Cesena, vogliamo continuare a sognare !

Trasferta Siena-Cesena
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TIFOSI – Il trittico di sfide che vedeva il Cesena opposto a squadre toscane si concludeva con la trasferta a Siena, l’ultima del campionato

Si ritornava dunque nella città del palio a distanza di ben otto anni: il Cesena quella sera perse 1-0 con un gol da trenta metri e stava attraversando il peggior momento di quella stagione che però si concluse con la magica notte di Latina (2013/14). Ancora peggio andò tre anni prima, quando la squadra allenata da Marco Giampaolo uscì sconfitta da Siena per 2-0 in quell’avvio da film horror del campionato di Serie A (2010/11). Quel 23 ottobre 2011 è tristemente ricordato come il giorno in cui Marco Simoncelli perse tragicamente la vita durante una gara di Moto GP ed i miei ricordi sono ancora piuttosto vividi, poicHè ricordo bene che ero sul pullman in direzione Toscana quando iniziarono a circolare le prime notizie di quel terribile incidente.

La sfida di questo campionato quindi, per me e molti altri dei 334 in partenza dalla Romagna, era la prima contro il Siena a disputarsi in Serie C. Anche in questo caso, viaggio col pulmino da nove posti che parte da Cesena alle 12,30. La partita è in programma alle 17,30 ed il motivo della nostra partenza anticipata è dovuto alla sosta culinaria che faremo a Rigomagno, un borgo medioevale a meno di 50 chilometri da Siena, dove gusteremo un panino con la porchetta, come avevamo fatto in occasione del viaggio a Grosseto dello scorso ottobre.

Durante il viaggio d’andata, tra i componenti del pulmino si avverte l’importanza della partita alla quale andremo ad assistere, fondamentale per mantenere la terza piazza in classifica e di conseguenza affrontare i playoff con qualche vantaggio in più. Verso le 14,30 arriviamo davanti al bar dove vediamo già alcuni tifosi in viaggio da Cesena seduti ai tavoli e come loro ordiniamo panini con la porchetta e vino casereccio, sostando circa un’ora, durante la quale si uniscono a noi altri bianconeri, a dimostrazione del fatto che il locale è piuttosto conosciuto e rinomato. Con la pancia piena riprendiamo la marcia verso la nostra destinazione vera e propria, dove arriviamo quando mancano ormai meno di 60 minuti al fischio d’inizio: c’è parecchia confusione in quella che è una delle città italiane più belle e quindi meta di turisti provenienti da ogni dove, ai quali si sono aggiunti diversi tifosi del Cavalluccio che hanno approfittato della coincidenza per trascorrere qui una giornata o l’intero weekend.

Dopo aver parcheggiato ed aver superato agevolmente i controlli di rito entriamo nello stadio intitolato ad Artemio Franchi, il noto dirigente sportivo, costruito nei primi anni ‘20 ed inaugurato sul finire degli anni ‘30, con una capienza complessiva di 15.000 posti, frutto delle diverse tribune in metallo prefabbricato aggiunte durante gli anni d’oro del Siena in Serie A (vedi Siena: stato di forma, aneddoti e curiosità). L’impianto si trova nella conca naturale denominata “del rastrello”, ai piedi di alcuni dei più importanti palazzi della città, in un contesto storico e panoramico che pochi altri impianti italiani vantano, ma lo stadio di per sé è uno dei peggiori che abbia visitato in tutti questi anni, considerando appunto la fattezza delle tribune che lo compongono e lo stato di degrado generale. Per arrivare al settore ospiti occorre scendere qualche rampa di scale, dopodiché si può scegliere da quale delle tre tribune assistere al match: due sono più grandi e alte, mentre una è più piccola, tutte comunque sono in metallo e con seggiolini (la maggior parte dei quali vecchi e scoloriti) di colore verde.

Prima dell’inizio della partita mi intrattengo a parlare con un amico che non vedevo da tempo, dopodiché mi posiziono sui primi gradini della tribuna centrale tra le tre a noi riservate, ovvero quella dove prende posto la maggioranza dei presenti. Quando manca ormai una decina di minuti al fischio d’inizio, viene celebrato un calciatore della squadra locale alla sua ultima gara in carriera, mentre arrivano anche i nostri ultras che in fretta e furia incominciano ad organizzare una piccola ma significativa coreografia. Nel momento in cui le squadre entrano in campo, infatti, viene esposto uno striscione che recita “Auguri Magico Cesena” e sopra di esso viene srotolato un telone bianco abbastanza grande con disegnato lo scudetto col Cavalluccio, il tutto per celebrare il compleanno del Cesena ricorso due giorni prima.

Dall’altro canto, la curva di casa è pressoché sguarnita, con appena qualche centinaio di persone presenti, ma sprovvisti di bandiere e striscioni (ce ne sono solo un paio appesi e fanno riferimento a club, non ad ultras), i quali di tanto in tanto intonano qualche coro, che si fa fatica ad udire da dove siamo noi. È inoltre presente una tribunetta vicino alla curva dove fa bella mostra uno striscione con su scritto “Fedelissimi”, ma anche qui i presenti sono pochi, mentre la tribuna coperta è discretamente piena e dagli imponenti palazzi (tra cui l’hotel migliore della città) che guardano sul terreno di gioco, qualcuno si gusta gratuitamente la partita.

Una partita abbastanza noiosa, senza grandi sussulti e nella quale si registrano un paio di conclusioni finite alte sopra la porta, una per parte, prima che i padroni di casa vadano vicino al gol quando il pallone deviato da un nostro calciatore si stampa sulla traversa. Pericolo scampato e i primi 45 minuti terminano col risultato ad occhiali, un risultato che al Cesena andrebbe bene, considerando quello che sta combinando il Pescara, unica rimasta a contenderci il terzo posto. Nel secondo tempo, la traversa, o meglio la parte superiore di questa, la coglie anche il Cesena, dopodiché non accade più nulla fino al termine dei quattro minuti di recupero, quando abbiamo l’occasione per segnare il gol vittoria, ma il portiere del Siena compie un bell’intervento che fissa il risultato finale sullo 0-0.

Siena si conferma un campo piuttosto ostico per il Cavalluccio, con l’unica vittoria in 14 precedenti (compreso questo) risalente agli anni ‘60. Ma questa volta poco importa, le notizie che arrivano da Pescara sono positive per il Cesena, che riesce a chiudere il campionato al terzo posto dietro le corazzate Modena e Reggiana. Nel settore ospiti dell’Artemio Franchi si festeggia sulle note di Romagna Mia, cantata con annessa sciarpata fin dagli ultimi minuti di gioco e successivamente con l’ormai noto coro “lolololololo” in botta e risposta tra tifosi e calciatori, alcuni dei quali omaggiano i presenti con maglie e pantaloncini: una maglia riesco ad accaparrarmela anch’io e per me la trasferta può dirsi perfetta!

Dopo pochi minuti dal termine della partita usciamo dallo stadio, poi il tempo di scattare qualche foto al panorama della bella città che ci ha ospitato per quale ora e l’omaggio, nonché ringraziamento, al nostro personale autista, che per l’intero campionato ci ha scarrozzato in ogni dove giocasse il Cesena ed è già tempo di ripartire alla volta di casa. Gli argomenti di discussione durante il viaggio di ritorno sono un mix tra tentativi di comprendere il funzionamento della lotteria dei playoff, che la nostra squadra andrà ad affrontare e la meta della prossima trasferta, con Catanzaro in cima alle preferenze, anche se in realtà per poter eventualmente incontrare i giallorossi il Cesena dovrà almeno superare gli ottavi di finale.

Poco dopo le 22 siamo a casa, felici dopo una giornata che ha visto la nostra squadra concludere nella posizione di classifica che ha occupato per larga parte della stagione e che quindi ha meritato, ma altresì consapevoli che per giocarsi le proprie carte nei playoff serviranno tutt’altre prestazioni rispetto a quelle offerte ultimamente, specie fuori dalle mura amiche.

Il meglio e il peggio della trasferta a Siena

  • Il meglio: ancora una volta i tifosi del Cavalluccio, che hanno seguito e incitato per tutti i novanta minuti i propri beniamini, con ciliegina sulla torta la coreografia iniziale per festeggiare gli 82 anni di storia della squadra più importante della Romagna.
  • Il peggio: il comportamento degli steward, che durante la partita hanno intimidito chi occupava le due tribune laterali, sostenendo che sarebbero stati perseguibili di diffida in quanto non era consentito stare lì, quando non c’era alcuna segnalazione che lo vietasse… mah!

Bene, il campionato si è concluso, alzi la mano chi a settembre si aspettava di concluderlo al terzo posto; basta questo per capire che i tifosi sono soddisfatti dell’operato di mister e squadra, tuttavia l’idea di alcuni è quella che si sarebbe anche potuto fare di più, perché al giro di boa eravamo davvero vicino alle prime due e si potevano azzardare sogni ancora più grandi. Poi, per diverse ragioni, nel girone di ritorno abbiamo lasciato diversi punti per strada, ma abbiamo comunque mantenuto con le unghie e con i denti questo benedetto terzo posto. Ora ci aspetta un altro campionato, dove se non altro abbiamo il vantaggio rispetto ad altre squadre di non aver nulla da perdere. Il calcio spesso è imprevedibile, così come lo è la nostra squadra e sognare non costa nulla, almeno per noi tifosi, che siamo vogliosi di vedere come se la caveranno i bianconeri in partite dove la posta in palio sarà altissima e non saranno più ammessi passi falsi.

Ora ci aspettano due settimane di pausa, durante le quali conosceremo il nostro prossimo avversario e ricaricheremo le pile anche noi tifosi in vista del rush finale, che ci auspichiamo sia il più lungo possibile e si concluda a metà giugno. Nel frattempo continuiamo a sognare: io, ad esempio, ho sognato che andavamo ad Avellino, ma non ricordo per quale turno dei playoff e con quale risultato…. Forza Cesena! Dove sarai io sarò!

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