Il Cesena resuscita: Milan battuto 1-0

Cesena-Milan 1-0
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BIANCONERO VINTAGE – Alla Fiorita, il Cesena torna a vincere contro il Milan di Rivera ed Albertosi grazie alla rete nella ripresa di Zuccheri

Domenica 5 Gennaio 1975, 12a giornata di campionato, il Cesena alla Fiorita deve affrontare una vera finale con un Milan fortissimo e zeppo di campioni. Il Cesena ha chiuso l’anno solare 1974 in crisi: dopo la sconfitta con la Roma (vedi  Uno scatenato Prati fa scivolare il Cesena in fondo alla classifica) si ritrova infatti in fondo alla classifica di Serie A. I romagnoli reduci da due sconfitte consecutive lasciano da parte il panettone e si preparano per fare vedere a tutti che sono ancora vivi e che quella squadra brillante nel gioco e nel dinamismo esiste ancora. La tifoseria ed i sostenitori sono divisi: chi pensa ad una nuova sconfitta e chi pensa che il cuore e la grinta bianconera daranno prima o poi i frutti sperati. Di questo ultimo parere è il presidente Dino Manuzzi, che nei giorni precedenti all’incontro ha invitato i sostenitori romagnoli a presentarsi allo stadio e ha promesso un grande Cesena: “Ho seguito in questa settimana la squadra e ho parlato con Bersellini e soprattutto con capitan Cera e Ceccarelli. Vi prometto che non rimarrete delusi dalla prestazione del Cesena!“.

Le formazioni

Formazione Milan 1975
Formazione del Milan

Dalla sponda Milan, mister Giagnoni è venuto in Romagna a vincere, perché dispone di una squadra molto forte e può contare su dei veri monumenti del calcio: Albertosi, Benetti, Bigon, Chiarugi e Rivera per fare alcuni nomi. I tifosi romagnoli cominciano a preoccuparsi quando, nel sentire la sfilata di campioni, viene annunciata la formazione del Milan: Albertosi, Bet, Sabadini, Zecchini, Turone, Biasolo, Bigon, Benetti, Calloni, Rivera, Chiarugi. Rimangono a disposizione in panchina, Tancredi, Anquilletti e Lorini. Il Cesena di mister Bersellini recupera Ceccarelli e Zuccheri, ma deve ancora rinunciare a pezzi pregiati come il terzino Ammoniaci, squalificato dopo Roma per due turni, l’infortunato centrocampista Brignani e soprattutto deve fare i conti con la sterilità dimostrata dai suoi attaccanti nelle ultime partite. Il Cesena scende in campo con questa formazione: 1 Galli, 2 Ceccarelli, 3 Danova, 4 Zuccheri, 5 Zaniboni, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Festa, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Toschi. A disposizione in panchina 12 Boranga, 13 Catania che entrerà al 38′ del primo tempo in sostituzione di Festa, 14 Bordon.

La partita

La giornata è fredda e con il campo in ottime condizioni. La Fiorita è preparata per le partite delle grandi occasioni: sventolio di bandiere, cori da ambo le tifoserie, è un colpo d’occhio spettacolare. Arbitra il Sig. Picasso di Chiavari. Le squadre si presentano con le divise classiche: il Milan in maglia rossonera a righe sottili verticali e pantaloncini bianchi, mentre il Cesena con la divisa base, maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri. Nel primo tempo, dopo lo studio iniziale, cominciano le emozioni: al 14’ Bertarelli pasticcia in area e non riesce a concretizzare una strana respinta a campanile del suo marcatore Zecchini; al 36’ un diagonale di Calloni viene respinto sulla linea da Ceccarelli, con il portiere Galli ormai battuto; nella stessa azione Festa prende un brutto colpo al ginocchio e chiede il cambio, con Catania costretto ad entrare al suo posto al 38’. Finale di primo tempo di marca Milan con il portiere dei bianconeri Galli in evidenza, con due “paratone” salva risultato: la prima su Benetti, quasi un rigore in movimento, che si vede respingere d’istinto, con il piede destro, un tiro che sembrava già un gol fatto e l’altra parata su un tiro spiovente di Rivera, che il “ragno nero” malgrado fosse contro sole devia da campione con la mano di richiamo. Alla ripresa del gioco il Cesena sembra trasformato. Bersellini nell’intervallo deve aver dato una bella strigliata ai suoi ragazzi, dicendo loro che se non si fosse cambiata musica il Milan avrebbe portato via la vittoria e che avrebbe voluto vedere giocare il Cesena da Cesena. Quando il Cesena inizia la manovra la Curva Mare esplode, mentre la curva rossonera rimane ammutolita. Al 16’ arriva al Milan il segnale d’allarme da una travolgente azione di Rognoni. La mezzala riesce a servire Bertarelli in buona posizione, ma con mestiere Bet lo strattona e l’attaccante bianconero perde il passo e il momento per calciare a rete e cade a terra in piena area: per l’arbitro Picasso è tutto regolare, niente rigore! Tutta la tifoseria fa esplodere le proteste, ma penso che principalmente la colpa sia stata dello stesso Bertarelli a lasciarsi cadere in maniera plateale. Così facendo ha indotto l’arbitro a sottovalutare l’accaduto. Il Cesena però non molla ed aumenta il ritmo, vede in affanno i giocatori del Milan e pensa all’impresa. Al 18’ da un rimpallo a centrocampo scatta Bigon che serve in profondità Chiarugi; con una rapita rotazione, classica nel suo repertorio, la punta rossonera lascia partire un bolide con il collo del piede sinistro. Galli vede passare la palla come un proiettile e non prova nemmeno l’intervento, con la palla va a sbattere nella parte bassa della traversa e successivamente batte sulla linea di porta. Chiarugi esulta, per alcuni secondi i tifosi bianconeri sono gelati, immobili. Ma l’arbitro fa segno che si può proseguire: non è gol! A questo punto la partita diventa incandescente e vola qualche fallo di troppo, con il Cesena a tutto campo ed un Milan che appare risvegliarsi da un brutto momento.

Il gol di Zuccheri
Il gol di Zuccheri

Finalmente arriva il 24’: Rognoni, oggi un vero faro, serve un pallone rasoterra, dalla trequarti al centravanti Bertarelli, che si trova spalle alla porta. Il numero9 serve sulla sinistra l’accorrente Toschi, il quale confeziona un assist capolavoro, cambiando completamente gioco. Lancia la palla sul lato destro dove smarcato si trova Zuccheri, che oltre a marcare Rivera aveva già macinato km sulla fascia. Il calciatore bianconero non si fa pregare, la palla ricevuta gli rimane incollata ai piedi, fa due passi entra in area ed aspetta un attimo che il portiere rossonero Albertosi gli venga incontro. Colpisce la sfera con un tocco da sotto, di rara fattura, supera il portiere e va a togliere le ragnatele nel sette opposto della porta milanista. Non descrivo cosa è diventata la Fiorita! Emozioni alo stato puro. Cesena 1 Milan 0. Al 41’ l’arbitro Picasso decreta un rigore a favore del Cesena, per un secondo atterramento di Bet ai danni di Bertarelli. Si incarica della battuta lo stesso centravanti: è il rigorista e vuole entrare nella storia di questo evento calcistico. Calcia di esterno sinistro con traettoria a mezza altezza, ma l’esperto Albertosi, ex portiere nazionale ai mondiali messicani, intuisce e con pronto tuffo respinge a pugni chiusi, il forte tiro. Peccato! Gol sbagliato e poco dopo il triplice fischio finale, che sancisce un risultato storico: per la seconda volta consecutiva il Cesena batte in casa il Milan.

Il commento

Il Cesena ha aperto col botto questo nuovo anno e negli spogliatoi dei bianconeri finalmente, dopo tanta tensione, c’è commozione e voglia di liberare tutta la gioia e uscire finalmente da un brutto momento. La vittoria sul Milan di Giagnoni ha dissolto le nubi piuttosto minacciose che transitavano sopra il Cesena che ha dimostrato che alcuni episodi, anche con un pizzico di sfortuna, avevano condizionato i precedenti risultati. Bersellini ne era consapevole e si gode i due punti che lo allontanano un poco dal fondo della classifica e se nel prossimo incontro con il Cagliari, fra otto giorni, dovesse portare a casa altri punti, si può affermare che la vittoria con il Milan sia stata la partita della svolta. Il presidente Manuzzi non riesce a parlare dalla commozione, mentre capitan Cera con un grande sorriso ed il pollice alzato fa capire che il Cesena c’è! Quindi fino alla fine: Forza Cesena!


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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