Il Cesena gioca da big e travolge il Verona

Cesena-Verona
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BIANCONERO VINTAGE – Il Cesena è inarrestabile e alla Fiorita batte nettamente  il Verona per 3-0, consolidando il 4° posto in classifica

Domenica 21 dicembre 1975 si gioca la 10^ giornata del campionato di Serie A. Dopo l’impresa in trasferta a Cagliari, il Cesena deve affrontare il Verona di Mister Ferruccio Valcareggi. Una partita che si presenta complicata, ma che i bianconeri vogliono vincere a tutti i costi.

Le formazioni

La squadra veneta naviga in fondo alla classifica con soli 7 punti all’attivo: in panchina ha però un mister di esperienza internazionale come Ferruccio Valcareggi ex CT della Nazionale Campione d’Europa 1968 e Vice Campione del Mondo 1970. Il suo Verona è una squadra con elementi di talento e di esperienza che prima o poi ingranerà la marcia giusta ed uscirà dalla zona retrocessione: il portiere Ginulfi, il centrocampista Mascetti  e due importanti punte come Luppi e Zigoni. Con l’intento di guadagnare almeno un punto, i gialloblù si presentano alla Fiorita con questa formazione: Ginulfi, Bachlechner, Sirena, Nanni I, Catellani, Maddè, Franzot, Mascetti, Luppi, Busatta, Zigoni; a disposizione Porrino, Guidolin e Moro, che entrerà al 46′ in sostituzione di Sirena.

Il Cesena non ha bisogno di presentazioni: buon gioco, forza fisica e geometrie da grande squadra. Non vengono nascoste le ambizioni e mister Pippo Marchioro vuole la vittoria. Lo spogliatoio è compatto e si registra il ritorno di Festa, mentre mancano ancora Bertarelli, che verrà sostituito da Urban, e Ceccarelli non al meglio e precauzionalmente a riposo, rimpiazzato da Zuccheri. Accompagnati da cori di entusiasmo e da tanti applausi, i bianconeri entrano sul terreno di gioco con questa formazione: 1 Boranga, 2 Zuccheri, 3 Oddi, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Urban, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione 12 Bardin che entrerà al 69′ in sostituzione di Boranga, 13 Ceccarelli e 14 Petrini S..

La partita

Cielo sereno, temperatura invernale, terreno in buone condizioni. Arbitra il sig. Mascia di Milano. Le squadre entrano in campo con queste divise: il Verona in maglia blu con bordi gialli e calzoncini bianchi, il Cesena in maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri.

Al 13’ il Cesena è già in vantaggio. Dopo un batti e ribatti, l’arbitro sanziona con il rigore il fallo di mano commesso da un difensore scaligero per interrompere l’azione di Festa, lanciato in area da Frustalupi in maniera magistrale. Lo stesso registra bianconero è come al solito implacabile dal dischetto e non perdona Ginulfi, comunque molto reattivo e sulla traettoria del tiro: per Frustalupi si tratta del quarto rigore realizzato su quattro calciati in questo campionato. Incassato il colpo, il Verona perde sicurezza e va in affanno, con i bianconeri che sbucano da tutte le parti: in campo c’è solo una squadra, quella con la casacca bianca.

Già al 21’ potrebbe arrivare il secondo gol, ma un’eccezionale prodezza del portiere Ginulfi dice di no a Mariani, il quale aveva calciato a botta sicura un siluro diretto all’angolo alto della porta. Ma il gol è nell’aria e dopo pochi minuti, al 28’,  arriva il raddoppio. Dalla tre quarti destra Frustalupi, sempre lui, alza la testa e pennella un cross per la testa di Urban che, pur essendo più basso del difensore Catellani, con un guizzo lo anticipa: la sfera si infila, con Ginulfi sorpreso dalla rapidità dell’azione e preso in controtempo. Lo stadio esplode di entusiasmo, il Cesena è super ed il Verona alle corde.

Valcareggi corre ai ripari ed inizia la ripresa con una sostituzione tattica: fuori il difensore Sirena per il centrocampista Moro con l’intento di recuperare lo svantaggio. In effetti, i gialloblù riescono ad abbassare il raggio offensivo del Cesena, che così arretra davanti alla sua difesa. Oddi commette ingenuamente un fallo appena fuori dall’area e sulla conseguente punizione parte un bolide del difensore Catellani: con un ottimo intervento, Boranga respinmge a pugni chiusi. Il Verona insiste, ma non trova il varco giusto anche grazie al muro difensivo cesenate ed alla prestazione eccellente di Danova e Oddi. E come spesso succede nel calcio, quando sembrava il momento giusto per gli scaligeri, ecco il colpo del ko del Cesena, che al 64′ sigla la terza rete! Azione da cineteca: scambio veloce a centrocampo tra Bittolo e Rognoni, palla lunga sulla fascia destra per la sgroppata di Festa che al momento giusto crossa in area un pallone a mezza altezza con il trova Zuccheri smarcato dalla parte opposta del campo, botta al volo di piatto e nulla da fare per il portiere 3-0. E’ l’apoteosi!

Tre minuti dopo, da segnalare al 23’ un altro grande salvataggio di Boranga sul tentativo del 10 veronese Busatta: purtroppo, nell’occasione il portiere romagnolo si infortuna e deve lasciare il posto a Bardin. La partita è però chiusa e non dice più nulla, con la vittoria bianconera in cassaforte.

Il commento

Indubbiamnete, il rigore ha influito pesantemente sull’andamento della partita, ma per come hanno giocato, pare evidente che i romagnoli avrebbero comunque vinto , visto che il Verona si è dimostrato molto inferiore. Questo stato di grazia deil Cesena non è più un momento magico, ma uno standard abituale: 5 reti segnate in 2 partite sono un bottino davvero insolito per gli avanti bianconeri, abituati a strappare punti con una rete inventata alla meno peggio. Ma ora la superiorità espressa giustifica in pieno i 13 punti in 10 partite ed il quarto posto in classifica è eloquente della condizione ed anche delle possibilità di un squadra che può avere anche margini di miglioramento.

Negli spogliatoi del Cesena c’è molta euforia ed è proprio il Presidente Dino Manuzzi, a fare capire le intenzioni della società bianconera. Ai microfoni dichiara: “con questa partita chiudiamo un anno storico per il Cesena, il 1975! Per il mio e nostro Cesena è stato un anno eccezionale! La salvezza conquistata a maggio ci ha permesso di allargare ulteriormente l’orizzonte della nostra azione ed ora ci sentiamo in grado di aspirare al centro classifica, cancellando una volta per tutte quei patemi d’animo che hanno accompagnato il noviziato bianconero nella massima serie. La squadra sotto la nuova guida di mister Marchioro è andata maturando e nei suoi componenti si è fatta strada una mentalità più idonea alla Serie A. Dopo questi brillanti risultati speriamo di regalare ai nostri tifosi la zona UEFA, mirando alla conquista del sesto posto. Viva il Cesena!”.


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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