Il Cesena è ipnotizzato dall’Olimpico: all’esordio sconfitta contro la Lazio

Lazio-Cesena '74 gol Bertarelli
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BIANCONERO VINTAGE – Dopo la salvezza del precedente campionato, il Cesena esordisce contro la Lazio perdendo all’Olimpico

Allo stadio Olimpico il Cesena prende due reti e al termine della partita si rende conto di aver buttato via un punto! È domenica 6 Ottobre del 1974, finalmente si torna in campo per la 1a giornata del campionato di serie A. Il Cesena di Bersellini, andando in trasferta a Roma, comincia la nuova avventura in salita dovendo affrontare i Campioni d’Italia della Lazio diretti da Maestrelli. Lo stadio Olimpico è quello delle grandi occasioni e quando le squadre entrano in campo tutto si accende con emozioni a non finire.

Le formazioni

È la prima ufficiale della Lazio Campione D’Italia con lo scudetto cucito sulle maglie celesti con bordi bianchi. La formazione: Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Chinaglia, Re Cecconi, Frustalupi, Badiani; a disposizione in panchina Moriggi, Polentes e D’Amico. I biancocelesti sono reduci dalla squalifica Uefa che vieta di disputare la Coppa dei Campioni, e si presentano con la rabbia dentro e ripongono nel campionato ogni energia e voglia di ripetere un’impresa storica. Dall’altra parte i bianconeri, sentono l’importanza di partire con il piede giusto; entrano in campo con la solita divisa bianca con bordi neri, ma con un insolito bavero a scendere chiuso con cordoncini bianchi. La formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11Toschi; a disposizione in panchina 12 Moscatelli, 13 Zaniboni e 14 Catania.

La cronaca

Tutti i bianconeri hanno il naso in su dallo stupore e rimangono come ipnotizzati da quella cornice di pubblico e dallo scenario che tutto lo stadio offre in quel momento. Questo ha condizionato il rendimento dei giocatori romagnoli che per tutto il primo tempo stentano a trovare la manovra e quella fluidità che li ha sempre contraddistinti. Ecco il Cesena del primo tempo: passaggi elementari sbagliati, posizioni in campo non proprio nel cuore del gioco e tanta incertezza. Sicuramente l’errore è stato di preoccuparsi dell’avversario e non di imporre il proprio gioco e questo ha favorito la Lazio che a centrocampo detta legge con le scorribande di Martini e Re Cecconi dirette dal solito Frustalupi. I bianconeri corrono, si affannano e marcano a uomo i corridori biancocelesti nel tentativo di interrompere la manovra, ma l’unico risultato è che perdono lucidità. Fino al 20′ del primo tempo si vede poco e niente: un tiro dalla distanza del laziale Badiani, neutralizzato bene da Boranga ed una finta di Bertarelli, che manda a vuoto il suo marcatore Petrelli, ma il suo tiro viene respinto di pugni dall’attento Pulici. Al 24′ la Lazio passa in vantaggio: i bianconeri cincischiano a centrocampo e Re Cecconi recupera la sfera ed immediatamente imbuca per Chinaglia in velocità: il centravanti compie un gesto atletico veramente da cineteca,  anticipando Ammoniaci, girandosi su se stesso e lasciando partire al volo un siluro che va stamparsi sul palo alla sinistra di Boranga. La palla deviata dal palo schizza inesorabilmente in rete: è un gol bellissimo! Arriva poi anche il raddoppio per i biancocelesti, aiutati dalla fortuna: da unamischia al limite dell’area l’arbitro Trono di Torino assegna la punizione diretta dal limite per un fallo di Festa su Garlaschelli. Solito copione: il fantasista Frustalupi sulla palla, che la tocca per Chinaglia. Il tiro del bomber viene ribattuto dalla barriera e nella confusione generale la palla giunge nel cuore dell’area al terzino Petrelli, che in mezza rovesciata di prima intenzione, mette la palla alle spalle di un incolpevole Boranga. È un massacro, come un pugile che sta per cadere a terra, il Cesena aspetta il gong e finalmente finisce il primo tempo. Non so cosa sia successo negli spogliatoi: se Bersellini ha preso per il nuovo bavero i suoi o ha detto di cambiare tattica. Permettetemi me lo voglio immaginare che dice a gran voce: “Ragazzi non abbiamo ancora perso, adesso giochiamo da Cesena!”. Ad ogni buon conto, il secondo tempo vede il vero Cesena ed i Campioni d’Italia arrancano. Meritatamente i bianconeri accorciano le distanze al 7′ della ripresa: azione da manuale di Festa che fa arrivare la palla sulla testa del nostro centravanti Bertarelli, che lanciato verso la porta anticipa il suo marcatore Petrelli ed indirizza di testa verso la porta. Bersellini si sbraccia quasi ad aiutare i suoi: ha inserito Catania al posto di Orlandi ed il gioco è fluido con una buona geometria ed il Cesena ci crede. I minuti scorrono il Cesena alza il suo baricentro e la Lazio rimane chiusa nella sua metà campo, ma purtroppo manca “lo stoccatore” e senza una punta che incida, Pulici non si vede arrivare pericoli. Arriva il fischio finale, i bianconeri non sono riusciti a pareggiare, ma ce l’hanno messa tutta ed escono a testa alta.

Il commento

Il Cesena è stato veramente inguardabile nel primo tempo e analizzando tutta la partita e il comportamento dei bianconeri, si salvano in pochi: il sorprendente capitan Cera, i volenterosi Ceccarelli, Ammoniaci, Danova e Bertarelli. Rimane il grande difetto della squadra di Bersellini: produce tanto, ma quando arriva ai venti metri non ha nessuno che può tirare la “bomba”. Comunque sia, i nostri bianconeri hanno subito la possibilità di riscattarsi nel prossimo incontro: alla Fiorita arriva la neo promossa Ternana e con un Bertarelli in gran forma, un centrocampo rivitalizzato ad imporre il suo gioco con in cattedra il nostro Rognoni, sicuramente avremo un Cesena con il botto. Fino alla fine forza Cesena!


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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