Cesena troppo rinunciatario: con il Como è solo 0-0

Como-Cesena (1)
Condividi questo articolo

BIANCONERO VINTAGE – Una partita con poche emozioni. Un pari che basta al Cesena per rimanere al terzo posto e che fa respirare il Como

Domenica 25 gennaio 1976 si gioca la 14^ giornata del campionato di Serie A. Dopo il trionfo del Cesena alla Fiorita contro il Milan, i bianconeri di Marchioro devono vedersela con la sua ex squadra, il Como. Una partita pericolosa per i bianconeri, che se venisse presa con sufficienza potrebbe diventare una vera trappola.

Le formazioni

Il Como è in un momento davvero difficile. Ultimo in classifica e reduce da cinque sconfitte consecutive, non può più perdere. Mister Osvaldo Bagnoli, si può aggrappare solo alla forza della disperazione. Arriva infatti un Cesena che è non più una sorpresa ed all’allenatotre lariano resta solo la speranza di caricare i suoi ragazzi e giocarsela sul piano agonistico, puntando sul ritmo e pressando i bianconeri. Il mister dei lombardi schiera questa formazione: Rigamonti, Melgrati, Boldini, Garbarini, Fontolan, Guidetti, Rossi R., Correnti, Scanziani, Pozzoto, Cappellini. A disposizione Tortora, Martinelli e Iachini, che entrerà al 26’ al posto di Cappellini

Pippo Marchioro sente molto la partita contro la sua ex squadra ed invita i suoi a non sottovalutare il Como. Conosce bene il calcio ed invita alla massima concentrazione per evitare che i suoi ragazzi, giocando contro l’ultima della classe, possano dare per scontato di aver già vinto. Il mister onferma quindi la formazione che ha battuto il Milan e non schiera De Ponti che decise la partita venendo dalla panchina. Questa la formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Oddi, 4 Zuccheri, 5 Danova, 6 Cera, 7 Bittolo, 8 Frustalupi, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Urban. A disposizione 12 Bardin, 13 Festa e, appunto, 14 De Ponti.

La partita

Il cielo è coperto in una giornata molto fredda, con il terreno leggermente allentato. Arbitra il sig. Agnolin di Bassano del Grappa. Le squadre entrano in campo con le divise classiche: il Como in completo maglia e pantaloncini blu, il Cesena in maglia bianca con bordi neri abbinata a pantaloncini neri.

La cronaca registra all’inizio dell’incontro un’incursione di Urban che semina il panico nella difesa lariana, ma la sua conclusione non va a bersaglio. Poi comincia la “rumba” ed il pressing del Como. Al 17’ un’intesa Cappellini-Pozzato clibera al tiro l’ala sinistra che impegna Boranga: la palla non trattenuta dal portiere bianconero origina una grande occasione per il Como, ma ci pensa Ceccarelli a svemnare il pericolo. Pochi minuti dopo, al 22’, ancora l’attivismo Cappellini salta Oddi e costringe il portiere alla deviazione in angolo. Sugli sviluppi del calcio dalla bandierina, lo stopper Fontolan salta più alto di tutti ed impatta, Boranga è superato, ma la palla batte sulla parte superiore della traversa ed esce. Dopo lo scampato pericolo, un’azione offensiva del Cesena al 25’: ci prova Bittolo, favorito da un corto rinvio di Gambarini, ma il tiro passa sopra la traversa. Poi l’infortunio a Cappellini, che ha privato il Como della sua punta più insidiosa, sostituita da Iachini. Al 32’ Boranga para su Rossi ed al 37’ Rigamonti anticipa Bertarelli sul cross filtrante di Zuccheri. Sul finire del tempo, il Cesena rischia di subire un calcio di rigore per un presunto fallo su Iachini dentro l’area: il nuovo entrato aveva ricevuto palla da Rossi dopo una discesa in contropiede, ma al momento di  battere a rete, a tu per tu con Boranga, viene sbilanciato alle spalle da Oddi, che in qualche modo riesce a deviare in angolo tra le proteste dei lariani.

Nella ripresa il Como attacca e prova a vincere spingendo al massimo. Il Cesena esce dal suo guscio solo due volte, peraltro senza tanta convinzione, ma sono solo occasioni per alleggerire la pressione. Al 35’ il muro bianconero resiste grazie all’abilità dell’estremo difensore, che con un doppio salvataggio tiene al sicuro il risultato: prima Iachini, ancora in tandem con Rossi, ha la palla buona per segnare e tira verso l’angolino, ma Boranga si supera e devia in angolo; poi, sul cross dalla bandierina, è il solito Fontolan a sfruttare tutta la sua altezza e l’eccezionale elevazione, ma il portiere salva ancora, togliendo la palla dallo stesso angolinodi prima. Il portiere dei romagnoli è il migliore in campo ed il Como, sfinito e deluso davanti all’ennesima occasione non concretizzata, alza le braccia al cielo e si arrende. Così, le squadre aspettano solo il triplice fischio finale che sancisce il pareggio a reti bianche.

Il commento

Con il punto conquistato a Como, il Cesena mantiene la terza posizione con il Napoli. Oggi è riuscito a contrastare validamente la foga e la grinta dell’avversario, che si era gettato all’arrembaggio fin dalle primissime battute. Il Como infatti ci ha provato con tutte le sue forze, ma ha trovato nel centrocampo e nella difesa bianconera un muro insormontabile. Il Cesena ha giocato una partita accorta, senza scoprirsi, ma ci è voluto il miglior Boranga per salvare il risultato. Non del tutto soddisfatti i tifosi bianconeri, accorsi in grande quantità allo Stadio Senigallia di Como, ormai abituati alla vittoria. i quali non hanno gradito la tattica troppo rinunciataria dei bianconeri.

Ai microfoni, mister Marchioro esordisce così: “Il Cesena di solito sa fare meglio. Vuole il risultato, ma è difficile dare il massimo tutte le domeniche. Buona la partita del Como, al quale non mancano i numeri per salvarsi”. Poi sorride e conclude: “Abbiamo fatto un punto giocando senza affanno tutta la partita e questa è sempre una soddisfazione. La nostra classifica è piuttosto grassa ed il punto di oggi ci consente di tenere il passo per il terzo posto”.

Chiuso il sipario contro il Como, si comincia già a pensare al prossimo incontro che vede il Torino di Gigi Radice, primo in classifica, ritornare in Romagna: un autentico squadrone dotato dei gemelli del gol Pulici e Graziani. Ma i ragazzi di Marchioro non tremeranno neppure in questa occasione, anzi, ricevere alla Fiorita il Torino diventa una stimolante possibilità di compiere un ulteriore colpo grosso. Il Cesena infatti può essere l’arbitro del campionato visto che dovrà ospitare sia il Toro che la Juve. Ma non corriamo troppo, che anche il pareggio potrebbe essere un risultato di piena soddisfazione. Ma una cosa è certa, data la qualità e la concretezza del gioco dei romagnoli, lo spettacolo è assicurato, poiché ogni avversario deve dare il meglio di sé per riuscire a superarli.


Il campionato di serie A 1975/76 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *