Cesena: il “pagellone” di metà stagione

Cesena 2019-2020
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PAGELLE – Per il Cesena un avvio di stagione con tanto entusiasmo, poi le prime difficoltà e la discesa in fondo alla classifica, quindi la riscossa finale

Dopo un mese di agosto che aveva fatto crescere l’entusiasmo attorno al neopromosso Cesena grazie ad un ottimo percorso in Coppa Italia (nette vittorie su Rimini e Vis Pesaro, con contestuale passaggio del turno) ed un paio di amichevoli di lusso molto ben giocate contro Spal e Milan, ecco l’avvio di campionato che ha raffreddato un po’ gli animi, viste le due sconfitte consecutive rimediate contro il Carpi in trasferta e la Vis Pesaro in casa. Le due vittorie di fila contro Virtus Verona e Triestina avevano mascherato un po’ i limiti di una squadra che poi però ha vinto una sola volta nelle successive 10 gare di campionato (1-0 contro l’Imolese in casa). Toccato il fondo (penultimo posto in classifica, seppur a pari merito), l’inizio della riscossa è arrivato il 17 novembre a Gubbio (vittoria 2-0) e nelle ultime 5 giornate di campionato, il Cesena ha conquistato 10 punti, risalendo fino alla 12^ posizione attualmente occupata (vedi Cesena: l’analisi reparto per reparto).

Appoggiandosi ad alcuni fedelissimi (il recordman è Butic che ha raccolto 19 presenze in altrettante partite, una in più di Borello), mister Francesco Modesto ha fatto ruotare parecchio gli uomini a sua disposizione, un po’ per scelta tecnica, un po’ per sopperire agli infortuni occorsi in questa prima metà di stagione, soprattutto quello a Russini che pare essere stato il più determinante per gli equilibri della squadra. Questo il “pagellone” di Cesena Mio:

AGLIARDI 6 (13 presenze) Altra annata a Cesena nella quale l’esperto portiere partiva come riserva, salvo poi conquistarsi il posto da titolare. Buone prestazioni all’inizio, qualche incertezza di troppo invece a metà del girone di andata, soprattutto nelle uscite che non sono mai state il suo forte. Il suo contributo è comunque complessivamente positivo e la scelta di accantonarlo in favore del giovane portiere pare dettata più da motivazioni economiche che tecniche.

MARSON 6+ (6 presenze) Trova il posto da titolare dopo i tre gol incassati dal collega a Fermo e si disimpegna subito bene, compiendo anche qualche parata notevole. Il voto poteva essere un po’ più alto, ma le partite giocate sono ancora poche e purtroppo paga l’errore clamoroso compiuto contro il Fano in occasione del terzo gol subito.

BRIGNANI 5,5 (15 presenze) Era partito benissimo e tutti quanti prevedevamo un grande campionato per il prospetto di scuola Bologna, che però si è poi appannato alla distanza ed ha giocato qualche partita davvero brutta, condita da errori a volte incomprensibili che hanno indotto Modesto a relegarlo spesso in panchina.

BRUNETTI 6 (7 presenze) La sorpresa del reparto arretrato, visto che partiva ultimo nelle graduatorie del mister, salvo poi giocare piuttosto di frequente negli ultimi due mesi, complici infortuni e decadimenti di forma. Pesa come un macigno l’espulsione subita al 1′ di Cesena-Fano, ma per il resto la valutazione non può che essere positiva.

CIOFI 6,5 (15 presenze) Un po’ a sorpresa è stato il più impiegato tra i difensori, giocando quasi sempre bene e dando tanta sostanza alla difesa bianconera. Anche lui ha subìto qualche passaggio a vuoto, ma è stato nettamente il più positivo tra i difensori.

MADDALONI 6+ (10 presenze) All’inizio ha giocato poco e mai dall’inizio, poi ha conquistato il posto da titolare e nelle ultime 5 gare è sempre rimasto in campo fino al 90′, disimpegnandosi discretamente, fatta eccezione per la partita maledetta contro il Fano.

RICCI 5,5 (11 presenze) Stagione davvero complicata per il figliol prodigo di ritorno da Carrara, che si è infortunato a metà cammino e poi subìto una ricaduta nel finale che lo sta tenendo lontano dal campo da un paio di mesi. Prima, tanta esperienza e mestiere, ma anche nessuna partita memorabile.

SABATO 5 (12 presenze) Tra i difensori bianconeri è risultato il più deludente, ma non è stato fortunato, visto che si è infortunato a Ravenna ed è rimasto ai box per 6 partite, prima di rientrare contro l’Arzignano nell’ultima giornata. Un po’ troppi errori per un veterano come lui, che peraltro ha anche racimolato 5 ammonizioni ed un’espulsione.

CAPELLINI 5,5 (13 presenze) Paradossalmente, è stato impiegato più in Serie C che in D, sicuramente perché si è messo a totale disposizione del mister, adattandosi a giocare esterno basso. Lo ha fatto con risultati alterni, a volte bene, altre malissimo, ma senza mai risparmiare l’impegno.

CORTESI  SV (5 presenze) Appena 134′ nelle prime 5 partite, prima del terribile infortunio che lo sta ancora tenendo lontano dal campo, anche se nell’ultimo mese è tornato nella lista dei convocati, pur senza giocare.

DE FEUDIS 6,5 (12 presenze) Dimenticato all’inizio, inamovibile alla fine: è questo lo strano destino del capitano, del quale non ci si accorge troppo quando c’è, ma che manca terribilmente quando non gioca. Senso della posizione e tanta sostanza sempre al servizio dei compagni, quelli coi piedi più raffinati dei suoi, che però trovano sempre un punto di riferimento prezioso nel Conte.

FRANCHINI 5 (12 presenze) Si nutrivano ben altre aspettative sul giovane acquistato dal Sassuolo che però sta tardando a mettersi in mostra ed al quale è stato spesso preferito Capellini.

FRANCO 6+ (15 presenze, 2 gol) Ha faticato parecchio a prendere per mano la squadra, tanto che all’inizio sembrava un “oggetto misterioso”. Poi ha riposato in panchina ed è tornato in campo con la giusta personalità, risultando decisivo tanto a Fermo, quanto a Vicenza contro l’Arzignano, non solo per i gol, ma anche per le geometrie che finalmente è riuscito ad attuare in mezzo al campo e a ridosso degli attaccanti.

GIRAUDO 5,5 (9 presenze) Il suo contributo è stato prezioso nel momento in cui Valeri ha avuto bisogno di rifiatare, poi gli sono state concesse poche occasioni per mettersi in mostra. Una buona partita a Verona, una mostruosa a Ravenna in Coppa Italia, ed altre buone cose qua e là, ma anche parecchia imprecisione e l’impressione che debba ancora crescere per giocare con continuità a questo livello

ROSAIA 6 (16 presenze, 1 gol) Altro uomo di carattere e sostanza del quale è difficile fare a meno, anche se è difficile schierarlo in coppia con De Feudis, rinunciando ad un regista come Franco (cosa che qualche volta è successa). Tuttavia, nel suo ruolo in questa categoria ce ne sono pochi altri come lui ed il Cesena ha fatto bene ad assicurarsi le sue prestazioni. Il gran gol realizzato contro la Fermana è uno dei più belli del Cesena nel girone di andata.

VALENCIA 5 (9 presenze) Ha giocato 5 partite da titolare nella prima parte di stagione, ma nonostante un bel fisico e buone doti tecniche, non ha mai convinto in pieno. Ha pagato a carissimo prezzo l’errore contro il SudTirol ed è quindi sparito dai radar, giubilato da Modesto che lo ha anche incolpato pubblicamente di quella sconfitta. Sicuramente ha mezzi per risollevarsi, ma probabilmente non a Cesena.

VALERI 7 (15 presenze, 1 gol) Confermato dopo la promozione dalla Serie D, si sta confermando anche in C, potendo contare su doti fisiche e di corsa con pochi eguali. Sta anche migliorando dal punto di vista tecnico e tattico ed è pedina fondamentale come “quinto” di centrocampo, ovvero uomo che deve coprire tutta la fascia, sia in attacco che in difesa. Anche per lui qualche partita storta, ma nel finale di anno è stato debordante ed a tratti difficilmente marcabile dagli avversari.

ZAMPANO SV (2 presenze) Due spezzoni per il neoacquisto dal Venezia che potrà essere molto utile nel girone di ritorno.

BORELLO 6,5 (18 presenze, 5 gol) E’ vero che il piccolo fantasista sbaglia parecchio ed a volte diventa persino irritante, ma prova sempre a saltare l’uomo per creare superiorità e situazioni pericolose, riuscendoci talvolta. E’ infatti il secondo cannoniere della squadra con 5 centri e diversi assist per i compagni e non è un caso che sia stato fin qui uno dei più presenti (18 partite giocate su 19).

BUTIC 6,5 (19 presenze, 7 gol) Doveva essere la riserva di Sarao, ma con i gol in Coppa Italia si è conquistato il posto da titolare ed ha giocato finora tutte le partite (ben 17 da titolare e 2 da subentrante), mettendo a segno 7 gol, tutti decisivi. Tende talvolta ad eclissarsi dalle partite, soprattutto quando “butta male”, ma non si può certo essere delusi da un ragazzo di 21 anni alla seconda stagione da professionista che sta giocando e segnando parecchio.

RUSSINI 6 (8 presenze, 2 gol) Questo ha dei numeri, lo ha fatto vedere prima e dopo l’infortunio che lo ha tenuto mesi a riposo. Il Cesena ha tanto bisogno di uno come lui, imprevedibile e dai piedi buoni: augurandoci che il fisico regga nel girone di ritorno.

SARAO 5 (16 presenze, 2 gol) Non bastano i due gol realizzati per consegnare all’attaccante un voto sufficiente, visto che lo si attendeva a ben altre prestazioni. Effimero il gol su rigore realizzato a Vicenza (Cesena rimontato 2-1), decisivo quello realizzato contro la Triestina al 90′ (vittoria 3-2), terrificante il rigore fallito contro il Piacenza in Coppa Italia costato la qualificazione. E’ sembrato spesso in ritardo di condizione e poco mobile, tanto da suggerire a Modesto di utilizzarlo solo come rimpiazzo di Butic a partita in corso.

ZECCA 5,5 (13 presenze, 2 gol) Inizio di stagione al fulmicotone e tante aspettative su di lui che invece, come una bottiglia di spumante, ha esaurito in fretta le bollicine. Due gol di fila a settembre, poi tanta panchina e una sfilza di spezzoni nell’ultimo mese di campionato, senza incidere troppo.

ZERBIN 6+ (14 presenze) Causa l’infortunio patito in ritiro con il Napoli, il giovane esterno ha tardato un po’ ad entrare nelle rotazioni di Modesto, ma quando lo ha fatto è sembrato ben dotato tecnicamente ed infatti è stato utilizzato spesso, anche perché risulta essere giocatore molto versatile che può ricoprire più ruoli.

ALL. MODESTO 6- Il mese di agosto aveva illuso un po’ troppo i tifosi bianconeri e, per qualcuno, il Cesena era una delle squadre da battere del Girone B. Invece, una volta iniziato il campionato, si è subito capito che sarebbe stata una stagione difficile, che la rosa era adeguata ma tutto sommato “normale” e che il gioco dispendioso di Modesto avrebbe avuto bisogno di tempo per essere impiantato in riva al Savio. Nel frattempo i risultati mancavano e pian piano i bianconeri erano scesi in fondo alla classifica, con la panchina del calabrese che ha  iniziato a traballare. Poi, la svolta a Gubbio, dopo che il mister ha in parte rivisto il suo credo calcistico, curando un po’ di più la fase difensiva. I risultati sono tornati favorevoli e faticosamente il Cesena è tornato a salire, allontanandosi dalla zona pericolosa ed anzi mettendosi in una posizione che potrebbe anche preludere ai playoff se il rendimento resterà quello degli ultimi due mesi anche nel girone di ritorno.


Foto di Luigi Rega tratta dalla pagina www.facebook.com/calciocesenafc

4 Comments on “Cesena: il “pagellone” di metà stagione”

  1. Infatti, si impara più dagli errori che dai quaqquaraqqua. Questo fenomeno ha un nome, si chiama esperienza

  2. Sarao non ha segnato in campionato un goal su azione. Per me non è una delusione perchè non vedo come si potesse avere tante aspettative su di lui.
    Ricciardo era poi cosi meno adatto?

  3. Ma Siamo cosi si sicuri che il mister abbia rivisto il suo credo? A me non pare, il mister gioca per attaccare..è vero che ha cambiato, in qualche circostanza, modulo, ma è totalmente falso che ha cambiato mentalità ( o che cura di piu la fase difensiva, la curava anche prima). Cerco di esprimermi per punti:
    1) Modesto ha mai dichiarato di essere un integralista del 343? no. Però i giornalisti lo dipingevano cosi e quando ha cambiato modulo invece di fare mea culpa i giornalisti ( che pretendevano di conoscere un allenatore dopo 9 partite) hanno preferito dire che Modesto era cambiato.
    2) Modesto non otteneva risultati: perchè sbagliava modulo, sbagliava mentalità e non curava la fase difensiva; colpa di Modesto.
    2 bis) Modesto ottiene i risultati: perchè é stato ad ascoltare la piazza, ha cambiato mentalità e modulo ( sempre grazie alla piazza) e adesso finalmente cura la fase difensiva. Merito della piazza.
    2 tris) é vero che Modesto ha cambiato tutta sta roba? NO. Semplicemente sta facendo il suo lavoro e piano piano la squadra migliora, i cambiamenti che ha fatto li avrebbe fatti comunque. La squadra sbaglierà altre partite, ma bisognerebbe smettere di sostenere che quando il cesena vince è merito della piazza e quando perde è colpa di Modesto.

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