Da “Il Cesena di Dino”: Giorgio Rognoni

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BIANCONERO VINTAGE – Giorgio Rognoni, un centrocampista elegante e tecnicamente molto valido: un calciatore moderno che ha esaltato il pubblico di Cesena

Dopo aver parlato, nella scorsa puntata, del grande Mario Frustalupi (vedi Da “Il Cesena di Dino”: Mario Frustalupi), oggi è il turno di un altro grande ex bianconero. Se chi legge questo articolo non ha mai visto o non conosce Giorgio Rognoni, lasciatevi dire da chi come me lo ha visto e ci ha giocato nelle partitelle in famiglia alla Fiorita: vi siete persi un grande campione. Nel ricordare la classe eccelsa di Rognoni, fisico asciutto, alto 1,81 cm, anche i tifosi del Milan lo hanno indicato come il giocatore di maggior classe che abbia indossato la casacca rossonera, assieme ad Albertino Bigon e a Giovanni Stroppa. Esordisce in serie A proprio con il Milan, all’epoca ventunenne, esibendo un repertorio da grande campione. In quattro anni in rossonero conquista, sia pur da riserva, nel 1968 lo scudetto nel campionato e la Coppa delle Coppe, mentre nel 1969 la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale, oggi Champions League e Mondiale per Club.

Stanco di non essere valorizzato cerca fortuna altrove e comincia a girare l’Italia, e gioca con il Modena ed il Foggia in serie B, per poi arrivare nel 1974 al Cesena dove disputa quattro campionati  fra A e B, totalizzando 119 presenze e dieci reti al suo attivo. Gioca meglio che al Milan ed è uno dei protagonisti del campionato 1975/76, culminato con il raggiungimento del sesto posto finale e con l’accesso alla Coppa UEFA, miglior risultato di sempre della squadra romagnola. Nel 1978 Rognoni si trasferì alla Pistoiese dove concluse la carriera nel 1983, ritirandosi nella città toscana a fine carriera. Muore prematuramente nel 1986 all’età di 40 anni di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) come, purtroppo, tanti dei suoi colleghi in quegli anni. La sua morte è oggetto di indagine del Procuratore torinese Raffaele Guariniello, poiché potrebbe essere collegata a sostanze dopanti assunte durante la carriera. Per onorare la memoria di questo grande atleta ecco una pagina del mio primo libro Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, che descrive una pagina di storia del Cavalluccio ed in particolare le gesta di Giorgio Rognoni:

 […]“La partita con la Ternana, la prima in casa del nuovo campionato, come la può descrivere?” chiesi per ritornare alla nostra storia.

“Fu come un matrimonio con i nostri sostenitori! Avevamo perso la prima partita, e salvo pochi che avevano seguito la squadra in trasferta, il grande pubblico di Cesena era curioso di vederci giocare, capire la nostra forza e se trasmettevamo la sensazione positiva di una buona squadra.  La partita si sbloccò nel secondo tempo con due invenzioni  di Festa e Rognoni; ci fu anche la pronta reazione degli ospiti che andarono in gol con il centrocampista Panizza. Comunque riuscimmo a contenere i loro attacchi ed il risultato finale fu a nostro favore 2-1, un trionfo! Una conferma per i calciatori “vecchi” e per i “nuovi”. Le reti infatti di Festa e Rognoni rispecchiarono questo binomio. Ricordo con tanto piacere, quando con un pallonetto delizioso Rognoni superò il portiere avversario, il prolungato applauso che il pubblico presente alla Fiorita gli dedicò” e subito continuò “Rognoni entrò subito in sintonia con i tifosi, anche se il suo aspetto con la pettinatura alla “Carrà”, il suo comportamento fine ed elegante non lasciavano presagire il suo modo di giocare in campo, senza voler esagerare, i suoi scatti, i suoi passaggi e le sue movenze mi ricordavano l’olandese Cruijff” […].

Noi tutti possiamo con orgoglio affermare: Giorgio Rognoni un mito con la maglia del Cesena!

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