Al Cesena, i lupi non fan paura: con la Roma è 0-0

Cesena-Roma 1975
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BIANCONERO VINTAGE –  Dopo due vittorie consecutive, ecco il pareggio casalingo contro la Roma. Il sogno salvezza è sempre più a portata di mano

Domenica 13 Aprile 1975 si gioca la 26^ giornata del campionato di Serie A. Il Cesena, trasportato dall’entusiasmo dopo due vittorie consecutive, gioca fra le mura amiche contro una Roma terza in classifica, molto determinata a mantenere una posizione di prestigio. I bianconeri però non si nascondono e puntano anzi ad uno storico tris di vittorie, ma anche se dovesse arrivare un pareggio contro una squadra di alta classifica, sarebbe assolutamente da sottoscrivere.

Le formazioni

I giallorossi sono guidati da mister Liedholm Nils, il “Barone”, certamente consapevole di avere un organico di prim’ordine. Il tecnico svedese ha preparato la partita più per il contenimento dei romagnoli, che per fase offensiva, ma sa comunque di avere punte di valore come Prati e Spadoni, ben supportate da un centrocampo di qualità composto da Morini, Cordova e l’evergreen De Sisti. Nel reparto difensivo, oltre l’ottimo portiere Conti, l’esperto Santarini è aiutato da Negrisolo e da uno scatenato Rocca, tornato a meritarsi il soprannome di Kawasaki. Questa la formazione della Roma che scende in campo alla Fiorita: Conti, Negrisolo, Rocca, Cordova, Santarini, Peccenini, Curcio, Morini, Prati, De Sisti, Spadoni. A disposizione in panchina Ginulfi, Liguori, Penzo.

Il mister dei romagnoli Eugenio Bersellini deve mettere un freno al troppo entusiasmo ed ha paura che i suoi ragazzi affrontino con troppa spavalderia l’incontro. Comunque pensa di confermare la squadra vista contro il Vicenza, anche per dare più tempo ai giocatori ancora in infermeria. Accolti da uno tripudio generale della Fiorita, i bianconeri entrano in campo incitati dai sostenitori con questa formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Zaniboni, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Festa, 9 Bertarelli, 10 Rognoni, 11 Urban. In panchina sono presenti 12 Galli, 13 Toschi, che entrerà al 87′ in sostituzione di Urban, 14 Catania.

La partita

Giornata quasi estiva con sole pieno. Il terreno di gioco è in buone condizioni, arbitra il sig. Gialluisi di Barletta. Le squadre entrano in campo con queste divise: la Roma in maglia giallorossa e pantaloncini bianchi, il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri.

È subito Roma, che al 5’ si presenta con Spadoni, il quale si libera con un’abile finta e lascia partire un bel tiro in diagonale che impegna sulla destra Boranga in tuffo. Il Cesena ingrana la marcia e guadagna metri e così al 13’ confeziona la prima occasione: Rognoni batte a sorpresa una punizione dal limite con un secco tiro che va a sbattere contro la barriera, la palla si impenna e viene deviata sulla destra così da diventare un assist per il liberissimo Orlandi, ma l’ala cesenate ha un attimo di esitazione e su di lui interviene Morini, che si aggrappa e strattona di quel tanto che basta a fare sbagliare la mira ed il portiere Conti ringrazia. Al 18’ di nuovo la Roma con Prati, che lascia partire una cannonata dalla distanza, ma Boranga è molto attento e reattivo e dice ancora di no, accartocciandosi a terra. Al 30’ la Fiorita esplode: Bertarelli ben servito da Urban la mette dentro, ma l’arbitro annulla per posizione di fuorigioco dello stesso centravanti. Finisce il primo tempo senza altri episodi e così si va negli spogliatoi.

Nella ripresa le squadre rientrano in campo hanno un atteggiamento diverso, forse per il caldo, oppure per la paura di perdere, comunque sembrano giochicchiare a centrocampo. Prima emozione solo al 75′ e questa volta è una grande occasione: Orlandi finta l’incursione e serve a sorpresa un bel passaggio preciso sulla lunetta dell’area esterna al mediano Festa, la difesa dei giallorossi si fa trovare fuori posizione e Festa trova la porta spalancata con il portiere Conti fuori dai pali; il centrocampista vrebbe avuto tutto il tempo di controllare, ma con frettolosità, nel tentativo di anticipare il portiere con un pallonetto, colpisce al volo di esterno destro e la palla sorvola la traversa e finisce sul fondo. Due minuti dopo è ancora il Cesena a rendersi pericoloso con Urban, che con uno scatto taglia in due la difesa, ma non riesce a concretizzare per il provvidenziale intervento di Santarini, che interviene alla disperata salvando il risultato. Nel capovolgimento di fronte la Roma sfiora il gol dopo un pasticcio dei difensori bianconeri, della serie “vai tu o vado io”, ma per fortuna la punta Spadoni non riesce a tirare visto che l’intervento di Boranga risolve la difficile e pericolosa situazione. Al 38’ Festa ci riprova, ma anche in questa caso è il portiere giallorosso ad opporsi in maniera egregia. A tre minuti dal termine Toschi prende il posto di Urban, ma sembra una sostituzione tattica per perdere tempo, anche perché tutti ormai aspettano solo che l’arbitro fischi la fine ed il risultato rimane in parità a reti bianche. Comunque, il Cesena ed i suoi tifosi festeggiano questo punto, perché la salvezza è ormai sempre più vicina!

Il commento

Un pareggio che lascia la bocca un poco amara ai romagnoli, visto che, come da consuetudine, in casa hanno largamente dominato ed hanno avuto più occasioni per cogliere l’intera posta in palio, vedi quelle sprecate da Orlandi e Festa. Ma a conti fatti, il risultato si può ritenere accettabile da entrambe le squadre. Al Cesena rimane ancora il compito di incamerare altri punti per chiudere definitivamente la questione salvezza e dormire sonni tranquilli.

Ma ai microfoni la notizia che ha tenuto banco non è stata la partita odierna, quanto piuttosto il futuro di mister Bersellini. Il presidente Dino Manuzzi ha vuotato un pochino il sacco, dichiararando: “Bersellini il prossimo anno molto probabilmente non sarà più a Cesena. Ha avuto offerte da squadre molto importanti e penso proprio che andrà a finire così. Se si concretizzerà questa situazione, con grande rammarico e riconoscenza per il lavoro svolto qui in Romagna, non ci resterà che salutarlo augurandogli un grande in bocca al lupo!”. Anche alla fine dello scorso campionato si era ventilata questa ipotesi, poi non realizzatasi, ma stavolta la dichiarazione del Presidente sembra un addio annunciato. Ora il compito per la dirigenza bianconera si fa molto difficile, in quanto Bersellini lascerà un grande vuoto, nonostante nell’ultimo periodo, prima che la squadra ottenesse gli ultimi successi, erano state mosse diverse critiche nei suoi confronti da parte della tifoseria. Neanche a farlo apposta, il maggior candidato a sostituirlo è Pippo Marchioro, che aveva sostituito Bersellini anche a Como, quando decise di venire a guidare il Cesena. Come a dire che al Presidente Dino Manuzzi piace proprio pescare in riva al Lago di Como…


Il campionato di serie A 1974/75 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi, che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club. 

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