“L’ottimismo è il profumo della vita” (cit.)

Fermana-Cesena
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CRONACHE DEL SETTORE O – Nonostante gli alti e bassi (ultimamente più bassi) del nostro Cesena, bisogna provare ad essere ottimisti

Nel Settore O vige la regola dell’ottimismo, perché come diceva il nostro Tonino, è il profumo della vita. Sì, però! Tira, tira, la corda si rompe. Ma qual’è il vero Cesena?

Abbiamo assistito in questo lungo campionato a molte facce della stessa squadra: nella prima parte del campionato volitiva e vincente fuori casa, timida e inconcludente invece in casa, per poi passare a tutto e al contrario di tutto… Ora siamo arrivati ad un primo tempo pazzesco contro la Reggiana, da rimanere a bocca aperta, ma un secondo tempo da squadra parrocchiale, che se la partita avesse avuto qualche minuto in più, l’avremmo persa. E ci sta, una corazzata come quella contro un gommone come il nostro… Poi però incontri la Fermana che ha il peggior attacco del girone e becchi due pappine che rimedi solo al 91′ e ci viene in mente il Pontedera, l’Imolese e le tante occasioni in cui ci hanno fatto fare figure meschine. La vittoria con l’Ancona o con l’Olbia ci hanno fatto rialzare la testa, ma poi incespichiamo inesorabilmente contro truppe allo sbando. E ci chiediamo ancora, ma qual è il vero Cesena? Qual è il destino che ci aspetta? Come siamo arrivati al terzo posto? E come faremo a rimanerci?

L’unica risposta è ottimismo e l’ottimismo si chiama Entella. Domenica pomeriggio forse avremo molte risposte alle nostre domande (vedi Preview 35^ giornata). L’ottimismo ci viene guardando i ragazzi presenti nel settore ospiti dello stadietto di Fermo, o nel monday night di Pescara, o al Melani di Pistoia, o nel ventoso pomeriggio terribile di Pontedera, sempre con le bandiere al vento fino oltre il 90′. Ci viene l’ottimismo guardando i ragazzi della Primavera, figli che disegnano il futuro, che vincono e comandano quella classifica che, ormai si può dire, li porterà in Serie A.

L’ottimismo dobbiamo averlo perché questa squadra qualcosa di buono da qualche parte ce l’ha, perché non si mette sotto la Reggiana se non hai qualcosa. Perché la nostra squadra ha cambiato la testa e si sta preparando al prossimo campionato per essere veramente protagonista. Perché siamo il Cesena e abbiamo degli obblighi morali verso il blasone che ci siamo guadagnati negli ultimi 50 anni. Perché tutti vogliamo che sia così e anche i giocatori, che poi sono quelli che fanno la storia, devono capirlo; deve capirlo il mister e tutta la squadra.

Forza ragazzi, siamo ormai alla fine del quadrimestre, la pagella era ottima, poi è diventata buona, non vorremo mica andare al mare prima di aver terminato le ultime interrogazioni… E se ci siamo guadagnati gli esami playoff, vogliamo andarci senza studiare? Forza allora e ancora tanto ottimismo a tutti!


Immagine tratta dal sito calciocesena.com

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