Cesena nella storia: centrata la qualificazione UEFA!

Torino 1-0 Cesena-Pulici
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BIANCONERO VINTAGE – Cesena e Torino pareggiano e scrivono una pagina di storia del calcio: Cesena va in UEFA, Torino campione dopo 27 anni

Domenica 16 maggio 1976 si gioca la 30^ ed ultima giornata del campionato di Serie A, la quindicesima del girone di ritorno. Dopo la convincente vittoria contro il Como, il Cesena deve affrontare il Torino in trasferta al Comunale. Questa partita è importantissima e le tifoserie la aspettano come un appuntamento con la storia del calcio! Il Torino, guidato da mister Gigi Radice, deve fare punti per vincere lo scudetto, atteso da 27 lunghi anni, mentre il Cesena, guidato per l’ultima volta da Pippo Marchioro, non deve perdere se vuole ancora raggiungere la qualificazione UEFA. Il Presidente Dino Manuzzi, prima di partire per Torino afferma: “Sarà una grande partita!”.

Le formazioni

Mister Gigi Radice è il grande ex. Con lui, il Cesena è arrivato in Serie A e se vincerà lo scudetto sa che i romagnoli gli avranno dato una grossa mano, togliendo preziosi punti in classifica alla Juventus, oggi di scena in quel di Perugia con un punto in meno in classifica. Radice ha trasformato questa squadra: pressing a tutto campo, gioco a zona e potrebbe raggiungere il record di vittorie in casa, battendo il Cesena sarebbero 15 su 15. Nessun calcolo, nessuna pretattica, il Toro deve solo vincere! Questa la formazione: Castellini, Santin, Salvadori, Patrizio Sala, Mozzini, Caporale, Claudio Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici. A disposizione: Cazzaniga, Garritano, Gorin F.

Dopo l’ultima in casa, mister Pippo Marchioro non intende cambiare quanto di buono visto alla Fiorita. Recupera Zuccheri, che comunque partirà dalla panchina, mentre rientra dalla squalifica Rognoni. Così l’olandese viene inserito all’ala destra, con Bittolo dietro alle punte Bertarelli ed Urban. Una formazione che rimarrà nel cuore e nella storia del calcio romagnolo, anche se per alcuni elementi, come Festa, Danova, Zuccheri, si parla di ultima partita in bianconero. In una vera festa granata, il Cesena, entra al Comunale senza timori e a testa alta, con questa formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4, Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Rognoni, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Bittolo, 11 Urban. A disposizione: 12 Bardin, 13 Zuccheri e 14 S. Petrini.

La partita

Giornata calda con terreno in ottime condizioni. Arbitra il Sig. Casarin di Milano. Le squadre scendono in campo con le seguenti divise: il Torino in completo, maglia e pantaloncini, granata; il Cesena con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri. Lo Stadio Comunale è una bolgia di colori granata ed i tifosi romagnoli allo stadio sono sovrastati dall’incitamento di circa 70.000 tifosi che aspettano il grande riscatto, fin dalla tragedia di Superga.

La cronaca della partita è ricca di episodi. Appena l’arbitro fischia l’inizio, il Torino spinge il Cesena nella sua metà campo. Fioccano le occasioni. Al 22’ Zaccarelli effettua una sciabolata di sinistro a fil di palo; tiro al volo in acrobazia di Pulici alla mezz’ora, annullato da una prodezza di Boranga; al 33’ lo stesso Boranga si ripete su una nuova conclusione di Pulici con palla a terra e tiro molto forte, ma centrale. Passano 3 minuti ed è Graziani ad avere l’occasione migliore: libero in area tira a botta sicura, ma non prende bene la mira e la palla finisce alta sopra la traversa. Il Cesena però non molla, controlla a centrocampo e cerca di colpire il Torino un poco scoperto in difesa a causa delle esigenze della partita ed anche delle caratteristiche della squadra. Si intuisce che il reparto più debole dei granata è proprio la difesa, che denuncia alcune incertezze individuali, seppur senza conseguenze anche per il limitato peso dell’attacco cesenate. Così, finisce il primo tempo in parità 0-0.

Nella ripresa, tre lampi. Il primo al 55’, mentre la partita viveva un momento di stanca: all’improvviso, lo stadio esplode in un enorme boato. I calciatori sono sorpresi ed increduli e guardano le panchine: il Perugia è passato in vantaggio sulla Juventus con un gol di Curi ed il Torino, in quel momento sarebbe Campione d’Italia! La notizia galvanizza i granata, che però non trovano varchi nelle maglie della difesa romagnola. Dopo 6 minuti un altro lampo ed il Toro passa in vantaggio con un gol capolavoro di Pulici: Graziani, spostato sulla sinistra dell’area bianconera, riceve un ottimo suggerimento di Pecci spostato sulla destra; inizialmente il buon Graziani pasticcia un poco e non riesce a stoppare la palla che gli sfila verso il fallo laterale sinistro, poi la raggiunge, la controlla sotto gli occhi di Oddi che attende lo scatto del centravanti granata, invece Graziani la scodella al centro dell’area con una traettoria a mezza altezza; i primi ad avventarsi sulla palla sono la coppia Danova e Pulici con il difensore sembra avere la meglio visto che è in vantaggio, ma Pulici si inventa una cosa straordinaria e si lancia in tuffo superando il difensore; la palla va ad infilarsi nell’angolino alla destra di Boranga che non può arrivarci. Torino 1-0 Cesena.

In quel momento di confusione, alcuni giocatori del Cesena sono come impietriti e tutti guardano Danova, che non sa spiegare come abbia fatto Pulici ad anticiparlo. I tifosi del Toro stanno materializzando sempre di più il loro sogno scudetto ed incitano i granata a spingere per chiudere la partita, ma i calciatori sono nervosi, poco lucidi, forse anche intontiti dell’aiuto che arriva Perugia. E cosi come spesso succede nel calcio, arriva 10 minuti dopo il terzo lampo: il pareggio del Cesena. Al minuto 71’ Mozzini, difensore centrale granata, nel tentativo di alleggerire verso il portiere Castellini, sugli sviluppi di in un innocuo lancio in area di Frustalupi, colpisce di testa la palla che prende in contropiede il portiere in uscita e la palla finisce dentro al sacco! Lo stadio per alcuni secondi è ammutolito ed il silenzio di delusione viene interrotto solo dal gridio di soddisfazione dei tifosi romagnoli presenti.

La partita cambia completamente: il Torino ha paura di perdere ed il Cesena ha paura di vincere. Chi poteva osare di più era infatti proprio il Cesena, molto ben impostato: Bittolo copriva e teneva a distanza un Claudio Sala non al meglio della condizione, reduce da un infortunio nella precedente partita; Ceccarelli controllava egregiamente Zaccarelli; Oddi bloccava ogni mossa di Graziani; Danova, gol subito a parte, annullava Pulici; Festa nella zona di Patrizio Sala e Frustalupi che controllava Pecci. Quindi un Torino timoroso ed un Cesena poco convinto hanno fatto sembrare gli ultimi 20 minuti dell’incontro interminabili fino al triplice fischio finale, al che tutti aspostano l’orecchio dalla radiolina: la Juventus ha perso a Perugia ed il Torino è per la settima volta è Campione d’Italia.

Il commento

Il pasticcio combinato da Mozzini e Castellini ha reso vibrante fino alla fine questo campionato. La classifica finale recita: 1° Torino, Campione d’Italia, punti 45; 2° Juventus, punti 43; 3° Milan, 38; 4° Inter, 37; 5° Napoli, 36; 6° Cesena e Bologna, 32 punti. La sentenza del campionato è stata una volta di più sincera, indicando una squadra, il Torino, che ha sempre avuto fede nel miracolo; per il Cesena invece la soddisfazione del dovere compiuto oggi e di quel probabile premio europeo come sigillo di una stagione esaltante.

Perché probabile premio? Questa è la storia dopo quest’ultima partita. L’accesso alla Coppa UEFA spettava dal 2° al 5° classificato, quindi il Cesena, peraltro a pari merito con il Bologna, arrivando 6° era inizialmente escluso. Ma il Napoli, 5° classificato, vinse poi la Coppa Italia e fu dirottato a partecipare alla Coppa delle Coppe, liberando un posto in UEFA. E per destino, o perché era già scritto nella storia, fu proprio ripescato il Cesena, a dispetto del Bologna, avendo una migliore differenza reti. Questa è la storia dell’incredibile traguardo raggiunto da quel Cesena, che ancora oggi rimane come il miglior risultato di sempre della squadra bianconera.


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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