Abbiamo vinto, ma le sensazioni non sono positive (Eresie ep. 3)

Lucchese-Cesena
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ERESIE BIANCONERE – Il Cesena non convince, ma vince a Lucca e mette così in cascina tre punti, in attesa di prestazioni più convincenti

La squadra di mister Viali, ad inizio secondo tempo, ribalta il risultato contro una Lucchese non proprio irresistibile e conquista la prima vittoria del campionato. L’allenatore bianconero ha dimostrato lo scorso anno di saper far crescere le sue squadre e si è guadagnato sul campo un importante credito di fiducia: il tempo dei giudizi veri e propri è quindi ancora lontano a venire (anche perché non si conosce ancora la fisionomia finale della rosa), ma prima dei giudizi vengono le sensazioni e queste non sono positive. In primis, perplessità riguardo il dover ricominciare da capo con un nuovo modulo ed infattti il Cesena non sembra affatto una squadra al secondo anno con lo stesso allenatore.

Sia chiaro, tutti gli allenatori sminuiscono l’importanza dei moduli e parlano di princìpi di gioco, resta però il fatto che ad oggi non si vede nemmeno l’ombra di meccanismi che lo scorso anno erano (almeno a tratti) quasi perfetti. La continuità di lavoro è sempre stata l’arma segreta delle squadre che coltivano ambizioni pur senza avere grandi risorse ed il Cesena, sotto questa prospettiva, pare essersi auto-disarmato. Ed in Serie C una squadra come il Cesena le ambizioni le deve coltivare! Questo non significa necessariamente fare un mercato sontuoso e partire con i favori del pronostico, ma avere almeno una squadra in grado di raggiungere i playoff in posizione privilegiata e poi di giocarli con una ragionevole speranza di poterli vincere e non solo parteciparvi, è il minimo che questa piazza merita.

Lo scorso anno, dopo gennaio, il Cesena era esattamente questo: una squadra che (se non si fosse messo di mezzo il covid) avrebbe potuto ottenere una buona posizione nella griglia playoff e sicuramente se la sarebbe giocata con tutti, senza nessun timore reverenziale. Quest’anno, invece, possiamo dire la stessa cosa? Al momento, la risposta pare essere negativa, sia perché la rosa pare indebolita a centrocampo ed in attacco, sia perché Viali dovrebbe riuscire a ripetere la crescita esponenziale dello scorso anno e su questo ho fiducia, ma non posso certo darlo per scontato.

Ho parlato di indebolimento a centrocampo ed in attacco perché, a mio avviso, abbiamo perso alcune delle caratteristiche fondamentali di una buona squadra. A centrocampo non abbiamo più registi: Petermann e Di Gennaro sono partiti per la Puglia (Foggia e Bari rispettivamente), Brambilla pare parecchio acerbo, Rigoni non è certo il giocatore in grado di dare geometrie alla squadra. Certo, se il Cesena gioca con il centrocampo a due, allora il problema in teoria non si pone, ma in pratica gli errori tecnici si sprecano e comunque avere un po’ più di qualità aiuterebbe. Se però a Viali venisse in mente di tornare alle vecchie abitudini (centrocampo a tre), non avrebbe alcun regista in rosa. In attacco invece è arrivato Pierini e qui il discorso è un po’ diverso, perché l’ex Modena potrebbe addirittura rivelarsi più forte di Russini e dunque potrebbe sembrare azzardato parlare di indebolimento. Tuttavia, il punto non è solo la forza o l’efficacia del giocatore, ma è proprio un discorso di caratteristiche, che in questo caso paiono perse: la domanda è “Pierini è un giocatore in grado di seminare il panico nelle difese come faceva Russini?”. La risposta, ovviamente, la darà il campo, ma se fosse negativa ci saremmo effettivamente indeboliti, anche se Pierini andasse in doppia cifra, ma comunque come squadra e come soluzioni saremmo più deboli.

Queste le mie sensazioni, anzi, le mie eresie (bianconere), in attesa di capire qualcosa in più sugli svincolati in arrivo (arriveranno?).


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

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