Happy new Year, burdél ! (Ultime eresie del 2021)

Copresidenti Cesena
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ERESIE BIANCONERE – Quasi in contemporanea con la fine dell’anno, i tifosi del Cesena hanno appena vissuto la fine di un epoca

Approfittando del fatto che il campionato è fermo e che il calciomercato non è ancora iniziato, credo che questo sia il momento migliore per fermarsi un attimo e provare ad analizzare lo storico cambio di proprietà, che ha visto per la prima volta il Cesena finire in mani non romagnole (vedi Comincia l’era americana).

Fra i tifosi bianconeri sto riscontrando in questi giorni gli umori più disparati, ho parlato con tifosi che danno per scontato un nuovo fallimento prossimo venturo, con tifosi che al contrario si preparano a tornare in Europa, con altri tifosi che si collocano in varie posizioni fra questi due estremi. Il calcio, d’altronde, soprattutto nell’ultimo decennio, ci ha abituato a storie di ogni tipo, a volte positive, ma molto spesso negative. Da tempo, faccendieri ed altri improbabili personaggi si aggirano come avvoltoi nel mondo del calcio nell’intento di accaparrarsi la carcassa di qualche club. E’ dunque lecito e doveroso per i tifosi essere diffidenti e vigili. Tuttavia, essendo il cambio appena avvenuto, non abbiamo a disposizione nessun elemento concreto per giudicare la strada che il Cesena sta prendendo.

Abbiamo solo impressioni e le mie sono positive: al momento ritengo infatti che non vi siamo elementi concreti per fasciarci la testa, cosa che molti invece stanno già facendo. I due nuovi co-presidenti statunitensi Lewis e Aiello si sono presentati nel modo migliore possibile, sono entrati in punta di piedi, senza fare proclami roboanti quanto inutili e senza millantare milioni e milioni pronti ad essere investiti. Hanno invece parlato di un percorso graduale, con l’autosufficienza da raggiungere come primo obbiettivo e con utili reinvestiti man mano nella squadra. Utili che dovrebbero arrivare da una gestione che strizza l’occhio ai modelli di business sportivo perseguiti oltreoceano. Nessuna formula magica dunque, ma nemmeno nessuna illusione che questo modello di business possa funzionare come da programma se applicato in Europa. Ma almeno il progetto è chiaro. E’ stato anche chiarito che lo scopo non è quello di rivendere la società (come era stato scritto nei giorni precedenti al closing) e che i due co-presidenti non vedono nel calcio un modo per arricchirsi.

Ricordo che molti fra quelli che oggi sono scettici vedevano in Patrignani un eroe ed un presidente modello e lo stesso ex presidente ha più volte ribadito di voler lasciare il Cesena in buone mani e di voler continuare a prendere il caffè in centro. Alla luce di ciò, personalmente ritengo che il condottiero uscente (in realtà tutti i soci) meriti un po’ più di fiducia per quello che riguarda la capacità di selezionare i suoi successori. Devo anche dire che il gesto che in assoluto ho piu apprezzato da parte dei nuovi soci è stato quello di comprare il 60% delle quote, costruendo però un CdA al 60% romagnolo. Una scelta non da tutti, un gesto coerente con le parole di continuità pronunciate in conferenza. Frasi come “il vostro progetto, non il nostro” o come “questa collaborazione che facciamo insieme” le ho molto apprezzate. Un progetto di crescita graduale, ma costante, è quello che serve nel calcio: l’impressione è che lo abbiamo trovato. E questo è il mio augurio, non solo per il 2022, ma per i prossimi decenni a tutti i tifosi del Cesena.

Happy new Year, burdél !


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

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