Il Milan si impone contro un Cesena senz’anima

Milan-Cesena (2)
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BIANCONERO VINTAGE –  A San Siro, il Milan ha la meglio su un Cesena forse distratto dalla vicenda Marchioro, che ora fa infuriare i tifosi

Domenica 2 maggio 1976, si gioca la 28^ giornata del campionato di Serie A, la tredicesima del girone di ritorno. Dopo la pesante sconfitta al Comunale contro la Fiorentina, per il Cesena un’altra trasferta difficile, visto che deve affrontare il Milan. La curiosità di questa partita è garantita: tutti vogliono vedere il comportamento di mister Marchioro, il cui passaggio sulla panchina del Milan sembra cosa fatta, nonostante  le smentite ufficiali.

Le formazioni

Mister Giovanni Trapattoni ha una squadra in crescita e con questa partita punta al terzo posto in classifica. Purtroppo però, lamenta molte assenze e alcuni giocatori in condizioni non ottimali. Ma questa situazione non deve illudere il Cesena, perché il Milan ha una rosa molto ampia e ricca di campioni e  sicuramente vuole vendicare la sconfitta subita nel girone di andata in terra di Romagna. In più, ha Rivera e due punte come Calloni e Chiarugi che non sprecano certo occasioni. Il “Trap” fa scendere in campo questa formazione: Albertosi, Zignoli, Maldera, Anquilletti, Bet, Biasiolo, Bergamaschi, Benetti, Calloni, Rivera, Chiarugi. A disposizione: Tancredi, Villa, De Nadai che entrerà al 77′ al posto di Calloni.

Mister Pippo Marchioro ha finalmente a disposizione la formazione titolare con la sola mancanza della punta Mariani: il ballottaggio per sostituirlo è fra Urban e De Ponti. Marchioro sa bene che il Cesena da diverse domeniche, diciamo dal giorno in cui creò le premesse per la grande crisi juventina, ha deluso fin troppo spesso. La formazione rimane dunque top secret fino all’annuncio degli altoparlanti di San Siro. Questa la formazione dei bianconeri: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4, Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Urban. A disposizione: 12 Bardin, che entrerà al 86′ al posto di Boranga, 13 Valentini 14 S. Petrini.

Il portiere bianconero Boranga

La partita

Pomeriggio caldo con terreno in ottime condizioni. Arbitra il Sig. Schena di Foggia. Le squadre scendono in campo con le seguenti divise: il Milan con maglia a righe verticali sottili di colore rosse e nere, abbinata a pantaloncini neri; il Cesena con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri.

La cronaca della partita si può riassumere indicando che il Milan ha avuto Rivera in cabina di regia che di tanto in tanto inventava pericoli autentici ai danni del solito bravissimo Boranga, mentre dall’altra parte c’era un Cesena senza anima, che non è mai riuscito seriamente a creareare occasioni da gol. Il Milan invece ci ha provato in diverse circostanze, in particolare al 17’, quando Boranga si è superato deviando in corner la prodezza di Calloni, smarcato dal passaggio antologico di Rivera. Al 35’ il Milan spezza la parità. Un passaggio di elevata fattura e classe del solito Rivera raggiunge Biasiolo, posizionato fra il dischetto del rigore e l’area piccola, il quale, anche se non è un abile uomo gol, fa secco Boranga con un tiro in corsa. Milan 1-0 Cesena. Poi, nient’altro da segnalare fino al riposo.

Milan 1-0 Cesena: Biasiolo
Milan 1-0 Cesena: Biasiolo

Al 54′ Maldera e Rognoni vengono espulsi per reciproche scorrettezze e chi ne risente maggiormente è indubbiamente il Cesena. La partita scorre via senza tante emozioni, almeno fino al 80’, quando in un’azione di alleggerimento della pressione, De Nadai, subentrato 2 minuti prima a Calloni, percorre 40 metri palla al piede senza essere contrastato ed entra così in area bianconera: davanti alla porta spalancata spara deciso verso la rete con Boranga che, inspiegabilmente sorpreso, si tuffa in ritardo e si lascia sfuggire la palla che poi insegue vanamente mentre rotola lentamente in rete.

Milan 2-0 Cesena: De Nadai
Milan 2-0 Cesena: De Nadai

Il Cesena tenta una pallida reazione, rimediando al 83’ soltanto il gol della bandiera dopo alcune occasioni banalmente sciupate. Il tiro è di Festa, ribattuto in qualche modo dalla retroguardia milanista; la palla arriva così fra i piedi di Urban, che tira prontamente e non fallisce il bersaglio. Accorciate le distanze, alla squadra di Marchioro manca però l’anima.

Milan 2-1 Cesena: Urban
Milan 2-1 Cesena: Urban

A San Siro si vista una squadra strana, senza grinta: un Cesena sceso in campo solo per addormentare il gioco e non per proporre il proprio, come ci aveva fatto vedere in altri momenti. Le note positive: il solito Ceccarelli, combattente gagliardo; l’eccellente Rognoni, che però ha macchiato la sua prestazione con l’espulsione; l’indistruttibile Cera e l’instancabile Festa autentiche colonne portanti. Tutto questo però non è stato sufficiente per raggiungere il pareggio e così, il triplice fischio finale ha sancito un’altra amara sconfitta.

Ceccarelli contrasta Calloni

Il commento

Chi è mancato all’appuntamento è stato mister Marchioro, che ha scelto di evadere dalla provincia e la sua squadra non è più la stessa… Per definire questa faccenda, basta un solo episodio per dare l’idea di che aria si respira nello spogliatoio bianconero: il comportamento anomalo di Rognoni, espulso per scorrettezze. Questo disfattismo dimostra mancanza di equilibrio agonistico. E quando in un’orchestra stona il solista, figuriamoci gli altri… I sostenitori ed i tifosi romagnoli indicano Marchioro come il colpevole di questa vicenda. La trattativa con la dirigenza bianconera è stata infatti condotta in maniera poco diplomatica e poco lineare. Il mister, intendiamoci, ha le sue buone ragioni per volere un posto al sole, ma non ha capito una cosa semplicissima, ovvero che quel posto lo avrebbe avuto ugualmente, senza bisogno di creare attorno al suo personaggio un alone di mistero. Pertanto, il mister si è comportato ingenuamente, più che colpevolmente. L’idea di andare in un grande club l’ha avuta già da tempo e nel silenzio ha giocato a rimescolare le carte. Alla fine della partita, con poca diplomazia, dichiara: “A Cesena resto volentieri, ma voglio tanto. E non mi muovo da questa cifra!”. Se solo avesse detto, invece, “A Cesena sono stato benissimo, la Romagna è favolosa e la squadra bianconera è splendida, ma io desidero emigrare per le mie ambizioni di carriera” avrebbe fatto un discorso più schietto e forse avrebbe eliminato difficoltà inutili ad una squadra in un finale di campionato così importante.


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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