Cesena, Romagna e Sangiovese: tre passioni, un unico amore

Cesena, Romagna e Sangiovese
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TIFOSI – Il Cesena ed il Sangiovese sono due dei simboli più amati della Romagna ed anche lo spunto da cui parte il bel racconto del nostro ospite Fabio

“Romagna e Sangiovese, sei sempre nel mio cuore. Quest’aria di paese ci invita a far l’amore. La briscola e il tressette si gioca all’osteria. E col bicchiere in mano si brinda in allegria. E quando vien la notte romagnola, la mia morosa è bella e campagnola. Evviva la Romagna, evviva il Sangiovese”. Oggi voglio aprire la consueta rubrica sui tifosi con una canzone della tradizione romagnola che sicuramente chi tifa Cesena conosce molto bene, e che tutti abbiamo cantato almeno una volta sugli spalti del Dino Manuzzi. Cesena, Romagna, Sangiovese, tre elementi sinergici che da sempre caratterizzano la nostra amata terra. Terra del buon vivere, di passioni, di convivialità, di calore e del Cavalluccio, naturalmente! E chi racchiude in sé tutto questo è  senza ombra di dubbio Fabio, il titolare dei “Poderi dal nespoli” nella Valle del Bidente vicino a Forlì, che oggi si racconta a Cesena Mio.

Ciao Fabio, nessuno meglio di te può rappresentare la Romagna: raccontaci cosa lega il tuo lavoro all’amore per la nostra terra ed alla passione per il Cesena…
“Beh, per quanto riguarda il mio lavoro, è venuto da sé: è da diverse generazioni infatti che la mia famiglia si occupa della produzione di vino. Quasi un secolo fa, nel 1929, furono piantati i primi filari e da allora ci occupiamo con passione delle nostre vigne, aiutati dalla nostra accogliente e gentile che raccontiamo attraverso i nostri vini, il Sangiovese soprattutto. Siamo aiutati dalla generosità del territorio, dal clima e dalla conformità della vallata ed assieme a tecnologie più all’avanguardia, riusciamo anche ad operare a basso impatto ambientale”.

Il primo elemento l’hai chiarito ampiamente. Come nasce invece la tua passione per il Cesena?
“Come penso sia accaduto nella maggior parte delle famiglie di tifosi, il merito è stato di mio padre, che mi portò allo stadio per la prima volta dopo la promozione in serie A del 1973/74. Ero curioso di vedere le grandi squadre scendere in campo, soprattutto la Juventus, visto che da bambino ne ero tifoso perché i miei amici tifavano tutti quel bianconero lì ed io non volevo essere da meno. E così la prima partita che vidi a Cesena fu proprio contro la Juve: ero emozionatissimo, ma quel giorno successe una cosa inaspettata… Rimasi totalmente colpito dall’aria che si respirava alla Fiorita, dal suo tifo caloroso e appassionato…”.

Cos’è stato a legarti definitivamente al Cesena?
“Negli anni, sono cresciuto sugli spalti, dove mi sono sentito fin da subito parte integrante di una famiglia. Il popolo bianconero è questo, non è un semplice tifo: è tradizione, storia, senso di appartenenza al territorio. Noi che amiamo la nostra terra viviamo il Cesena come si vive un grande amore. Siamo gente di carattere, che butta sempre il cuore oltre l’ostacolo!”.

Sei rimasto particolarmente affezionato a qualche giocatore del passato?
“Sono tanti i giocatori di cui conservo un buon ricordo. Ne abbiamo fatti volare tanti fuori dal nido, anche questo è motivo  di orgoglio. Sono rimasto amico di Dario Hubner: ho urlato così tante volte il suo nome dopo un gol da perdere la voce! E’ venuto spesso a trovarmi in azienda, è davvero una brava persona. Un altro ex bianconero a cui sono molto affezionato è Erjon Bogdani, davvero un uomo di spessore che ancora adesso frequento: ricordiamo spesso il periodo in maglia bianconera, nel quale ci fece sognare con 35 presenze e 8 reti”.

Invece del Cesena di adesso, cosa racconti?
“Non è un anno fortunato. A dir la verità, è già da qualche stagione che soffriamo. Ma è un po’ come per il vino, no? Purtroppo capitano annate da dimenticare per errori o eventi sfortunati… Credevo che questa stagione sarebbe stata una di quelle, un campionato da archiviare malamente. Invece devo ammettere che mi sto ricredendo, nelle ultime partite ho visto il carattere, la grinta, il crederci un po’ di più. Ricomincio a divertirmi e questo è tutto quel che conta, salvarsi e gioire insieme per un’altra ‘vendemmia’ portata a termine con successo”.


Immagine tratta dal sito www.thecajuntraveler.com

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