Il Cesena lotta e si fa onore, ma perde anche con il Torino

Torino-Cesena (2)
Condividi questo articolo

BIANCONERO VINTAGE – Su un terreno al limite della praticabilità, un caparbio ma sfortunato Cesena perde 2-0 con il Torino campione d’Italia

Domenica 19 dicembre 1976 si gioca la 10^ giornata del campionato di Serie A 1976/77. Dopo l’ultima partita contro il Verona alla Fiorita, il Cesena deve affrontare una in trasferta impossibile contro il Torino campione d’Italia. Dopo quattro sconfitte consecutive, viene esonerato Tom Rosati e la dirigenza decide di richiamare il duo Neri-Ferrario. Il Presidente Dino Manuzzi, la settimana prima dell’incontro dichiara: “la partita è molto importante per evidenti motivi, bisogna pensare a non perdere! Se facciamo risultato, la squadra senza dubbio ritroverà sé stessa”.

Le formazioni

Mister Gigi Radice è il grande ex, ora allenatore dei campioni in carica che marciano con la forza di un rullo compressore. Non ci sono dubbi, il Torino deve vincere! Nei granata ci sono ottimi elementi e Radice può schierare la miglior formazione: Castellini, Danova, Salvadori, Gorin, Santin, Caporale, Sala, Butti, Graziani, Zaccarelli, Pulici. A disposizione: Cazzaniga, Garritano e Pecci, che entrerà al 63′.

In casa Cesena si vivono momenti difficili: la dirigenza, vista la serie di sconfitte raccolte da Tom Rosati, lo esonera e si affida nuovamente al binomio Neri-Ferrario, chiedendo un miracolo nel difficile confronto del Comunale contro il Torino. La situazione infortunati non migliora, anzi ci sono ancora guai: Frustalupi e Bonci danno forfait; Cera e Mariani si sono infortunati in allenamento, ma dovrebbero farcela. Anche Ceccarelli dovrebbe rientrare, ma si aggiunge ai giocatori non al meglio della condizione. Il Cesena viene schierato con questa formazione: 1 Boranga, 2 Lombardo, 3 Oddi, 4 Beatrice, 5 Batistoni, 6 Cera, 7 Ceccarelli, 8 Bittolo, 9 De Ponti, 10 Rognoni, 11 Mariani. A disposizione: 12 Bardin, 13 Valentini che entrerà al 64′ al posto di Vernaccia e 14 Benedetti.

La partita

Giornata invernale, temperatura molto fredda. Piove del mattino ed il terreno è in cattive condizioni, tanto che sfiora l’impraticabilità. Arbitra il sig. Barbaresco di Cormons. Le squadre scendono in campo con le seguenti divise: il Torino in completo maglia e pantaloncini granata; il Cesena entra con la classica maglia bianca a bordi neri, abbinata a pantaloncini neri.

Anche il terreno diventa un avversario in più. Sembra una coincidenza, ma visto il ripetersi puntuale, tutto si trasforma in maledizione. La partita si può riassumere con la cronaca dei gol. Al 17’ segna Graziani: Zaccarelli crossa dalla sinistra ed al centro dell’area svetta di testa Pulici, che colpisce la palla e la smorza verso la porta; la palla ribalza ed il primo a raggiungerla è Graziani, che supera in velocità Cera e Batistoni ed in acrobazia riesce a colpirla con un leggero tocco da sotto, anticipando l’uscita di Boranga, deviando in fondo alla rete. Secondo gol al 88’: da destra, Pecci effettua un preciso cross verso il centro area, raccoglie il solito Pulici che da grande opportunista anticipa tutta la difesa bianconera e con uno stacco imperioso colpisce di testa da vero campione; il pallone è colpito bene di fronte e viene scagliato di gran forza verso la porta difesa da Boranga, che non intuisce la trattoria e quando tenta di intervenire, la palla è già dentro al sacco…

La “Cenerentola” della classifica non ha sfigurato di fronte agli uomini di Gigi Radice. Anzi, al di là del risultato, ha offerto una prestazione che ha chiaramente detto che i romagnoli non meritano l’ultima posizione in classifica. Il Torino è stato imbrigliato a centrocampo e sono stati portati diversi pericoli a Castellini, come il palo colpito da De Ponti a portiere ormai battuto. Ma il Cesena non raccoglie comunque il punto che avrebbe meritato e rappresentato un flebile segno di ripresa che avrebbe dato morale.

Il commento

Com’era prevedibile, era impossibile far risultato sul terreno dei campione d’Italia. Nel dopo partita, Marcello Neri, il nuovo trainer, dichiara: “il Cesena si mosso bene, specie nel secondo tempo. Non meritiamo questa posizione di classifica. Qui a Torino, si è esibito dice un Cesena dai due volti: nel primo tempo, i ragazzi hanno subìto e sofferto il gioco dei granata; nei primi venti minuti, solo Torino, poi, stringendo un po’ di più gli spazi a centrocampo, ci siamo impadroniti di questa zona, togliendo a loro l’iniziativa e lanciando rete le nostre punte. Così abbiamo così creato 4 o 5 occasioni: è per questo che Radice ha sostituito Butti con Pecci. L’ingresso in campo di Pecci ha rappresentato il tentativo di Radice di portare ordine nella zona nevralgica del campo, che noi controllavano. Nel secondo tempo, con lucidità e determinazione, proprio da Pecci è venuto il lancio che ha dato la palla gol a Pulici. La squadra comunque mi è parsa determinata a lottare, finché la matematica non ci toglierà le speranze. Speriamo che contro il Catanzaro si possa almeno recuperare Pepe”.

Il Presidente Dino Manuzzi, pur accusando la sconfitta, ha aggiunto: “Non per amor di patria, ma dico che questa squadra non merita l’attuale classifica! Con le grandi squadre diamo il meglio di noi! Purtroppo, ci perseguitano gli infortuni e qualche giocatore non riesce ad essere utile al collettivo, come ad esempio Mariani. Dobbiamo fare qualcosa per migliorare questa penosa ed umiliante classifica!”.


Andrea Santi, scrittore e blogger, nonché “memoria storica” di Cesena Mio, continua ad emozionarci con il racconto della stagione bianconera 1976/77. Chi si fosse perso i precedenti racconti, visiti la sezione Bianconero Vintage.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.