Il Cesena festeggia la prima salvezza in Serie A nonostante uno scatenato Boninsegna

Inter-Cesena 3-1 gol tacco Boninsegna
Invia l'articolo agli amici

BIANCONERO VINTAGE – Il Cesena chiude con una sconfitta indolore il proprio campionato: a Milano l’Inter vince 3-1 ma è festa grande per la salvezza

A San Siro il Cesena prende tre reti e termina una stagione storica: la prima permanenza in serie A! È il 19 Maggio 1974 e va in scena la 30a giornata del campionato di Serie A. Il Cesena affronta, per la prima volta fuori dalle mura amiche, l’Inter, che nel girone d’andata aveva vinto alla Fiorita con tante polemiche (leggi Contro l’Inter, un arbitraggio scandaloso scatena la violenza). I giornali dell’epoca riportavano “I Romagnoli decisi a vendere cara la pelle”: bruciava ancora il ricordo della prima sconfitta casalinga nella massima serie contro i nerazzurri. Il Presidente Dino Manuzzi, dal canto suo, doveva ancora risolvere il rebus Bersellini: il mister dei romagnoli non si era ancora pronunciato se rimanere ancora un anno sulla panchina del Cesena oppure se preferisse cambiare aria. Quella dell’Inter fu invece una stagione priva di risultati esaltanti, condita da un quarto posto in classifica. Le motivazioni per questo incontro sembravano solo aiutare Boninsegna a vincere la classifica cannonieri. Comunque era davvero l’ultima giornata che è poi anche quella degli addii. Si sa quando termina il campionato tutta l’attenzione si sposta al calciomercato e si sentono già voci di trasferimenti importanti. Infatti molti bianconeri erano pronti a cambiare casacca: Brignani, Ammoniaci, Orlandi, Catania, ma si parlava anche di addii, ed in modo particolare di quello di Savoldi II.

Le formazioni

L’Inter di mister Masiero fu schierata con questa formazione: Bordon, Fedele, Facchetti, Bertini, Giubertoni, Burgnich, Massa, Mazzola (cap), Boninsegna, Bedin, Nicoli. Inter-Cesena 3-1 primo gol BoninsegnaA disposizione il portiere Martina, Skoglund (che sostituì Burgnich al 25′ st) e Scala. Bersellini  invece scelse questa formazione da opporre ai nerazzurri: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera (cap), 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Catania, 11 Toschi. In panchina 12 Mantovani, 13 Frosio,  14 Braida (che sostituì Bertarelli al 19′ st).

La cronaca

Giornata di prima estate, vento leggero, terreno in ottime condizioni. Le due squadre si presentarono con la divise ufficiali: l’Inter in maglia nerazzurra a righe verticali e pantaloncini neri; il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri. Il match si avviò nel modo previsto, con l’Inter che impostava la partita ed il solito Cesena con schemi validi che affronta con disinvoltura l’avversario, ma purtroppo si spense presto. Tutta la partita si può riassumere nel nome di Boninsegna: al 9del primo tempo, il bomber nerazzurro, in giornata di grazia, ricevette la palla da Mazzola sugli sviluppi di una punizione dal limite. Il tiro mancino, secco e potente, sembrò non impensierire un Boranga ben piazzato, ma la palla si impennò d’improvviso si infilò alle spalle del portiere bianconero. 1-0, Boninsegna esultò e sembrò rivendicare il gol, ma in realtà venne attrivuita l’autorete di Ceccarelli che uscito dalla barriera nel tentativo di intercettare la sfera riuscì solamente a deviarla ma nella sua porta. Dopo un’occasione capitata al Cesena, Bedin, sugli sviluppi di un azione dalla destra, lasciò partire un tiro cross, senza pretese, che tagliò in diagonale l’area bianconera. Andò incontro alla palla Boninsegna, marcatissimo da Ammoniaci, ma il centravanti Inter-Cesena 3-1 secondo gol Boninsegnanerazzurro con una magia colpì la sfera con il tacco interno del piede destro che si infilò a fil di palo alla destra dell’incolpevole Boranga. Quello che preoccupò Bersellini fu la difesa che sembrava non sicura, con qualche incertezza di troppo di Ammoniaci, marcatore di Boninsegna, ed un Danova che faticava a contenere la sgusciante ala nerazzurra Massa: l’allenatore del Cesena provò ad invertire le marcature ma con scarsi risultati. Nella ripresa i padroni di casa trovarono anche il gol del 3-0:  Massa, servito dal neo entrato Skoglund, lasciò per la terza vota impietrito il portiere Boranga, che alzò le braccia al cielo in segno di resa. Bersellini nel tentativo di invertire la rotta aveva  gettato nella mischia Braida, che al contrario di Bertarelli, creò scompiglio nelle retrovie nerazzurre. Così mentre la tifoseria dell’Inter era pronta ad una pacifica invasione di campo, arrivò il gol della bandiera: la palla giocata da Toschi venne indirizzata a Braida che fece fuori Facchetti e con potenza battè Bordon.

Le dichiarazioni

Sulla porta degli spogliatoi incontriamo Ceccarelli. Il terzino bianconero è visibilmente rammaricato: “Ho preso la palla sullo lo stinco, quando Boninsegna ha battuto la punizione, mettendo fuori causa Boranga.Inutile e sfortunata la nostra ricerca del pareggio!”. Prende poi la parola Braida: “Sono stato abbastanza lesto a superare Facchetti e Bordon in occasione della rete; peccato per quella palla di un minuto prima uscita di pochi centimetri dal palo!”. Toschi chiude le interviste: “L’autorete ci ha come raggelati. Un vero peccato perché avevamo le intenzioni ed i mezzi per disputare una buona partita anche dal punto di vista del punteggio”.

Il commento

Si chiude il campionato ed il Cesena rimane in classifica a quota 27 punti. La sconfitta di giornata pesa, ma presto gli atleti bianconeri prenderanno consapevolezza la grande realtà della prima storica “Salvezza”, convinti di aver disputato un campionato davvero brillante e che di questo Cesena ne parlano tutti come un esempio. Non si dimentichi il valore aggiunto: l’immenso orgoglio per i tifosi romagnoli che hanno la loro squadra, la loro città nel grande calcio. Parola del Presidende Manuzzi: “Il Cesena, questo nostro Cesena, è intenzionato a rimanerci a lungo in serie A!”. Parole che dimostrano convinzione e soprattutto sicurezza che con il duro lavoro si ottengono i risultati. Fino alla fine forza Cesena!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.