Solo per te, Cesena alé: il racconto della terza trasferta a Monte San Giusto

Solo per te Cesena alè: trasferta Monte San Giusto
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SOLO PER TE – Il racconto della terza trasferta del Cesena in serie D impegnato sabato pomeriggio nell’anticipo contro la Sangiustese

Sabato pomeriggio ero presente allo stadio Villa San Filippo. Complice la vicinanza (il mio paese di origine si trova ad appena 50 km da Monte San Giusto) ho deciso di seguire la sfida tra Sangiustese e Cesena. Era da Cesena-Pescara 4-2 che non vedevo i bianconeri dal vivo, quindi si è trattato del primo live da quando è avvenuto il fallimento. Il primo approccio con lo stadio marchigiano fa subito capire che la serie D è tutt’altra cosa rispetto a quanto eravamo abituati: l’arrivo del Cesena è un vero e proprio evento a queste latitudini, la nobile decaduta che mai avresti immaginato di affrontare.

Appena entrato incrocio un anziano con il cappellino della Juventus (?), che scambia qualche battuta con gli “strappabiglietti”. Mi accomodo sulle tribune dove comincia un viaggio tra le emozioni e i ricordi di Cesena e del Cesena. Di fronte a me ci sono gli oltre 300 tifosi romagnoli che salutano l’ingresso delle squadre con il classico inno “Gol, gol, gol, Cesena”. Gli spalti sono praticamente pieni. In campo fatico a riconoscere i nuovi giocatori. Chi sono? Quello è Ricciardo, quello è De Feudis. E questi ragazzini?  Per un attimo mi sento spaesato, anche perché qualche metro sotto a me c’è Biondini. Sposto lo sguardo e in una sorta di tribuna d’onore c’è il presidente Patrignani con il direttore Pelliccioni: la serie D accorcia veramente le distanze. Tra i VIP arriva anche Massimo Paci, ex difensore di Ascoli e Parma, che al momento guida il Montegiorgio nel girone del Cesena.

Intanto tra gli undici della Sangiustese riconosco il portiere: si tratta di Chiodini, ex di Fermana e Frosinone. Nonostante la bassa statura un tempo era dotato di grande espolsività. Passano pochi minuti e la Sangiustese passa in vantaggio con Scognamiglio libero di colpire sul secondo palo. Evidentemente chi mi aveva accennato di un Cesena non ancora ammazza-campionato aveva ragione. 15′ dopo però Ricciardo pareggia di testa. Partita in discesa? Macchè. Ciofi, che da inizio gara marcava in maniera abbastanza vigorosa Cheddira, lo atterra in area per il più netto dei penalty. Sarini indovina l’angolo e para. La partita scorre con alcuni errori che solo qualche mese fa in B sarebbero stati imperdonabili,  considerati però ordinaria amministrazione se contestualizzati in D. Prima del riposo Valeri sfonda la rete con una punizione a mezza altezza: 1-2 e squadre negli spogliatoi. Nella ripresa le sensazioni diventano più agrodolci nel finale: il Cesena sembra meno tonico. Magari ti aspetti che la partita sia stata ormai anestetizzata, invece arriva il brusco risveglio per mezzo di un tiro innocuo da 30 metri che prima colpisce la traversa, poi viene ribattuto in rete da Herrera, il più lesto di tutti. I padroni di casa sono ovviamente al settimo cielo. L’uscita dallo stadio, posticipata di circa mezz’ora per motivi di sicurezza, ha il retrogusto di una mancata occasione, ma la strada è ancora parecchio lunga.