A San Siro, il Cesena perde nettamente contro il Milan

Milan 3-0 Cesena
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BIANCONERO VINTAGE –  Dopo una splendida serie positiva, il Cesena viene nettamente sconfitto per 3-0 a San Siro contro il Milan, orfano di Gianni Rivera

Domenica 27 Aprile 1975, si gioca la 27a giornata del campionato di Serie A. Il Cesena, con il morale alle stelle in virtù del pareggio contro la Roma (vedi Al Cesena, i lupi non fan paura: con la Roma è 0-0) e dei sette punti consecutivi, gioca in trasferta a San Siro dove deve affrontare il Milan, in piena corsa per un posto in Coppa Uefa ma sconvolto dal caso Rivera che viene messo fuori rosa. Il Cesena ancora assapora la grande vittoria ottenuta contro l’Inter di poche settimane prima e spera che le acque agitate in casa Milan diventino un’arma in più per ottenere tutta la posta in palio. Dall’altra parte i rossoneri hanno solo un obiettivo: vincere.

Le formazioni

I rossoneri sono guidati da mister Gustavo Giagnoni, che si trova il Cesena in un momento troppo difficile per la gestione dello spogliatoio. Ha messo Rivera fuori rosa e vuole con autorità la fiducia della società, ma sa che non può permettersi una brutta figura contro il Cesena. Ovviamente ha tante possibilità con l’organico che si ritrova, ma un Cesena in salute e con il morale alto, adesso non ci voleva anche se fra le mura amiche. Questa la formazione del Milan che entra in campo alla “Scala del Calcio”: Albertosi, Sabadini, Zecchini, Turone, Bet, Maldera, Gorin, Benetti, Calloni, Bigon, Chiarugi. A disposizione in panchina Tancredi, Anquilletti, Lorini. Il mister Bersellini è in un momento particolare: l’annuncio anticipato del suo addio ha scatenato polemiche e teme un calo di tensione nei suoi ragazzi. La sosta della Nazionale ha interrotto il ritmo partita ai suoi ed è molto preoccupato per la trasferta di Milano. Si affida al vecchio detto “squadra che vince non si cambia” e conferma in blocco chi aveva giocato contro la Roma. I bianconeri entrano dunque in campo con questa formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Zaniboni, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Festa, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Urban. In panchina sono presenti 12 Galli, 13 Bordon che entrerà al 74′ del secondo tempo in sostituzione di Urban, e con il 14 Catania.

La partita
Benetti gol Milan-Cesena 3-0
Primo gol del Milan ad opera di Benetti

Giornata calda con sole pieno. Il terreno di gioco è in buone condizioni, arbitra il sig. Ciulli di Roma. Le squadre entrano in campo con le divise classiche: il Milan in maglia rossonera a righe verticali strette e pantaloncini bianchi; il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri. Purtroppo è subito Milan: all’8’ minuto Gorini appoggia sulla trequarti alla mezzala Benetti, che oggi per l’occasione ha i gradi di capitano. Orlandi gli si fa incontro, ma non riesce ad intervenire; così il capitano alza la testa e carica il destro e lascia partire una fucilata verso la porta di Boranga. Il portiere bianconero forse un po’ sorpreso ed anche un po’ coperto nella traiettoria del tiro, vede arrivare troppo tardi la palla. Si stende e si allunga sulla sua sinistra, ma la palla ha una velocità impressionante e si va a piazzare quasi all’incrocio ed entra in rete. Milan 1 Cesena 0. Il Cesena accusa il colpo in quanto la rete a freddo scombussola non poco i piani previsti. E qui cominciano i problemi: è il centrocampo a non spingere nel modo dovuto. Festa sembra l’ombra di se stesso, Rognoni e Orlandi faticano a servire le punte; manca la spinta di un Catania o di un Brignani sacrificati dal piazzamento di Zaniboni a sostegno della difesa. Il nostro capitano Cera, con classe ed eleganza nelle sue giocate, non è sufficiente a dare quel qualcosa in più ed il pareggio non arriva. Si corre, si cerca un varco, senza nessuna occasione e l’arbitro manda le  squadre negli spogliatoi.

Sabadini secondo gol Milan-Cesena 3-0
Secondo gol del Milan ad opera di Sabadini

Nella ripresa stesso copione: al 3’ minuto il Milan raddoppia. Il terzino milanista Sabadini si distacca dalla marcatura di Rognoni e riceve palla da Bigon. Avanza palla al piede in zona centrale spostato sulla destra. Aumenta la sua progressione, lascia sul posto Ceccarelli e viene affrontato da Zaniboni in chiusura. Sabadini ad ampie falcate entra in area e sembra andare velocissimo nei confronti di un Zaniboni che sappiamo molto macchinoso nello stretto. ll terzino rossonero lascia partire un bel tiro, che anticipa l’intervento del difensore bianconero e ne esce un bel diagonale da destra a sinistra che risulta imparabile per l’incolpevole Boranga. La palla entra in rete e Boranga, molto arrabbiato, tira via il cappellino e ne dice quattro ai suoi della difesa. Inesorabile: Milan 2 Cesena 0. Il Cesena è alle corde, come una doccia fredda, il raddoppio annienta i piani di inizio ripresa che Bersellini aveva indicato negli spogliatoi per raggiungere il pari. Il Milan ci crede e spinge nell’intento di chiudere definitivamente la partita; il Cesena si difende bene e il Milan colleziona diversi calci d’angolo. Ma il Cesena non costruisce palle gol e sembra stranamente accontentarsi del 2-0. Bersellini fa entrare Bordon al posto di un inesistente e mal servito Urban, ma non cambia nulla o quasi. Ci vogliono idee e concentrazione, ma oggi il Cesena non gira. Purtroppo, non riesce a salvare neanche il doppio svantaggio. Quasi allo scadere, al 44’,  a seguito di una palla persa a centrocampo, viene servito l’ala rossonera Chiarugi, al limite dell’area bianconera. Con una finta sbilancia il suo marcatore Danova e si sposta sulla sinistra e, con la sua consueta rapidità, compie due passi e da una posizione defilata lascia partire un forte tiro. Sembra un missile dal basso verso l’alto che vanifica ogni intervento di Boranga; l’estremo difensore bianconero allarga le braccia e rivolge lo sguardo alla palla che rimbalza dentro la rete. A malincuore il Cesena rimane a 0, mentre il Milan e meritatamente esulta per il terzo gol. Il Cesena dunqueesce a testa bassa e come è successo altre volte durante la stagione pensa già ai propri errori e che deve rimboccarsi le maniche.

Il commento

Una brutta sconfitta che pesa due volte: una per come è maturata e due perché il Cesena non ha reagito come doveva. Sicuramente questa sconfitta sarà terapeutica per questo Cesena, così facile ad esaltarsi per poi precipitare a terra. Ai microfoni Bersellini cerca di stemprare la situazione: “Non avere avuto contro Rivera, paradossalmente ci ha tolto dei punti di riferimento, soprattutto a centrocampo! Onore al Milan e male questo Cesena che non ha giocato da Cesena!”.  È la volta del Presidente Manuzzi a cui viene puntualizzato dai giornalisti presenti della grande delusione regalata ai tifosi ed i sostenitori bianconeri. Il Presidente Manuzzi risponde e suona la carica: “La salvezza non si conquista con il pensiero o con la spavalderia, ma si conquista sul campo: facendo punti, sempre e solo dando l’anima dal primo all’ultimo minuto. Questa è la grande verità che accompagna la squadra romagnola! Basta con le chiacchiere! Bisogna lavorare ed impegnarsi! Dobbiamo portare via quel punto che ci serve domenica al Cagliari dello stimato mister Radice e poi in casa con la Sampdoria chiudiamo la storia! La Romagna e Cesena vogliono la salvezza. È chiaro!?”. Cosa aggiungere, con un presidente così, non si può sbagliare e fino alla fine insieme gridiamo: Forza Cesena!


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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