Il Cesena applica il modulo “a vanvera” ?

Cesena-Entella
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OPINIONI DI UN DIVANO – Il grido di dolore del Divano, incapace di capire qualcosa in più sul modulo tattico del Cesena

Combattuto fra la visione di una banalissima Inter-Real Madrid e una intrigante Cesena-Entella di Coppa Italia di Serie C, vi lascio immaginare quale sarebbe stata normalmente la mia scelta, ma nei giorni scorsi sono stato molto teso per sforzarmi di capire come gioca il Cesena e, colto da sfinimento, mi sono preso una pausa, ripiegando sulla Champions. Il mio Divano, come sempre, non era d’accordo…

Tutta la città ne parla
In città (e anche in campagna), in ogni angolo, in ogni bar, in ogni anfratto si discute animatamente del modulo della nostra squadra. Quelli che ne capiscono più di me, cioè praticamente tutti, mi hanno spiegato che siamo passati  dal 433 al 442 e dissertano sull’efficacia di questa scelta. Io ho osservato il Cesena in azione contro l’imolese e ho cercato di applicarmi e di capire il nostro livello tecnico tattico. Confesso che avendo le idee un po’ confuse, mi sono annoiato alla morte ma ho resistito fino alla fine per capire, per penetrare i segreti delle nostre strategie di gioco. La conclusione è stata: ma quale gioco? Sono avvilito dopo aver visto cincischiare con squadre da Eccellenza o poco più. Se è questo il livello di gioco, quando incontreremo squadre forti secondo me ci asfaltano – mi sono detto.

“Con il gioco ci siamo”. Sì. Quale?
Lunedì ho letto il commento di uno dei giornalisti (quelli veri) che ha titolato “Con il gioco ci siamo”. Urca! Siamo a posto. Ricapitolando: il centrocampo è una entità completamente sconosciuta e viene bypassato con lanci lunghi che raramente, per non dire mai, giungono a destinazione. Se i lanci giungono a destinazione, ci pensano le nostre punte di diamante a vanificare qualsiasi speranza di concretizzare. La difesa non si comporta male, tranne che in fase di disimpegno, perché spesso e volentieri, in fase di rilancio, si perdono palle sanguinose e si innescano contropiedi che solo per la modestia degli avversari o qualche recupero miracoloso non diventano reti. Non c’è in squadra un giocatore guida di riferimento (sì, sono orfanissimo di Di Gennaro, e allora??) o meglio ci sarebbero, per esperienza, Caturano e Ardizzone, ma purtroppo spesso avrebbero bisogno loro di un giocatore di sostegno, poche idee ma confuse. I due centravanti si sopportano ma non si integrano, si sovrappongono ma non si capiscono; i cross dalle ali sono spesso palle al vento. I due terzini esterni sono pieni di volontà ed entusiasmo, ma Candela è troppo pasticcione e Yabré si farà, ma un po’alla volta. La precisione dei passaggi è un sogno: non ho visto due passaggi consecutivi azzeccati. Direi il famoso modulo “a vanvera”.

Manca, manca…
Una squadra che manca di affiatamento: è naturale, visto che siamo all’inizio del campionato, ma purtroppo manca anche la qualità. Manca chi salta l’uomo manca chi inventa, manca chi supplisce con una giocata alla mancanza di idee, mancano gli schemi e manca tanto anche il Bortolussi dello scorso anno. Bisognerà capire come mai un super bomber si è trasformato in una entità evanescente. Il Divano è brontolone per natura e quest’anno è ancora più brontolone del solito, ma vedo anche uno stadio in preda allo sconforto. Tocca ai giocatori innescare i tifosi e non viceversa. Io che seguo il Cesena dalla prima promozione in Serie B faccio fatica a guardare la mia squadra dibattersi in un campionato di basso livello con prospettive di medio bassa classifica. I tifosi aspettano di essere innescati e poi garantiscono che faranno la loro parte, per il momento il Divano sbadiglia, brontola e aspetta tempi migliori. Ah, se vi dovessero dire: “Hai la pazienza di Wolf.” non gli credete. E, comunque, non è un complimento.


Immagine tratta dal sito www.calciocesena.com

2 Comments on “Il Cesena applica il modulo “a vanvera” ?”

  1. Ciao Giampiero. Il problema è che senza il trasporto degli ultras è difficile coinvolgere chi normalmente segue la partita senza sostenere la squadra. Ci vorrebbe una figura che coordinasse il tutto, ma non è detto che basterebbe… Bisogna accontentarsi di qualche coro in qua e in là nella partita.

  2. Sono un vecchio abbonato del Cavalluccio
    Vorrei fare un appello ai veri tifosi
    Se gli ultras non vengono allo stadio perché non viene sensibilizzato la tifoseria Over a sostituirli in curva

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