Ciao Cesena, arrivederci ad aprile (speriamo…)

Analisi pagelle Cesena-Padova
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CRONACHE DEL SETTORE “O” – L’emergenza sanitaria a livello nazionale sta costringendo i cittadini a rimanere in casa: cosa pensano i tifosi del Cesena?

Probabilmente non ci siamo resi conto subito della gravità della situazione, come un dito in un occhio ci è arrivata addosso questa specie di peste del XXI secolo (vedi anche Il Coronavirus, un grandissimo “rompicoglioni”). Certo, è esagerato dire peste, era esagerato però anche quando qualche settimana fa imprecavamo per i primi rinvii di partite, i primi ricoveri, le prime raccomandazioni. Ma come, noi che andiamo allo stadio quando ci pare, che gli altri a casa… E noi l’aperitivo, noi a ballare e chissachì in quarantena, noi che se ci va ogni tanto ci permettiamo un bel viaggetto ai Caraibi o prendiamo la macchina e andiamo dove ci pare a vedere una mostra ci dicono di stare a casa? Noo, e vogliamo parlare di chi ci dà dell’untore? Dell’”untore” a chi? Untore sarà lei che è cinese! Mia figlia mi dice che qualche settimana fa di ritorno in treno a Cesena da Bologna c’era un ragazzo dai chiari tratti somatici asiatici e che fa la gente? Si sposta, lo isola, lo ghettizza finché lui, preso il telefono fa: “A ma’, tranquila, so’ sur treno” con un chiaro accento romanesco e tutti a tirare un sospiro di sollievo.

Abbiamo sorriso a questo ma ci siamo incazzati quando da qualche parte hanno detto: “Milanese no grazie, italiano non venire in vacanza da noi“. Così, all’improvviso come se fossimo tutti veramente degli appestati. Ah ma stanno esagerando, muoiono solo alcuni che sono già con un piede nella fossa…! Cioè, visto che non è che capita tutti i giorni, non è che siamo preparati ma secondo voi l’O.M.S. si schiera a fianco dei governi e mette in quarantena navi da crociera con 5000 persone, paesi interi e città con più di 10 milioni di persone che urlano dalle finestre perché non possono uscire? Secondo voi un governo, seppur naturalmente “governo ladro di default chiude scuole, università, teatri, concorsi, convegni, fa sprofondare in una crisi economica una nazione solo per una specie di influenza?

No, non è così. Diceva un prete di Ruffio: “Fratelli, morirete tutti e forse forse anch’io“. Ecco ognuno di noi è come il prete di Ruffio che a patire, a morire sono sempre gli altri. Allora amici, dopo questo mio vaneggiare dal settore “O” ho capito una cosa: che il virus è un gran bastardo e non si ferma, l’unico modo per batterlo è la difesa, come facevano gli antichi principi medievali che si chiudevano nel castello con le cantine stracolme di Sangiovese, il granaio strapieno di cereali che la piadina non mancherà e alcuni baghini grassi nella porcilaia pronti al sacrificio e voi virulenti stranieri non entrerete e quando vi sarete indeboliti e sarete mezzi morti di fame e di sete ve ne tornerete nel letamaio da cui siete venuti. Così anche noi dopo un grande sacrificio usciremo belli grassi e svolazzeremo come prima allo stadio a soffrire per il Cesena, al bar a fare l’aperitivo e andremo a Marina questa estate a giocare a maraffone al bagno 187 come sempre, come prima, più di prima.


Immagine tratta dal sito www.padovagoal.it

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