(Anche) questa volta il Cesena ci ha tradito

Cesena-Monopoli
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CRONACHE DEL SETTORE O – Questo è il sentimento che tutto lo stadio e tutti quelli che hanno seguito la partita hanno provato: tradimento

Amici del Settore O, tifosi del Cesena, siamo all’epilogo dopo un grande campionato. E’ vero, con alti e bassi, ma che era terminato con un terzo posto in classifica ed una partita d’andata in quel di Monopoli a dir poco promettente. Poi però, abbiamo assistito ad un ritorno amarissimo. La nostra squadra, che abbiamo supportato per tutti questi mesi e che ci ha dato anche tante soddisfazioni, questa volta ci ha tradito.

Eravamo in tanti sugli spalti del Dino Manuzzi per questa partita di ritorno degli ottavi di finale, nel Settore O vestito a festa si pregustava già il passaggio ai quarti, sebbene consci del valore delle altre contendenti, perché, come abbiamo sostenuto in tante occasioni, bisogna crederci sempre! Ma qualcuno ha interpretato male le nostre speranze, ha allestito una formazione imbottita di difensori che arrivava sempre in ritardo sulle palle basse, sempre in apnea sui palloni alti, sempre troppo morbidi nei contrasti, mentre gli avversari in maglia verde sembravano assatanati (vedi esena 0-3 Monopoli, le pagelle di Cesena Mio).

Gli errori ci stanno, come incolpare San Nardone per una cappella che dai dai capita, se vuoi cominciare l’azione dal basso, ma perché insistere con questo tipo di costruzione quando non hai chi è capace di far partire l’azione e dopo due/tre tocchi la lanci in campo aperto con la sola prospettiva di vedere se Bomberlussi rimarrà in piedi o stramazzerà al suolo? Tanto valeva rilanciare da subito. O imprecare contro Gonnelli che colpisce malamente verso la sua porta come una strana storia di harakiri. Non sono questi gli errori di cui siamo dispiaciuti, ma di quelli di formazione, di impostazione, di carattere, di dare tutto sul campo e gettare il cuore oltre l’ostacolo.

I nostri avversari, a fine partita, non si reggevano più in piedi dai crampi, segno eloquente che erano andati oltre le loro possibilità: i nostri avevano ancora in corpo l’adrenalina per un’uscita in riviera in qualche locale. Il pubblico di Cesena merita rispetto, puoi essere uno scarpone, ma in campo devi dare tutto, devi uscire stremato e devi essere costretto a dire a fine partita “il mio avversario è più forte”. E invece? Invece, il nostro allenatore ha allestito la difesa come se avesse voluto mettere un bus davanti alla porta, un centrocampo mizzo e inconcludente e un attacco senza palle e l’unico che ultimamente aveva dimostrato di averne, è uscito anzitempo…

Signor Viali, ora possiamo parlare, lei non ha capito granché di questa terra. Noi, da buoni romagnoli, l’abbiamo sostenuta e lasciata lavorare, ma ora ci permettiamo di dirle che è vero che nessuno credeva al terzo posto, ma sicuramente se avesse accolto chi si era proposto (che peraltro così bene aveva fatto lo scorso anno) e non avesse ascoltato quei “senatori”, come li chiama lei, che devono giocare per forza mentre giovani promettenti sono rimasti in panchina o addirittura in tribuna, quando imvece era chiaro a tutti che avrebbero dato più loro di quelli, allora abbiamo finito di parlare. Probabilmente la squadra non era da terzo posto, ma di più, perché in alcune occasioni lo ha anche dimostrato.

Ora, anche noi del Settore O, increduli e tristi, voltiamo pagina, grazie dei bei momenti e tanti auguri. Ci aspettiamo una nuova era per il Cesena: non ci interessa necessariamente un allenatore che picchia i pugni sulla panchina, che va a cena con i tifosi e fa fioretti per raggiungere gli obiettivi, ma uno che abbia  capacità, personalità, che faccia giocare chi merita ed campo dà tutto, che abbia idee e le metta in pratica.

Buona estate senza calcio, buona estate senza covid e buona estate con il Cavalluccio nel cuore.


Immagine tratta dal sito www.monopolicalcio.it

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