“Nuovo” Cesena, risalire sarà D…ifficile, ma vogliamo crederci!

Moncini Cesena-Parma
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LO SPUNTO – Molte squadre sono fallite prima del Cesena: pochissime sono tornate velocemente in Serie B, la maggior parte ancora no. Speriamo bene…

Come ormai noto da giorni, il nostro amato Cesena, quello fondato nel 1940 dal Conte Rognoni, non esiste più. Infatti, al termine del CdA di lunedì 16 luglio, si è scelto di non procedere con la battaglia nei confronti di un ampio numero di “nemici” (Agenzia delle Entrate, Tribunale di Forlì, Covisoc ecc) e con una striminzita nota pubblicata sul proprio sito, il Cesena ha scelto di aderire all’istanza di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica di Forlì. Personalmente, mi sento molto depresso per una serie di ragioni. Innanzitutto ancora non si conosce esattamente quale (e se) sarà il gruppo imprenditoriale che si accollerà la nascita di una nuova società. Inoltre, è proprio vero, come alcuni tifosi sostengono, che tornare in Serie B sarà una cosa semplice e questione solo di pochi anni? Io non riesco a essere così ottimista… Analizziamo cosa è successo alle squadre che negli ultimi 15 anni sono fallite al termine di un campionato di Serie B o di Serie A.

L’impresa di tre “grandi”: Fiorentina, Napoli e Parma

Tutti si ricorderanno certamente della recente impresa del Parma, fallito nel 2015: i ducali, ripartendo dalla Serie D, sono riusciti in tre anni ad ottenere altrettante promozioni e così quest’anno (giustizia sportiva permettendo) torneranno a giocare in Serie A in virtù del secondo posto ottenuto nell’ultimo campionato cadetto. Discorso simile va fatto per Fiorentina e Napoli, dichiarate insolventi rispettivamente nel 2002 e nel 2004 e poi velocemente ritornate in massima serie. C’è però da sottolineare come queste tre squadre sono decisamente blasonate, con trofei nazionali ed internazionali in bacheca e non siano quindi assimilabili a noi. Lo conferma il fatto che, se consideriamo solo le squadre che possono vantare più partecipazioni alla Serie B che alla Serie A, spesso le cose non sono andate come auspicato dai tifosi…

Tornate in Serie B dopo pochi anni (4) dal fallimento

PadovaSalernitana, AvellinoSpezia hanno raggiunto nuovamente la Serie B dopo “solo” quattro stagioni dal fallimento ed al momento nessuna squadra con una tradizione calcistica simile alla nostra ha fatto meglio di loro. Personalmente, ci metterei la firma per tornare in cadetteria così presto, anche se quattro anni non sono proprio pochi, visto che le stagioni dagli anni 2000 al 2004 del Cesena (trascorse in C1) sono sembrate interminabili. La Lega Pro è oggigiorno un campionato davvero complicato e molto più oneroso della Serie D, per cui il rischio di restare lì più del lecito è concreto. C’è però da dire che Serie D e Lega Pro non hanno squadre con seguito di pubblico paragonabile al nostro ed il “fattore campo”, sia in casa che in trasferta, potrebbe rivelarsi determinante.

Tornate in Serie B dopo tanti anni (almeno 7)

Altre squadre ce l’hanno fatta a tornare in Serie B dopo il fallimenti, ma ci hanno messo un’eternità. Venezia e Perugia, ad esempio, sono entrambe fallite nel 2005, ma sono ritornate in Serie B solo dopo aver nuovamente subìto una procedura liquidatoria (nel 2010 per gli umbri, nel 2009 e nel 2015 per i lagunari): i veneti hanno raggiunto la cadetteria solo l’anno scorso dopo 12 anni, mentre gli umbri nel 2014 (dopo 9 anni). Il Pisa, escluso dai campionati professionistici nel 2009, era riuscito a tornare in Serie B nel 2016 ma poi è subito retrocesso senza quasi lottare, a causa della crisi anche della nuova società. Il Cosenza, stabilmente in Serie B per una quindicina d’anni fino al fallimento del 2003, è tornato in cadetteria solo quest’anno, grazie ad una promozione straordinaria ottenuta al termine di nove incontri di playoff.

Non ancora tornate in Serie B

E che dire del Lecce? I pugliesi non erano falliti, ma erano stati retrocessi in Lega Pro per illecito sportivo: sarebbero dovuti tornare in Serie B in un batter d’occhio, grazie agli importanti investimenti, eppure sono risaliti in cadetteria solo in questa stagione, dopo esser stati eliminati a ripetizione nei playoff negli anni precedenti. Per ora il Catania sta ripetendo il cammino dei salentini: dalla retrocessione per illecito sportivo, sono già passati 3 anni, ma la tanto attesa promozione in B non è ancora arrivata. E’ andata decisamente peggio ad alcune squadre che, contro ogni previsione, non sono ancora tornate. Prendiamo ad esempio il Messina, squadra fino al 2007 in Serie A e poi fallita l’anno dopo in Serie B: i siciliani non sono ancora tornati in cadetteria, rifallendo nel 2017 dopo 3 anni di Serie C. Un caso piuttosto frequente… Il Catanzaro è fallito nel 2006 ed ha seguito la stessa sorte del Messina, mentre l’Ancona, dichiarata insolvente nel 2010, dopo esser tornata faticosamente in Serie C nel 2014, la scorsa stagione è nuovamente fallita e quest’anno ha vinto il campionato di Prima Categoria. Qualcuno poi certamente ricorderà il Treviso, in Serie A nella stagione 2005/06 e fallito tre anni dopo: i veneti erano rapidamente risaliti nell’allora Serie C1, poi però il nuovo fallimento del 2013 li ha stroncati ed oggi militano in Promozione, dopo esservi retrocessi un anno fa dall’Eccellenza. Infine il Varese, fallito nel 2015, che sarebbe dovuto tornare velocemente in Serie B o quantomeno in Serie C, ma quest’anno qualcosa è andato particolarmente storto ed i biancorossi sono scivolati in Eccellenza dopo due anni di Serie D.

Conclusioni

Insomma, il fallimento di una società di alto livello, Serie A o Serie B, nasconde sempre moltissime insidie per i rispettivi tifosi. Le piazze più blasonate (e più grandi) hanno dimostrato un’eccellente reattività e ben presto sono tornate dove gli compete, ma anche realtà minori sono riuscite nell’impresa seppur con qualche affanno in più. E’ proprio a queste che si dovrebbe ispirare il “nuovo” Cesena, attraverso un progetto serio ed a medio termine, che consenta di compiere passi adeguati, ma decisi, per riportare il bianconero laddove merita. Diversamente, il rischio è quello di finire nel “dimenticatoio” del calcio che conta, una fine che Cesena ed i suoi tifosi non meritano, come certificano i numeri relativi al pubblico del Dino Manuzzi in ogni categoria. Sarà D…ifficile, ma voglio crederci !


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it

33 Comments on ““Nuovo” Cesena, risalire sarà D…ifficile, ma vogliamo crederci!”

  1. A forza di sentire le ormai stucchevoli certezze di Ambrogetti, mi viene voglia di sperare nella cordata di benevento o in quella maltese ( o saudita)…fate voi

  2. Gianluca Ambrogetti di sicuro ammiro la tua positiva visione e io come tutti mi auguro di essere nel torto…. Scappo a fare una doccia gelata

  3. “Non sono finanziatori, ma imprenditori del nuovo cesena”, imprenditori delle loro che aziende che comprano pacchetti pubblicitari da 25mila euro…io faccio il bagno,tu fammi il piacere 🙂

  4. E’ estate. Sono in spiaggia. Perchè mi tirate in ballo? Anche voi, come Max, sarà meglio che attendiate per capire chi saranno i veri proprietari del “nuovo” Cesena. E soprattutto sarà fondamentale iniziare a vederli all’opera per capire di che pasta sono fatti. Anche perchè, e a Max questo sfugge, adesso non sono solo finanziatori ma imprenditori del “nuovo” Cesena che è MOLTO diverso! (Eh, Max, vaffambagno, va’!!!!! Che è caldo!!!!!)

  5. Riportiamo il commento di Max ricevuto sul sito “io non sono per niente d’accordo con la tua visione: tu vedi una cordata di imprenditori che finalmente, senza lugaresi, entrano nel cesena. A me però sembrano gli stessi che da sempre hanno aiutato lugaresi , una romagna iniziative 2.0, pubblisole collobora con lugaresi da una vita, fra l altro sia allora che oggi, le cifre di cui si parla, da sole, non consentono una stabilita fra i professionisti”.

  6. Gianluca Ambrogetti, io non sono per niente d’accordo con la tua visione: tu vedi una cordata di imprenditori che finalmente, senza lugaresi, entrano nel cesena. A me però sembrano gli stessi che da sempre hanno aiutato lugaresi , una romagna iniziative 2.0, pubblisole collobora con lugaresi da una vita, fra l altro sia allora che oggi, le cifre di cui si parla, da sole, non consentono una stabilita fra i professionisti.

  7. La diffusione è un vantaggio. La concentrazione no. Il calcio italiano è mal gestito. La qualità dei dirigenti deve aumentare! E i fatturati delle singole società sportive devono crescere!

  8. Il calcio deve smettere di distruggere valore. O sta in piedi con le proprie gambe o è meglio farne a meno! Vediamo come saranno in grado di gestirlo i nostri nuovi romagnoli e poi potremo valutare il futuro del cavalluccio!

  9. Budget è molto limitato io spero che prima finisca il prossimo campionato subentri una vera cordata industriale altrimenti siamo sempre con acqua alla gola

  10. finalmente gli ultras e tuttocesena, senza debiti potranno tifare il martorano,
    guadio e giubilo.
    d’altronde il martorano sono loro…..e quindi contenti loro contenti tutti.

  11. Nicholas Brasini So che in Pubblisole stanno preparando diverse comunicazioni al riguardo. Attendiamo quelle, poi ci ragioniamo sopra. Per quel che riguarda Martini, attuale presidente del RomagnaCentro, credo vorrà liberarsi volentieri del fardello della gestione di una intera associazione sportiva diluendo drasticamente la sua partecipazione attiva! E credo sia mosso all’apertura di nuovi soci di controllo soprattutto per questa possibilità! Credo che la possibilità di ricevere il titolo sportivo sia soprattutto vista come la possibilità di ricevere aiuto nella gestione corrente che non un cambiare marcia per iniziare a correre in una direzione che non conosce e non capisce.

  12. Anche Como e Latina…ma il vero problema sarà la sacrosanta riforma dei campionati con meno squadre partecipanti alla SerieA e SerieB.

  13. Un’altra deduzione che si può trarre è che lo spauracchio da sempre paventato dallo scarsissimo Lugaresi Giorgio circa la mancanza di interesse delle aziende locali sulla squadra della città era, ed è, FALSO (anche se non stiamo parlando dei veri della zona!).

    E questo ci fa ulteriormente capire che le qualità personali di Lugaresi Giorgio erano note in Romagna e per lo stesso motivo non hanno permesso il salvataggio della squadra da parte delle nostre aziende locali che non si fidavano della sua gestione!!!!! E per questo motivo hanno atteso la pulizia del fallimento per palesarsi!!!!!

    Nella sostanza, tutto quello che tutti pensavano E’ VERO!!!!! Il Cesena calcio è stato RAPITO per tutto questo tempo da individui SPREGEVOLI con in testa Lugaresi Giorgio che se lo tenevano stretto in una morsa che l’ha SOFFOCATO per puro esercizio di potere e vanità.

    VERGOGNA!!!!!
    E di nuovo VERGOGNA!!!!!

  14. Qui la notizia vera è che il calcio a Cesena ripartirà alla svelta visto che Pagliacci è una persona seria. Resta da capire quali saranno le competenze personali messe in campo per gestire il nuovo Cesena!

  15. Peggio il Vicenza, fallito, gli han fatto finire il campionato in cui si son salvati con una societa’ inesistente a discapito di una societa’ seria che ha pagato tutti, come il S. Arcangelo.

  16. Paolo Casadio IL vero scandalo sai qual’è? Il Modena. Ha rinunciato a giocare la C,è fallito e riparte solo dalla D. Come dire, quest’anno an n’aveva voja, gioco il prossimo. Neanche con il lodo Petrucci sarebbe stato così privilegiato. Almeno l’eccellenza

  17. Ci vorrà del tempo x risalire ,in serie D nel girone del CESENA probabilmente ci saranno Modena e Reggiana ,ma poi quello che personalmente preoccupa di più sono i tempi tecnici x allestire una squadra di valore .inoltre le mie sono parole al vento xche non sappiamo ……..oggi chi prenderà in mano la società ,speriamo tutti sia gente del posto con buone possibilità economiche e tanta passione

  18. Infatti: Fiorentina prima del lodo Petrucci, da quella esperienza è stato fatto e le fecero bypassare la C1. Napoli fallito in B è ripartito dalla C1. Torino promosso in A e ri-retrocesso. Tutto torna,amico.

  19. Paolo Casadio il lodo Petrucci non c’entra un bel niente. Quello era per far ripartire le società fallite come se fossero solo retrocesse. Ascoli e Vicenza furono invece ripescate proprio per la media spettatori che manco se lo aspettavano.

  20. Sei rimasto fermo al Lodo Petrucci, non funziona piu’ cosi. La classifica dei ripescaggi viene stilata in merito al piazzamento in classifica.

  21. So che arrivati al punto in cui eravamo fallire era l’unica possibilità e comunque era inevitabile visiti i debiti ecc. Ma non ho mai capito l’ottimismo di chi diceva che di certo senza debiti ci sarebbe stata la fila di imprenditori a bussare alla porta e che poi nel giro di pochi anni si tornava su! La realtà di molte altre squadre dice ben altro, io spero solo che la nostra squadra torni a farci emozionare il prima possibile

  22. Volete la mia previsione?Basta andare in C e poi ci ripescano. In B ci sono sempre squadre messe malissimo che falliscono,e i criteri di ripescaggio prevedono credenziali come gli spettatori, e nessuno li ha quanto il Cesena. Andare su sul campo è difficilissimo, quasi impossibile.

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