejandro, torna a farci sorridere di quando in quando, noi rideremo di te e non con te.

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