Cesena sempre peggio: alla Fiorita passa il Verona

Cesena-Verona
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BIANCONERO VINTAGE – Sempre più drammatica la situazione del Cesena, battuto in casa dal Verona: romagnoli ko al 87’ con gol di Luppi

Domenica 12 dicembre 1976 si gioca la 9^ giornata del campionato di Serie A 1976/77. Dopo tre sconfitte consecutive, l’ultima contro il Napoli, il Cesena deve affrontare una “finale salvezza” in casa contro il Verona.  Al Cesena, al Presidente ed a tutti gli sportivi non resta che aggrapparsi alla speranza, che diventa un invito a non demordere: un’eventuale vittoria varrebbe doppio! Il Presidente Manuzzi, prima dell’incontro, dichiara: “Non bisogna mai mollare! Squadre date per spacciate, si sono salvate!”.

Le formazioni

Il mister del Verona, Ferruccio Valcareggi, ha una squadra equilibrata in tutti i reparti. L’ex CT della Nazionale sa che può contare su un attacco composto da Luppi ed il pericoloso Zigoni, sempre pronti a creare pericoli. Questa la formazione del Verona: Superchi, Logozzo, Bachlechner, Busatta, Giubertoni, Negrisolo, Franzot, Maschetti, Luppi, Maddè, Zigoni. A disposizione Porrino, Petrini C. e Sirena.

Il mister dei romagnoli, Tom Rosati, sa di giocarsi una finale. Il suo ruolino di marcia è sconcertante: tre partite, tre sconfitte. Il litigio con Mariani non è del tutto risolto e l’attaccante, nessun gol al suo attivo, sicuramente partirà dalla panchina. La situazione infortunati non aiuta e Rosati deve inventarsi soluzioni nuove. Il Cesena entra in campo alla Fiorita con questa formazione: 1 Boranga, 2 Lombardo, 3 Bittolo, 4 Beatrice, 5 Oddi, 6 Cera, 7 Vernaccia, 8 Frustalupi, 9 De Ponti, 10 Rognoni, 11 Bonci. A disposizione: 12 Martini, 13 Mariani che entrerà al 64′ al posto di Vernaccia e 14 Benedetti.

La partita

Giornata di sole, temperatura quasi primaverile, terreno in buone condizioni. Arbitra il sig. Ciulli di Roma. Le squadre scendono in campo con le seguenti divise: il Cesena con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri; il Verona in maglia blu con bordi gialli, abbinata a pantaloncini bianchi.

La partita assume fin dall’inizio la fisionomia prevista: Cesena all’attacco e Verona in giudiziosa attesa, con difesa ad oltranza. Il gioco del Cesena è abbastanza sciolto, anche se intelligentemente contenuto dei veneti, convinti di portare a casa un pareggio. Sono coperti, ma non troppo. Mascetti viene spesso fuori dalla sua metà campo e porta in avanti buoni palloni a Zigoni, che li lavora molto e tiene la palla per fare trascorrere il tempo, ma quando ha l’occasione risulta sempre pericoloso. Non gli è di grande aiuto il compagno d’attacco Luppi, che Oddi tiene bene, tanto che lo stesso difensore romagnolo abbandona spesso le sua posizione per spingersi in avanti: porta su tanti palloni, ma là davanti c’è il deserto. Rosati schiera Bittolo terzino ed a prima vista la mossa sembra da fantascienza, ma bastano poche battute per capire che è invece azzeccata. Infatti, il bianconero staziona  a centrocampo, in marcatura sul centrocampista avversario Franzot: gioca con un brio diverso rispetto alle ultime domeniche e si vede che partecipa al gioco più di altre volte. Non convince però Mariani in panchina, visto che Bonci è nullo: Logozzo lo anticipa spietatamente e non gli concede spazio, quindi Mariani poteva essere schierato dall’inizio, poteva essere la sua partita! Invece mister Rosati si accorge di lui solamente al quarto d’ora della ripresa, quando lo fa finalmente entrare in campo; è chiaro che è stato lasciato in panchina per punizione, nonostante le smentite ufficiali, è stato tenuto in castigo per 64 minuti per quanto è successo nell’intervallo della partita di Napoli. Poi, è mancato Frustalupi, che non è più quello dell’anno scorso…

Nel primo tempo, il Cesena impegna il portiere scaligero Superchi per ben cinque volte, al 8’, al 16’ ed al 30’ sempre con De Ponti, poi al 37’ con Frustalupi ed infine al 39’ con Rognoni. Si registrano anche due rabbiose risposte venete, al 37’ quando il numero uno bianconero Boranga è costretto a distendersi per deviare con la punta delle dita una cannonata di Maddè, quindi al 43’ quando capitan Cera si sostituisce al proprio portiere per salvare il risultato sulla linea di porta deviando un’incornata di Busatta. L’occasione principe per passare in vantaggio, il Cesena la spreca al 54’ con Rognoni: solo davanti a Superchi, si fa a respingere il tiro. Poi al 68’ c’è un fallo sospetto di Giubertoni, che mette giù Bonci in piena area di rigore. L’arbitro è coperto e non fischia il penalty. Al 87′, quando sembra che la partita non abbia più da offrire sussulti particolari, ecco in contropiede veronese, con la zampata assassina che cancella ogni speranza. Scende Mascetti, finge di aprire sulla destra per Luppi, invece insiste nel suo affondo verticale, lo contrasta Lombardo che però, nel tentativo di bloccare l’azione, allunga il piede e ne viene fuori una deviazione sulla destra dove sta galoppando Luppi, che stringe leggermente al centro: quando Boranga accenna ad uscire, questo lo trafigge con un diagonale precisissimo che si insacca nell’angolino più lontano, fuori dalla portata del portiere. Un gol molto bello! Cesena 0-1 Verona. Gli ultimi 4 minuti non hanno più storia…

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Il commento

I tifosi pensavano ad un Cesena pieno di rabbia, ringhioso, all’assalto della difesa veronese, seppure con giudizio, invece, niente di tutto questo… La squadra romagnola è apparsa priva di carica agonistica. Si diceva che una delle doti migliori di Rosati era proprio quella di dare la carica alla squadra, di infondere entusiasmo. Ebbene, oggi non l’abbiamo mai visto alzarsi dalla panchina per incitare i suoi uomini… Un comportamento assolutamente passivo! Il Verona ha giocato bene le sue carte ed i gialloblù non hanno mai dato l’impressione di subire lo sterile assedio dei padroni di casa. Il Cesena ha dunque un piede in Serie B e l’altro è in bilico… Questa la drammatica realtà, una presa di coscienza dello sfortunato arrembaggio durato 90 minuti, ma comunque, è triste dirlo, è poca cosa questo undici bianconero. La crisi della squadra è profonda, il morale è a terra e domenica ci sarà Torino-Cesena.


Andrea Santi, scrittore e blogger, nonché “memoria storica” di Cesena Mio, continua ad emozionarci con il racconto della stagione bianconera 1976/77. Chi si fosse perso i precedenti racconti, visiti la sezione Bianconero Vintage.

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