Un Cesena senza anima e grinta fa 0-0 con la Lazio

Cesena-Lazio
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BIANCONERO VINTAGE –  Deludente pari contro la Lazio in casa: decimato dalle assenze, il Cesena si impegna ma non segna e la UEFA si allontana

Domenica 18 aprile 1976 si gioca la 26^ giornata del campionato di Serie A, l’undicesima del girone di ritorno. Dopo il pareggio in trasferta contro il Verona, alla Fiorita arriva la Lazio di Chinaglia: i sostenitori bianconeri si aspettano una prova di carattere dall’undici di Marchioro, ma ancora una volta il mister deve fare i conti con gli assenti.

Le formazioni

Tommaso Maestrelli ha in mano una squadra che non riesce ad assomigliare, neppure se per poco, alla squadra che due stagioni prima era diventata Campione d’Italia. Nella rosa a disposizione ci sono anche i due grandi ex, Ammoniaci e Brignani, che forse rimpiangono di essere approdati alla Lazio, visto i grandi progressi che ha fatto il Cesena: prima della partita, i dirigenti della Lazio hanno consegnato degli assegni per regolarizzare con il Cesena la vendita-scambio dei due calciatori. Ovviamente, questo fatto ha fatto sì che sia stata aperta un’inchiesta sportiva per il comportamento delle due società. Se poi si aggiunge che la Lazio è in piena lotta retrocessione, ci si mette un baleno a pensare male… Comunque, questa è la formazione dei biancocelesti: Pulici, Ammoniaci, Martini, Wilson, Polentes, Badiani, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, D’amico, Lopez. A disposizione: Moriggi, Brignani, Giordano.

Mister Pippo Marchioro deve fare i conti con tante assenze: Ceccarelli, Zaniboni, Festa, Bertarelli e Mariani. Per una squadra come il Cesena, tutte queste assenze complicano i piani e le tattiche necessarie per questo incontro importantissimo. Così Marchioro senza indecisione rimescola le carte e chiede ai suoi il massimo dell’impegno possibile. Incitatissimi, i bianconeri scendono in campo con questa formazione inedita: 1 Boranga, 2 Zuccheri, 3 Oddi, 4, Bittolo, 5 Danova, 6 Cera, 7 Rognoni, 8 Frustalupi, 9 De Ponti, 10 Valentini, 11 Urban. A disposizione: 12 Bardin, 13 S. Petrini che entrerà al 68’ al posto di Zuccheri, 14 Fanesi

Cesena-Lazio

La partita

Pomeriggio di sole con il terreno in buone condizioni. Arbitra il Sig. Barbaresco di Cormons. Le squadre scendono in campo con le seguenti divise: il Cesena con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri; la Lazio con maglia celeste, abbinata a pantaloncini blu. La cronaca della partita è molto povera e scarsa di episodi.

Al 3’ parte bene la Lazio con Garlaschelli, che si libera sulla destra, evita l’intervento di Oddi e scodella un bel pallone in area dove saltano Danova e Chinaglia: ne esce solo una carambola e la palla va lentamente verso le braccia di Boranga. Buone occasioni per il Cesena, verso la mezz’ora. Scambio Bittolo-De Ponti: il mediano, appena al limite del cerchio dell’area di rigore, lascia partire un bel tiro che l’estremo difensore Pulici devia coi pugni in angolo. Subito dopo, sempre Cesena in avanti, questa volta con Urban contrastato da Ammoniaci: l’attaccante riceve palla sulla destra, prende il tempo al marcatore e lascia partire un bel diagonale dal basso vero l’alto, ma ancora una volta Pulici si distende e con la punta delle dita riesce a deviare la sfera sopra la traversa  in calcio d’angolo. Si va negli spogliatoi con tanti fischi.

Nella ripresa il copione non cambia, il Cesena attacca e la Lazio cerca di contenere, nella speranza di sfruttare l’occasione in contropiede. La partita non è piacevole e si gioca solo a centrocampo, poi negli ultimi quindici minuti, la partita si infiamma grazie al Cesena. Al 80’ da un calcio d’angolo battuto da Bittolo, la palla arriva in area dove saltano di testa De Ponti ed il difensore Polentes: la palla si impenna nuovamente e saltano di testa Rognoni e Wilson con carambola al limite dell’area, dove si trova appostato Zuccheri che non ci pensa su e di prima intenzione, in mezza girata, effettua un diagonale velenoso sul quale Pulici, attentissimo, si distende sulla destra e respinge. Al 85’, calcio di punizione sul lato sinistro dell’attacco bianconero, sulla palla si trovano Rognoni e Frustalupi che batte di prima intenzione; la traettoria della palla scavalca la barriera è ed nuovamente Pulici il protagonista con un colpo di reni da campione che gli consente di togliere la palla dal sette. Non finisce qui, perché il Cesena ci crede e vede la Lazio alla sbarra. Petrini lancia De Ponti che appena entrato in area si scontra con Polentes e cade a terra invocando il rigore, ma l’arbitro Barbaresco lo invita a rialzarsi. Ultimi spiccioli di partita. Da una mischia in area biancoceleste nasce un’occasione da gol: la palla schizza rasoterra davanti a Danova che allunga il passo e tira non molto coordinato sul primo palo, ma Pulici ben appostato gli dice no! La partita finisce dopo questo ultimo arrembaggio: 0-0 ed ennesimo pareggio…

Il commento

Il presidente biancoceleste Lentini ha detto che la partita è stata bella, mentre Maestrelli, più cauto, ha dichiarato che  la Lazio si sta riprendendo, ma che comunque le poche occasioni le ha costruite il Cesena a metà del primo tempo e negli ultimi minuti. Per i tifosi romagnoli non è stata una gran bella Pasqua… Si aspettavano di più e di meglio, almeno dei gol. Senza trovare, come si è detto, la via del gol, mancando quindi l’obiettivo del successo, i bianconeri hanno gettato al vento una buona occasione per dare corpo alle speranze di qualificazione per il torneo UEFA. I tifosi dopo aver assistito ad una partita senza anima, povera di gioco e priva di spettacolo, hanno fatto sentire il loro disappunto con urla infuriate. Alla Fiorita, a questo Cesena, si chiede di più! A dire il vero, comunque ci ha provato, ha avuto i suoi spunti vivaci, ma contro una Lazio che ha badato soprattutto a non perdere, sono state determinanti le assenze di Bertarelli e Ceccarelli.

A volte si cercano scuse per mitigare la grande amarezza, ma in questo momento, purtroppo quello che è mancato non sono tanto gli uomini, quanto il reparto d’attacco. In questo senso, è stata la peggior prestazione: gli attaccanti si sono dimostrati deconcentrati, confusionari e senza grinta. Voltiamo pagina in fretta, nella speranza che la prossima sia a tinte bianconere!


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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